Brescia, arrestati attentatori hub vaccini: sono due no vax

Lombardia
©Ansa

Sono state eseguite nelle province di Brescia e Verona delle perquisizioni nei confronti di alcuni conoscenti degli indagati che apparterrebbero allo stesso movimento

I carabinieri del Ros hanno arrestato i responsabili dell'attentato incendiario avvenuto contro un hub vaccinale a Brescia lo scorso 3 aprile. Si tratta di un 51enne, N. Z., e un 52enne, P. P., entrambi bresciani e del movimento no-vax, gravemente indiziati dei delitti di atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi e porto e detenzione di armi da guerra. Sono state eseguite nelle province di Brescia e Verona delle perquisizioni nei confronti di alcuni conoscenti degli indagati che apparterrebbero allo stesso movimento. (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - MAPPE E GRAFICI DEI CONTAGI - LA SITUAZIONE IN LOMBARDIA - LA SITUAZIONE A MILANO)

Le indagini

Secondo le indagini, prima dell'attacco il 52enne aveva anche postato sul profilo Facebook la frase "se vogliamo distruggere il nemico dobbiamo usare la stessa arma 'la paura' e la loro paura è la nostra unione. Non ci sono altre soluzioni". L'obiettivo - secondo gli investigatori - era di "bloccare e sabotare la campagna vaccinale in corso, intimidendo la popolazione e alimentando il clima d'incertezza del particolare momento storico, e reiterare nel breve termine ulteriori azioni violente e di danneggiamento".

L'uomo inoltre aveva preso parte il 27 febbraio scorso a una manifestazione "no vax" in centro a Verona, dal titolo "Riprendiamoci la nostra vita!", e organizzata dal Movimento "3V". Alla protesta avevano partecipato circa 300 persone, che si erano schierate davanti alle scalinate del municipio. 

L'attentato incendiario

Lo scorso 3 aprile due molotov furono lanciate con l'hub vaccinale di via Morelli a Brescia (dove vengono somministrate un migliaio dosi al giorno), causando dei danni ad uno dei padiglioni del complesso. L'incendio alimentato dagli ordigni, per fortuna non propagatosi all'intero padiglione, avrebbe potuto causare gravi danni alla struttura nella quale erano stoccate diverse centinaia di dosi di vaccino.

Il commento del ministro Guerini

"Ottima operazione quella dei Carabinieri del Ros a tutela della sicurezza nel territorio", ha commentato il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. "La campagna vaccinale in corso è la via verso la normalità, per questo va protetta e garantita. Il 29 aprile sono state somministrate 508.158 dosi di vaccino, la cifra più alta mai registrata finora. Questo arresto, avvenuto in pochissimo tempo - sottolinea -, conferma le straordinarie capacità investigative dei Carabinieri, che si confermano presidio della legalità nel territorio, e della Magistratura, che ringrazio per l'incessante attività", ha concluso il Ministro.

Fontana: “Non hanno intimidito nessuno”

"Avrei preferito che le ricostruzioni portassero ad una bravata, invece fu terrorismo no-vax", ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. "Dalle risultanze investigative - ha proseguito - è emersa la chiara volontà dei presunti attentatori di sabotare la campagna vaccinale in corso, intimidendo la popolazione e alimentando il clima d'incertezza del particolare momento storico, nonché di reiterare nel breve termine ulteriori azioni violente e di danneggiamento. Il gesto non ha intimidito nessuno. L'adesione è volontaria". Fontana ha poi ricordato che "gli effetti positivi della campagna si stanno già riscontrando nelle categorie più vaccinate, come operatori sanitari e residenti delle RSA. Corriamo veloci e usiamo il vaccino per proteggerci dall'unico vero nemico: il virus".

Il procuratore: "Esponenti di destra anomala"

"Siamo soddisfatti, è un risultato che restituisce tranquillità alla comunità che intende contrastare la pandemia con i metodi che la scienza ci indica". Così il procuratore di Brescia, Francesco Prete, commenta all'Ansa l'arresto dei due presunti responsabili del lancio delle molotov contro il centro vaccinale di Brescia avvenuto il 3 aprile. "Sono soggetti vicini a una destra anomala, non inquadrabile in schieramenti già noti", ha spiegato il procuratore che ha poi aggiunto: "Il gip ha accolto la nostra contestazione del reato di terrorismo con finalità eversiva nel senso che l'atto è stato commesso contro l'impronta che lo Stato ha dato per la gestione della pandemia".

 

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