Milano, non pagava conti di ristoranti e bar: accertamenti su giudice

Lombardia

Ieri il magistrato ha ammesso di aver avuto "comportamenti di grave leggerezza di cui mi pento profondamente e ai quali porrò al più presto rimedio", ma ha assicurato che "mai, in alcun modo, questi fatti possano aver influito nelle mia attività di giudice"

Avviati accertamenti nei confronti del giudice milanese Piero Gamacchio dopo che quest'ultimo ha ammesso di avere conti da saldare in bar e ristoranti nelle vicinanze del Palagiustizia e ha deciso di andare in aspettativa, per il tempo che lo separa dalla pensione. A quanto si è appreso, Giovanni Salvi, procuratore generale della Cassazione e titolare dell'azione disciplinare nei confronti dei magistrati, ha chiesto informazioni al presidente (facente funzioni) della Corte d'appello di Milano, Giuseppe Ondei.

Il caso

La dichiarazione con cui Gamacchio ha annunciato il suo passo indietro è stata riportata sul profilo Facebook del giornalista Gianluigi Nuzzi, il quale in questi giorni sullo stesso social network aveva raccontato la vicenda dei conti non pagati. Il giudice "dei conti non pagati fa un clamoroso passo indietro - ha scritto il giornalista - dopo che avevo scoperto come non pagasse i conti di lussuosi ristoranti e boutique né onorava un debito da 40mila euro con un penalista milanese". Ieri il magistrato ha ammesso di aver avuto "comportamenti di grave leggerezza di cui mi pento profondamente e ai quali porrò al più presto rimedio", ma ha assicurato che "mai, in alcun modo, questi fatti possano aver influito nelle mia attività di giudice".

Da riassegnare il processo Mps

Gamacchio non ha lasciato processi 'in sospeso’ ma la presidenza della Corte d'Appello dovrà riassegnare ad un altro presidente di collegio il processo di secondo grado, incardinato alla seconda penale, a carico degli ex vertici di Mps Giuseppe Mussari e Antonio Vigni e di altri imputati. Processo che doveva partire il 14 maggio, con Gamacchio a presiedere il collegio, e che con provvedimento del presidente facente funzione della Corte d'Appello, Giuseppe Ondei, verrà calendarizzato ad altra data, certamente dopo l'estate. Gamacchio, che aveva deciso di celebrare quest'ultimo processo e poi andare in pensione anticipata (tra luglio e settembre) a 68 anni, come emerso da uno dei post del giornalista Gianluigi Nuzzi sul caso, tra l'altro, non avrebbe restituito un prestito da 40mila euro ad un amico avvocato. Vicenda che ha portato pure ad un decreto ingiuntivo e al pignoramento del quinto dello stipendio del magistrato.

La carriera

Nella sua carriera Gamacchio si è occupato di procedimenti molto delicati come il caso Finmeccanica, quello dell'ex assessore lombardo Zambetti condannato per legami con la 'Ndrangheta, della vicenda dei 'dossier illegali', oltre che del processo 'conto protezione' a Bettino Craxi e del caso del 'Banco Ambrosiano'.

Nei corridoi del Palazzo di Giustizia di Milano, intanto, c'è chi difende l'indipendenza e la competenza della storica e apprezzata toga milanese. C'è poi chi si chiede se almeno tra i colleghi a lui più vicini qualcuno fosse a conoscenza di quei debiti 'imbarazzanti', mentre altri comunque fanno notare che si è trattato solo di "comportamenti 'disordinati'", per i quali il giudice ieri si è scusato, decidendo di farsi da parte. In questi giorni pare stia saldando gli ultimi conti lasciati in sospeso. Alcuni magistrati milanesi, infine, esprimono preoccupazione per Gamacchio, il quale in queste ore sta ovviamente vivendo molto male la situazione che si è creata e in solitudine. Al Palagiustizia milanese, tra l'altro, già qualche settimana fa si era respirato un clima di tensione, sia in Procura che tra Procura e Tribunale, dopo le ormai note assoluzioni nel caso Eni-Shell/Nigeria.

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