Milano, truffa dei falsi “microquadri” in opere di Leonardo: 2 arresti

Lombardia
©IPA/Fotogramma

Due persone, che si spacciavano per un consulente finanziario e un avvocato, sono finite ai domiciliari. Dalle indagini è emerso che una donna è stata raggirata per 125mila euro, che dovevano servire sulla carta in parte per l’acquisto di 12 finti dipinti nascosti nei quadri di Leonardo. La truffa avrebbe coinvolto 200 clienti

Un 46enne, F.C., e un 49enne, D.C., che si spacciavano rispetivamente per un avvocato e un consulente finanziario (senza averne titolo), sono finite ai domiciliari, su ordinanza del gip Guido Salvini, in un'inchiesta su una "complessa e bizzarra truffa nel campo delle opere d'arte e delle criptovalute". Gli arrestati sono anche accusati di esercizio abusivo della professione e il 46enne pure di "possesso di segni contraffatti" (finti distintivi della polizia), ricettazione di beni di interesse archeologico, come un "cratere campano del IV secolo A.C.", introduzione e ricettazione in Italia di orologi di lusso contraffatti. In particolare, una donna è stata raggirata per 125mila euro, che dovevano servire sulla carta in parte per acquistare 12 finti "microquadri nascosti nei quadri di Leonardo da Vinci" e 32 'frazioni digitali' di opere della pittrice Alina Ciuciu (estranea alle indagini). La truffa avrebbe coinvolto "200 clienti". 

Le indagini

Dall'ordinanza e dalle indagini dell'aggiunto di Milano Eugenio Fusco e del pm Carlo Scalas e del nucleo operativo metropolitano della guardia di finanza di Milano, è emerso che alla donna sarebbe stato "proposto di aderire ad un fondo di investimento che aveva come finalità quella di diffondere una International Web Gallery creando una rappresentazione digitalizzata delle più importanti opere d'arte". Ogni opera, le veniva spiegato con accattivanti brochure, "sarebbe stata frazionata in singole porzioni di cui chi avesse aderito al fondo sarebbe divenuto proprietario e il titolo di proprietà sarebbe stato costituito per ciascuna frazione da un 'token', una sorta di gettone digitale il cui valore sarebbe rapidamente salito nel giro di pochi anni", così dicevano, "sino a decuplicarsi 'per effetto automatico della crescita di valore dell'arte mondiale'".

Indagate altre tre persone

Nell'inchiesta sono indagate altre tre persone, tra cui A.K., "che si presentava nella sua veste di 'responsabile commerciale' della società Xchampion, a suo dire una holding con sede a Singapore, fondata da magnati asiatici, che stava per aprire una serie di succursali in Europa".

Il raggiro

Altri clienti sarebbero stati raggirati con un meccanismo simile alla "catena di Sant'Antonio" e i soldi intascati con le presunte truffe sarebbero finiti in Svizzera. Parte del denaro investito dalla donna, "pari a 24mila euro veniva asseritamente destinato all'acquisto di 12 'microquadri nascosti nei quadri di Leonardo da Vinci', scoperti da un 'esperto'", sedicente tale, "mentre 16mila euro sarebbero serviti per acquistare 32 Token Art di quadri della pittrice Alina Ciuciu, sponsorizzata dal noto critico d'arte Vittorio Sgarbi (estraneo alle indagini)".
Il gip poi, nel suo provvedimento, riporta anche le deposizioni di altre persone finite nel mirino dei truffatori, che sarebbero circa 200, in base a una lista trovata durante una perquisizione a cara di D.C. Una per esempio ha raccontato di aver ricevuto la proposta di "acquistare i microquadri il cui prezzo era fissato in 2000 euro ciascuno e che nel giro di non molto tempo avrebbero assunto il valore di 20.000 euro ciascuno". Una proposta per cui aveva "investito con vari bonifici ben 70.000 euro" e sulla quale, non avendo ricevuto a garanzia dell'investimento, "aveva cominciato a nutrire dubbi". La truffa, che avrebbe portato a "ingenti guadagni", visto il numero dei clienti, secondo le indagini, sarebbe stata messa a segno anche grazie a "richiami di natura esoterica" legati alla scoperta dei microquadri "che tuttavia si è risolta in un puro e semplice inganno".

Finto contatore online per aumento valore dei "microquadri"

C'era anche "un fantomatico 'contatore' online" per indicare l'aumento di valore degli inesistenti 'microquadri' frutto di una fantasiosa "scoperta scientifica" all'interno dei capolavori di Leonardo tra gli strumenti inventati dagli autori della truffa. Il gip ha sottolineato l'"inconsistenza ed il carattere truffaldino" delle operazioni proposte con una garanzia di guadagno alla principale vittima che, annota il giudice, è stata raggirata anche "attraverso l'utilizzo di termini tecnici come token, blockchain e smart contract" che "servivano piuttosto per confonderla e suggestionarla". 

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