Covid Milano, Sala: “Abbiamo favorito terza ondata. Comportamento corretto nel weekend"

Lombardia
©Ansa

Il sindaco lancia un messaggio in vista dell’ultimo fine settimana in zona gialla e annuncia un’intensificazione dei controlli da parte delle forze dell’ordine. "La verità è che a volte il rispetto delle regole manca davvero", ha affermato 

Dai suoi canali social, il sindaco di Milano Giuseppe Sala lancia un appello ai suoi concittadini in vista dell’ultimo fine settimana in zona gialla (LE REGOLE IN ZONA ARANCIONE). "Comportatevi in modo adeguato al difficile momento”, il messaggio del primo cittadino, che ha anche fatto sapere di aver chiesto al questore un’intensificazione dei controlli da parte delle forze dell’ordine per evitare assembramenti. "Siamo in arancione da lunedì ma avendo un week-end di giallo e bel tempo - ha spiegato - vi chiedo di tenere un comportamento corretto”. (COVID: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - MAPPE E GRAFICI DEL CONTAGIO - LA SITUAZIONE A MILANO)

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"Era previsto l'arrivo di questa terza ondata, spinta dalla variante inglese, ed è successo. Alcuni nostri comportamenti l'hanno favorita", ha detto il sindaco, ricordando "immagini che tutti abbiamo in testa: i tifosi fuori da San Siro prima del derby, i Navigli pieni, che ormai sono diventati il set naturale per catturare immagine di gente assembrata. La verità - ha sottolienato - è che a volte il rispetto delle regole manca davvero. Ieri sera ho fatto un giro per la città e ho visto troppi gruppetti di persone a parlare con la mascherina abbassata". Da qui, la richiesta di maggiori controlli.

"Capisco che siamo tutti stanchi di questa situazione, lo sono anche io - ha proseguito Sala -. Ma c'è una cosa che dovremmo avere imparato: più ce ne approfittiamo, e più paghiamo pegno". Il sindaco chiede dunque "un comportamento corretto. Fatelo per la nostra salute innanzitutto ma fatelo per chi negli ospedali sta tornando a lavorare a ritmi che speravamo non necessari, fatelo - ha concluso il primo cittadino - per tutti quelli, pensiamo a titolo d'esempio ristoratori o al mondo della cultura, che non possono lavorare”.

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