Milano, bancarotta per 10 milioni di euro: due arresti

Lombardia
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I tre, accusati di associazione per delinquere e bancarotta fraudolenta con distrazioni per circa 10 milioni di euro, avrebbero ideato un meccanismo con al centro tre società cooperative che offrivano servizi di logistica, trasporti, facchinaggio e pulizie

A Milano la guardia di finanza ha notificato due ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari e una misura interdittiva, che prevede il divieto di esercitare la professione per un anno, nei confronti di un commercialista. 

Le accuse

I tre, accusati di associazione per delinquere e bancarotta fraudolenta con distrazioni per circa 10 milioni di euro, avrebbero ideato un meccanismo con al centro tre società cooperative che offrivano servizi di logistica, trasporti, facchinaggio e pulizie. Secondo lo schema le coop rimanevano operative per un certo periodo di tempo ma poiché non versavano le imposte e i contributi previdenziali, accumulavano debiti, venivano fatte fallire e al loro posto venivano costituite nuove coop. Tutto ciò, secondo la Procura, consentiva ai tre di offrire servizi a prezzi concorrenziali a gruppi imprenditoriali nel settore della moda e del commercio di elettronica.

Tra gli ignari clienti anche ePrice

Tra i clienti delle tre società cooperative al centro dell'inchiesta milanese c'è anche ePrice, azienda italiana estranea alle indagini attiva nel mercato del commercio elettronico e di elettrodomestici via internet. Secondo la ricostruzione degli inquirenti il "disegno criminale" prevedeva, in particolare, il sistematico coinvolgimento di prestanome nell'amministrazione delle cooperative e lo "svuotamento", dopo un breve periodo di attività, di quelle ormai in dissesto finanziario, a causa dell'ingente debito previdenziale e tributario accumulato. Il successivo trasferimento della manodopera e dei rapporti commerciali a società "pulite" neocostituite consentiva agli indagati di proseguire il business a condizioni particolarmente vantaggiose in quanto la preordinata e sistematica omissione degli obblighi tributari consentiva di fatto alle società cooperative di autofinanziarsi illecitamente e di praticare prezzi inferiori rispetto a quelli alle imprese concorrenti.

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