Bimba di 18 mesi morta in casa nel Comasco: arrestato il compagno della madre

Lombardia
©Ansa

Il decesso avvenuto lo scorso 11 gennaio non è stato un incidente: in base agli accertamenti medico legali, la piccola è stata "ripetutamente picchiata" e "violentata". L’uomo si trova ora in carcere

Non è stato un incidente a causare la morte, lo scorso 11 gennaio, di una bambina di 18 mesi di Cabiate (n provincia di Como). In base agli accertamenti medico legali, la piccola è stata "ripetutamente picchiata" e "violentata". In carcere, per questo motivo, è finito il compagno 25enne della madre. L'uomo (disoccupato e senza precedenti), trovandosi da solo con lei in casa, quando la bimba era stata rinvenuta agonizzante dalla nonna materna, aveva sostenuto che si era tirata addosso una stufa mentre giocava. Il soggetto è stato rintracciato dai carabinieri a Lentate sul Seveso, in Brianza, ed è stato portato in cella. 

Gli accertamenti

Gli esiti della consulenza medico legale - rende noto la procura di Como - inducono gli inquirenti a ritenere che la piccola sia stata picchiata non solo il giorno del suo decesso, avvenuto all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ma anche in altre circostanze, quando - sempre secondo gli accertamenti - la piccola sarebbe stata anche violentata. Il gip del tribunale di Como, alla luce dei gravi indizi di colpevolezza, ha accolto la richiesta della misura cautelare nei confronti dell'uomo, che si trova ora in carcere e sarà interrogato martedì prossimo.

L'inchiesta

Le indagini sul caso sono coordinate dal pm di Como Antonia Pavan e dal procuratore Nicola Piacente. Le accuse al momento sono maltrattamenti aggravati dalla morte della bimba - un'imputazione che potrebbe trasformarsi in omicidio - e violenza sessuale, con l'aggravante dell'età della vittima.

La vicenda

L'inchiesta inizialmente è stata iscritta come incidente domestico. Infatti, quel pomeriggio di 12 giorni fa, la piccola, in genere curata dai nonni materni, mentre era in casa come di rado accadeva con il fidanzato della madre, perde i sensi. Lui, avvertita la nonna, spiega che la bimba era stata colpita dalla stufa che aveva fatto accidentalmente cadere ma che, nonostante il colpo alla testa, aveva continuato a giocare per un paio d'ore. Ma la donna, che nel frattempo si era precipitata a casa della figlia per vedere cosa fosse accaduto, anche per via delle tracce di vomito sulla maglietta della nipotina, capisce che la situazione è grave. La piccola viene trasportata con l'elisoccorso all'ospedale di Bergamo, ma non ce la fa. Il giorno dopo muore. I sospetti che il 25enne nascondesse qualcosa sono sorti quasi da subito: la madre della bambina non capiva il motivo di quelle lesioni sul labbro che lui cercava confusamente di giustificare attribuendole ad una caduta o ad un urto. Ma l'esito dell'autopsia e la relazione preliminare del medico legale hanno squarciato il velo su una vicenda ben diversa.

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