Covid Lombardia, Gori: "Anche questa volta siamo un po' in affanno". Oggi 9.221 casi

Lombardia

Così il primo cittadino: "Mi pare che anche questa volta siamo un po' sotto su ciò che sarebbe davvero servito. Però tutti stanno facendo il possibile"

Il nuovo LIVE con tutti gli aggiornamenti di oggi in Lombardia

 

"Siamo un po' in affanno, Io speravo che nel tempo fra la prima e la seconda ondata ci fosse la possibilità di recuperare il tempo perduto e portarsi avanti, avere una dotazione adeguata ma aihmè mi pare che anche questa volta siamo un po' sotto su ciò che sarebbe davvero servito. Però tutti stanno facendo il possibile", ha detto il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori.

In Lombardia oggi si registrano 9.221 nuovi contagi su 42.248 tamponi processati. (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - MAPPE E GRAFICI DEI CONTAGI)

19:12 – Spedali Civili di Brescia: “Lieve costante aumento dei ricoveri”

"I dati odierni confermano il lieve, ma costante, aumento dei ricoveri covid". Lo rende noto la direzione degli Spedali civili di Brescia. "Il numero complessivo ammonta a 347, dei quali 37 in terapia intensiva, su un totale di circa 450 posti letto temporaneamente covid. La provenienza è per il 70% bresciana". "Gli accessi al Pronto Soccorso sono nella norma. I posti letto attivi - conclude la direzione degli Spedali civili di Brescia - sono circa 1.200, ciò consente di dedicare percorsi sicuri per l'assistenza di tutte le altre patologie".

18:14 - In Lombardia 9221 casi e 175 decessi

Con 42.248 tamponi effettuati è di 9.221 il numero di nuovi casi positivi al Coronavirus registrati in Lombardia, per una percentuale del 21,8%. Sono 930 le persone ricoverate in terapia intensiva, quindici più di ieri e 8.304 quelli negli altri reparti, mentre i decessi sono stati 175, per un totale complessivo di 20.190. Per quanto riguarda le province, a Milano si sono verificati 3.706 casi, di cui 1.547 in città, a Monza 986, a Como sono stati 948, a Varese 922, a Brescia 623, a Sondrio 390, a Pavia 385, a Mantova 275 a Lecco 255, a Bergamo 249, a Lodi 156 e a Cremona 124.

17:42 - Flash mob di protesta davanti agli Spedali civili di Brescia

Una protesta silenziosa è andata in scena oggi sulla scalinata d'accesso agli Spedali civili di Brescia. Protagonisti sono stati uomini e donne del personale sanitario del principale ospedale bresciano, con camice e mascherina e a distanza di due metri l'uno dall'altro. "Ieri eravamo eroi ora siamo abbandonati" è stato detto dal gruppo composto da un centinaio di persone. Un flash mob con i protagonisti che si sono posizionati guardando la porta di ingresso del Civile. "Una protesta per far emergere la gestione interna di queste settimane che non tiene conto del personale impegnato quotidianamente in reparto" è stato spiegato.

16:43 - Calo di ricoveri e mortalità negli ospedali di Monza

Sono leggermente calati i ricoveri per Covid negli ospedali di Monza e Desio, di competenza di Asst Monza, seguendo il trend degli ultimi due giorni, grazie al trasferimento presso altre strutture meno sature. Lo ha reso noto la stessa azienda socio sanitaria territoriale. Al San Gerardo di Monza sono 326 i ricoverati in ospedale dopo aver contratto il virus, di cui 38 in terapia intensiva, mentre a Desio sono 100, di cui 13 in terapia intensiva. Stando a quanto comunicato dall'ente, mentre il tasso di mortalità in fase uno dell'epidemia era del 20% circa, ora è sotto il 10%. Dall'inizio della fase due sono stati effettuati 7200 tamponi ai dipendenti circa (rispetto ai 4000 della fase uno) con una positività dell'8%, significativamente inferiore all'estensione del contagio nella in tutta la provincia che si attesta intorno al 24%.

16:32 - Como, senzatetto multato per "essersi allontanato da casa"

Un senzatetto di Como, Pasquale, di 63 anni ha ricevuto ieri sera una multa da 280 euro (che saliranno a 400 in caso di mancato pagamento immediato) dalla Polizia per "essersi allontanato dal proprio domicilio in violazione delle restrizioni anti-Covid". Gli agenti lo hanno multato alle 21.05 sotto i portici del liceo Volta, in pieno centro storico, dove l'uomo si era accampato. Pur avendo formalmente un domicilio, in realtà Pasquale non ha casa e da una decina d'anni vive per strada: si mantiene chiedendo l'elemosina su un banchetto, con cartelloni che raccontano la sua storia. La multa è stata segnalata da Mattia de Marco, dei Giovani del Pd di Como. "Questa vicenda è l'ennesimo sviluppo di una situazione, quella dei senzatetto comaschi, che arriva oggi a un picco drammatico e paradossale" denuncia. " È intollerabile che una persona che dorme per strada venga multata perché ha un domicilio solo sulla carta, quando in realtà chiama casa un giaciglio sotto a un portico". "Chiedo al Questore di Como di ritirare la multa non solo perché nella pratica ammonta a una somma impossibile da pagare per chi è già in una condizione di grave indigenza ma perché rischia di rafforzare l'impressione che Como e le sue istituzioni non abbiano pietà per i poveri in un momento così difficile" commenta Angelo Orsenigo, consigliere regionale del PD.

15:37 - Bergamo, fanno produrre mascherine a operai in nero: 2 arresti

I due imprenditori indagati, nati nella Repubblica Popolare Cinese, uno di quarantaquattro di Cavenago e l'altro di quarantotto domiciliato a Treviolo non solo sono finiti agli arresti domiciliari ma sono stati anche colpiti da un provvedimento interdittivo, della durata di 6 mesi che di fatto inibisce loro di esercitare l'attività d'impresa. Nella sua ordinanza, il gip Magliacani sottolinea come gli indagati abbiano continuato "l'attività d'impresa avvalendosi di lavoratori stranieri subordinati privi di permesso di soggiorno", nonostante i controlli della Guardia di finanza. Anche oggi, nel corso dell'esecuzione dei provvedimenti cautelari, i finanzieri di Bergamo hanno scoperto due soggetti di origine cinese irregolari intenti a lavorare. Nei loro confronti è stata avviata la procedura di espulsione ed è scattata la denuncia per violazione delle norme sul soggiorno degli stranieri in Italia. 

14:33 - Bergamo, da lunedì 30 posti bassa media gravità in Fiera

L'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ha aderito alla richiesta di Regione Lombardia di mettere a disposizione ulteriori posti letto alla Fiera di Bergamo, questa volta per pazienti a bassa e media gravità. Sono 30 i nuovi posti letto in Fiera che, a partire da lunedì, 23 novembre, saranno attivabili gradualmente in base alle necessità, fino ad arrivare a un massimo di 50 posti ulteriori, portando così a 225 il numero dei posti letto ordinari di area medica messi a disposizione complessivamente dal Papa Giovanni di Bergamo. Lo rende noto l'azienda sanitaria.
Nei 18 giorni trascorsi dalla riattivazione del Presidio medico avanzato alla Fiera di Bergamo, 21 medici e 63 infermieri hanno curato 36 pazienti in terapia intensiva. Due pazienti su tre provengono dalle province più colpite, uno su tre dalla bergamasca. Un'operazione che permette di supportare le aree più colpite dal contagio, salvaguardando per il Papa Giovanni la funzione irrinunciabile di hub della rete regionale per tutte le patologie tempo-dipendenti. L'attivazione della Fiera di Bergamo ha permesso di arginare il peso - che pure resta importante - sulle terapie intensive in ospedale a Bergamo. Sono a oggi 31 i pazienti Covid-19 nell'area critica dell'ospedale. Con quelli presenti in Fiera, sale a 58 il totale dei pazienti gravi e gravissimi attualmente gestiti nelle strutture che fanno capo all'Asst Papa Giovanni. "Questa strategia ha permesso di salvaguardare il ruolo di ospedale hub per il Covid e per tutte le patologie tempo dipendenti, per le quali il fattore tempo è determinante per la vita del paziente: infarti, ictus, interventi urgenti di neurochirurgia, cardiochirurgia, chirurgia vascolare e traumi dell'età adulta e pediatrica. Settori di intervento che, come previsto da Regione Lombardia, restano in capo al Papa Giovanni", evidenziano dall'Asst bergamasca. 

14:13 - In Lombardia raccolte 2.200 sacche plasma iperimmune

Sono 2.200 le sacche di plasma iperimmune raccolte in 6 mesi in Lombardia da usare per il trattamento dei malati di Covid, di cui la metà ottenute grazie ai donatori di Avis Lombardia, che hanno aderito al Progetto Plasma Iperimmune. Un progetto ancora in corso e per cui Avis Lombardia lancia un appello a tutti i donatori che abbiano avuto il Covid o sintomi compatibili con questa malattia a farsi avanti per donare il loro plasma. A fare un bilancio del progetto è stata Avis Lombardia in una conferenza virtuale. "Tramite le nostre unità, che però non sono presenti in tutte le province, abbiamo raccolto più di 1000 sacche di plasma iperimmune - spiega Oscar Bianchi, presidente di Avis Lombardia -. Le altre vengono raccolte dalle unità trasfusionali presenti negli ospedali". Non tutto il plasma raccolto può essere utilizzato per diventare plasma iperimmune, ma deve avere una certa soglia di anticorpi al virus SarsCov2. "Gli studi condotti in primavera sui campioni raccolti nel lodigiano - aggiunge Giuseppe Cambiè, direttore sanitario Avis Regionale Lombardia - hanno mostrato che circa un quarto dei donatori aveva gli anticorpi al virus. Cifra poi calata con l'estate, in linea con la diminuzione dei contagi e della circolazione del virus, e ora di nuovo in aumento. La raccolta di plasma iperimmune è più efficace se fatta nel momento e nell'area in cui il virus sta circolando di più". In base ai dati presentati nel territorio di Brescia da metà giugno ha aderito circa il 35% dei donatori di plasma e di questi il 2,5% aveva la soglia di anticorpi idonea. Nella provincia di Bergamo nei primi 3 mesi sono stati reclutati oltre 1400 donatori periodici di plasma, di cui il 22% aveva gli anticorpi. Tra gli immunizzati il 40% ha un livello di anticorpi elevato considerato iperimmune, che è stato donato più' volte. Nel territorio di Cremona, circa il 15% dei donatori abituali di plasma ha sviluppato gli anticorpi anti Covid-19 e ha potuto donare il plasma iperimmune. 

14:11 - Massimo Boldi testimonial piano ristori Lombardia

E' l'attore Massimo Boldi il volto scelto dalla Regione Lombardia per promuovere il piano da 167 milioni lanciato pochi giorni fa dal governatore Attilio Fontana con misure a favore delle categorie "escluse" dal 'Decreto Ristori' del Governo. L'attore lombardo è infatti il protagonista di un video che, riprendendo una scena del film 'Eccezzziunale veramente', culmina con la battuta 'Lo so, lo so, non lo sapessi, ma lo so'. Il filmato sarà diffuso da tutti i canali (siti Internet, Facebook, Instagram, Twitter, YouTube) della Regione Lombardia. ll nuovo intervento della Regione prevede contributi a fondo perduto a favore delle microimprese lombarde e per i lavoratori autonomi con partita Iva individuale "rimasti totalmente esclusi da ogni forma di ristoro dagli ultimi provvedimenti governativi" viene spiegato una nota. I contributi, previsti anche per le fasce sociali più bisognose, saranno erogati entro il 31/12 con bonifico immediato. Le domande potranno essere presentate a partire da lunedì 23 novembre.
"Massimo Boldi, da buon lombardo, ama la Lombardia come tutti noi" ha commentato il governatore Attilio Fontana, che ha condiviso lo 'spot' sulla propria pagina Facebook. "Per questo, con il suo classico stile, supporta Regione Lombardia nel promuovere gli interventi a sostegno delle categorie più colpite dalla crisi economica: 167 milioni di euro per le imprese, i lavoratori con e senza partita iva e i cittadini che oggi sono più in difficoltà" ha aggiunto Fontana.

12:55 - Istituto Mondino potenzia tamponi a Pavia e Milano

L'Istituto neurologico nazionale "Mondino" di Pavia ha deciso di aumentare la propria capacità di effettuare il tampone naso-faringeo per la diagnosi di infezione da Coronavirus, sia per gli adulti che per i bambini da 5 anni di età. Al "Punto Covid" allestito all'esterno della struttura pavese si passerà da 260 a 460 tamponi al giorno, con l'obiettivo di arrivare a un incremento di 1.000 tamponi per settimana. Il servizio di somministrazione dei tamponi è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 10.30 per gli accessi con prenotazione e dalle 10.30 alle 13.00 per gli accessi senza prenotazione; l'esito del tampone viene comunicato entro 48 ore lavorative salvo cause di forza maggiore (per prenotare: dalle 8.30 alle 13 tel. 0382.380590, oppure via mail all'indirizzo prenotazioni@mondino.it) Da giovedì 26 novembre anche "Mondino Health Center" di Milano, il poliambulatorio di Fondazione Mondino specializzato in neurologia con sede in via Boscovich 35 (zona Stazione Centrale), effettuerà il tampone naso-faringeo per adulti e per bambini dai 5 anni di età, sia in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale sia a pagamento. Il servizio tamponi nella sede milanese sarà aperto su prenotazione il lunedì dalle 14 alle 17, il martedì e giovedì dalle 10 alle 13; l'esito verrà comunicato entro 48 ore lavorative salvo cause di forza maggiore (per prenotare: dalle 8:30 alle 13 tel. 0382 380232, dalle 14 alle 19 tel. 02.20421320; oppure: mail tamponi@mhcenter.it) Per contribuire ad alleggerire il carico delle altre strutture sanitarie lombarde, la Fondazione Mondino ha riaperto il reparto Neurocovid, mettendo a disposizione 24 posti letto per pazienti positivi al Covid a vocazione prevalentemente neurologica e a bassa intensità di ossigenoterapia. Al reparto Neurocovid è stato destinato un intero piano dell'Istituto a Pavia, adeguatamente isolato con percorsi di servizio riservati ai soli operatori. I pazienti hanno tutti a disposizione device elettronici (tablet e smartphone) per la comunicazione con i familiari. 

11:57 - Giorgio Gori: "Anche questa volta siamo un po' in affanno"

"Siamo un po' in affanno, Io speravo che nel tempo fra la prima e la seconda ondata ci fosse la possibilità di recuperare il tempo perduto e portarsi avanti, avere una dotazione adeguata ma aihmè mi pare che anche questa volta siamo un po' sotto su ciò che sarebbe davvero servito. Però tutti stanno facendo il possibile". Così il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, che è tornato a parlare della gestione dell'epidemia di Covid in Lombardia a 105 friends su Radio 105. Gli esempi che ha fatto sono le Usca, cioè le unità mediche che seguono i malati a casa, che in provincia di Bergamo "dovrebbero essere 22 ma sono la metà" e i vaccini antinfluenzali. "Come sapete l'approvvigionamento è stato particolarmente faticoso, con dieci gare per arrivare ad avere il minimo e per tutti, per le categorie più fragili". 

10:36 - Fanno produrre a operai in nero mascherine, due arresti

Due persone sono finite stamattina ai domiciliari perché accusati di aver impiegato lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno per realizzare mascherine anti Covid1-9. Proprio durante i controlli nel clou della pandemia, ad aprile, quando Bergamo era la città più colpita d'Italia dal Coronavirus, i finanzieri hanno effettuato diversi controlli in aziende del settore del confezionamento di abbigliamento che producevano mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale. In una ditta di Bergamo, i finanzieri hanno trovato cinque donne e un uomo, tutti di origine cinese, senza permesso di soggiorno che pernottavano all'interno di stanze ricavate nei locali aziendali. I riscontri sul posto hanno permesso di risalire a un'ulteriore azienda di Treviolo, gestita da un altro cinese, che aveva collaborato al confezionamento delle mascherine chirurgiche. Qui è stata identificata un'altra donna asiatica, sprovvista di permesso di soggiorno, che dormiva in una delle diverse stanze ricavate all'interno dei locali aziendali. I sette irregolari sono stati espulsi. A luglio, però, le Fiamme Gialle sono tornate nella ditta di Treviolo e in un'ulteriore società con sede operativa a Cavernago e di proprietà degli stessi indagati: sono state identificate 38 cinesi. Persone che - è emerso - venivano accolte e alloggiate, in condizioni di sovraffollamento e impiegate in attività lavorative in violazione delle norme lavoristiche, fiscali, previdenziali e contributive. Sono 24 in tutto i lavoratori in nero scoperti.

10:07 - Direttore pronto soccorso Varese in gruppo Oms

Walter Ageno, direttore del Dipartimento di Emergenza e Urgenza dell'ASST dei Sette Laghi e docente all'Università degli Studi dell'Insubria di Varese, è stato chiamato a far parte dell'Advisory Group Covid19 dell'Organizzazione Mondiale per la Sanità che sta mettendo a punto i protocolli curativi contro il Coronavirus. Lo ha comunicato la stessa Asst (ovvero l'azienda ospedaliera) in una nota. Il gruppo è presieduto dal professor Michael Jacobs, del Royal Free Hospital di Londra, noto a livello mondiale per i successi ottenuti contro il virus ebola. Ageno - che è responsabile del pronto soccorso dell'ospedale di Circolo, una delle strutture lombarde che ospita il maggior numero di pazienti Covid - lavorerà nel sottogruppo coordinato dal professor Marcel Levi, Preside della Facoltà di Medicina dell'Università di Amsterdam e si occuperà in particolare delle terapie legate alle gravi alterazioni della coagulazione provocate dall'infezione virale e dalla reazione immunitaria indotta dal virus.

9:10 - Mantova, truffe a pazienti con costose terapie: arrestato medico

Con un commerciante avrebbe raggirato decine di pazienti ,tutti residenti a Mantova e in provincia, richiedendo ingenti somme di denaro per la somministrazione di costose terapie "nutraceutiche" per la cura di svariate patologie, tra cui anche infezioni polmonari da Covid-19. Per questo un medico di famiglia che svolgeva la sua attività nel mantovano è stato posto agli arresti domiciliari. Anche il commerciante residente a Montecchio Emilia (RE) è finito ai domiciliari in esecuzione di un provvedimento della procura di Mantova. A entrambi vengono contestati in concorso diversi episodi di truffa ,dal mese di settembre 2019 ad aprile 2020. I provvedimenti sono stati emessi a conclusione di un' attività investigativa condotta dai militari dell'Arma durante l'attuale emergenza epidemica, ed eseguiti dai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Cremona, e dai militari della Stazione di Castiglione delle Stiviere (MN), . Contestata anche l'aggravante della truffa al Sistema sanitario nazionale poiché i farmaci impiegati nelle terapie venivano in parte approvvigionati presso le farmacie mantovane mediante ricette sottratte dallo stesso medico ad altri ignari colleghi.

7:12 - Agli Spedali civili di Brescia sono sei i reparti Covid

"A oggi abbiamo attivato sei reparti di degenza Covid, distinti in base al livello di intensità di cura richiesto dalla situazione clinica dei pazienti". Lo rende noto la direzione degli Spedali civili che fa il punto della situazione sulla seconda ondata di Coronavirus. "Ogni reparto di degenza Covid è identificato con una lettera dell'alfabeto. La scelta di questa denominazione risponde alla precisa esigenza di non identificare i Reparti con una specialità medica: in ogni Reparto operano infatti équipe miste che portano un contributo multidisciplinare" spiega la direzione del Civile di Brescia che poi aggiunge: "I posti letto destinati a pazienti Covid sono complessivamente 420, di questi, al momento, sono 78 quelli dedicati a pazienti sub-intensivi e 37 quelli destinati a pazienti che necessitano di cure intensive".

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