Covid, registrati 1.788 nuovi casi in provincia di Milano

Lombardia
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Oggi nel Milanese si sono registrati 1.788 casi di coronavirus, di cui 722 nel capoluogo. Per quanto riguarda le altre province: 837 casi sono stati registrati a Varese, 617 a Como

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Oggi nel Milanese si sono registrati 1.788 casi di coronavirus, di cui 722 nel capoluogo. Ieri nella

Città metropolitana erano stati 2.060 i contagi rilevati, di cui 1.020 a Milano. Per quanto riguarda le altre province: 837 casi sono stati registrati a Varese, 617 a Como, 435 a Monza e Brianza, 336 a Brescia, 293 a Pavia, 292 a Mantova, 178 a Bergamo, 168 a Lecco 127 a Lodi, 110 a Sondrio e 81 a Cremona.

"Se fanno fede i 21 (!) parametri e l'RT, allora si passi all'arancione. Se invece le strutture politiche che sono chiamate a decidere ritengono che, nel loro legittimo giudizio, sia meglio aspettare, io non mi opporrò di certo". Così, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, su Facebook in merito a un passaggio della Lombardia in zona arancione. (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - MAPPE DEL CONTAGIO).

18:01 - Nel Milanese 1.788 casi, 722 nel capoluogo

Oggi nel Milanese si sono registrati 1.788 casi di coronavirus, di cui 722 nel capoluogo. Ieri nella Città metropolitana erano stati 2.060 i contagi rilevati, di cui 1.020 a Milano. Per quanto riguarda le altre province: 837 casi sono stati registrati a Varese, 617 a Como, 435 a Monza e Brianza, 336 a Brescia, 293 a Pavia, 292 a Mantova, 178 a Bergamo, 168 a Lecco 127 a Lodi, 110 a Sondrio e 81 a Cremona.

10:07 - Sala: “Zona rossa? Se meglio aspettare non mi opporrò”

"La Lombardia resta in zona rossa o diventa arancione? Purché non diventi una trattativa tra Governo e Regione". Lo ha scritto sulla sua pagina Facebook il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando del fatto che la Lombardia potrebbe diventare zona arancione. "Se fanno fede i 21 (!) parametri e l'RT, allora si passi all'arancione. Se invece le strutture politiche che sono chiamate a decidere ritengono che, nel loro legittimo giudizio, sia meglio aspettare, io non mi opporrò di certo", ha concluso.

7:31 - Delpini: "Per curare società malata si curi la famiglia"

In questa situazione di emergenza, "alle istituzioni tocca pensare ad attenzioni, iniziative, provvedimenti di sistema, e in questi mesi tribolati mi pare ci sia grande attenzione e sensibilità. Dal mio punto di vista però, per curare la società malata è necessario curare la cellula originaria, la famiglia". E' una delle riflessioni espresse dall'arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, nel corso di un incontro sul tema 'Insieme per risvegliare l'umano', con il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese. "Bisogna investire per organizzare la sanità, ma la guarigione di una società malata è creare un contesto di comunità, in cui la famiglia riesce a esercitare le sue responsabilità", ha proseguito Delpini, convinto che di fronte a "una tendenza che sembra inarrestabile, con il divaricarsi delle condizioni i benestanti che diventano più ricchi e le classi medie o modeste che diventano più povere", la ripartenza "non possa essere un proclama ma un tessere rapporti a livello locale". "Non è una poesia velleitaria del 'vogliamoci bene che ce la facciamo', ma un invito alla responsabilità che trasfigura il territorio che si abita - ha proseguito l'arcivescovo -. Significa trasformare una discarica in giardino, un luogo degradato, di depressione culturale e sociale, in un luogo di confronto, bellezza e condivisione. Significa fare quel che è a portata di tutti: non voglio pulire il mondo ma il metro quadro che abito, e lo voglio tenere pulito, perché è un aiuto per tutti". 

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