Milano, truffa anziani vicini di casa: arrestato

Lombardia

L'inganno è consistito nel far credere alla coppia di dover effettuare versamenti all'amministrazione giudiziaria per ottenere il dissequestro del proprio patrimonio ed evitare di finire in carcere

Un uomo di 54 anni, D.Q., è stato arrestato a Milano con l'accusa di truffa nei confronti di una coppia di anziani vicini di casa a cui, secondo le accuse, ha sottratto 30mila euro. A quanto emerso dalle indagini, l'uomo ha architettato la truffa a partire dal luglio 2019 approfittando di una lunga amicizia con le vittime.

Sottratti 30mila euro

L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto di Milano, Eugenio Fusco, e diretta dal sostituto procuratore, Cristian Barilli, è stata eseguita da agenti della polizia di Stato e polizia Locale in servizio al pool antitruffe. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip, Carlo Ottone De Marchi. Secondo quanto accertato, l'inganno è consistito nel far credere agli anziani di dover effettuare versamenti all'amministrazione giudiziaria per ottenere il dissequestro del proprio patrimonio ed evitare di finire in carcere. In questo modo è riuscito a portargli via 30mila euro, i risparmi di una vita. Gli investigatori non escludono che l'uomo possa aver commesso altre truffe dello stesso tenore e proprio per questo hanno deciso di divulgare la sua foto con la speranza che altre vittime si facciano avanti.

Il gip: "Creava falsi atti giudiziari"

Secondo le accuse, l'uomo ha fabbricato "falsi atti giudiziari", creando 15 finti provvedimenti, con intestazioni del tribunale di Milano, della Corte dei Conti e di altri uffici giudiziari, usando e modificando anche carte di procedimenti a suo carico. Lo si legge nell'ordinanza del gip di Milano. L'anziano di 81 anni (sua moglie è affetta da demenza senile) ha messo a verbale che "da circa due anni e mezzo" aveva iniziato "a prestare denaro dapprima alla madre dell'indagato" e, in seguito, a partire dalla primavera 2019 a lui "quasi mille euro al mese". L'uomo raccontava all'anziano che aveva la "necessità di dover effettuare versamenti all'amministrazione giudiziaria allo scopo di ottenere il dissequestro del suo patrimonio" e di "evitare così di tornare in carcere, perdendo il suo posto di lavoro".

La vittima: "Era come un ricatto"

La vittima ha, poi, chiesto garanzie all'uomo per riavere i soldi prestati. E lui gli ha detto di avere intestat a lui i suoi beni "che sarebbero stati dissequestrati dal tribunale". E gli ha mostrato falsi atti giudiziari per convincerlo a versare altro denaro per "pagamenti per le più varie causali (bolli, notifiche, spese)".

"Era come un ricatto, se volevo avere il dissequestro dei soldi e quindi rientrare di tutti quelli che gli avevo dato, dovevo pagare altre cifre", ha spiegato l'anziano. L'uomo, stando agli atti, faceva pure contattare l'anziano da suoi complici (non individuati), che si presentavano come "funzionari di banca o del tribunale". La custodia in carcere, scrive il gip, serve a porre un freno alla sua "pericolosità sociale".

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