Covid Milano, in provincia registrati 3.979 casi nelle ultime 24 ore

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Sono 1.607 i nuovi contagi nel capoluogo. Le altre province più colpite sono quelle di Monza e Brianza (988) Como (890) e Varese (804)

 

Il nuovo LIVE con tutti gli aggiornamenti di oggi a Milano

 

I contagiati nella città di metropolitana di Milano sono 3.979, di cui 1.607 a Milano città. Le altre province più colpite sono quelle di Monza e Brianza (988) Como (890) e Varese (804).

"La nostra stima sui contagi di questa settimana è che arriveremo a 20mila casi" nel territorio di Ats Milano Città metropolitana, lo ha detto il direttore generale di Ats Milano Città metropolitana, Walter Bergamaschi, in audizione in commissione consiliare del Comune di Milano

Intanto, sono centinaia i lavoratori del mondo dello spettacolo, cantanti, musicisti, attori, ballerini, maestranze di ogni tipo, che sono scesi in piazza anche a Milano davanti al teatro alla Scala per chiedere "diritti, dignità, reddito e cultura", come recita un grande striscione. (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - LA SITUAZIONE IN LOMBARDIA - MAPPE E GRAFICI DEI CONTAGI)

18:57 - Stretta su ingressi utenti al Palagiustizia di Milano

La nuova ondata di contagi che oggi ha fatto registrare una nuova impennata di casi positivi al Coronavisrus, in particolare in Lombardia e a Milano, ha imposto una stretta negli accessi agli uffici giudiziari milanesi. Lo si legge in un provvedimento firmato dai vertici del Palagiustizia, tra i quali il presidente del Tribunale Roberto Bichi e il Procuratore della Repubblica Francesco Greco, per limitare l'afflusso del pubblico eccetto coloro che debbono svolgere attività "urgenti e indifferibili, documentate". Si autorizza così l'ingresso, ad esempio, a chi deve partecipare alle udienze fissate in giornata o a chi ha ricevuto comunicazione di presentarsi per qualsiasi altra ragione, mentre si invitano tutti gli utenti "ad avvalersi delle comunicazioni elettroniche per presentare le richieste on-line, secondo le modalità specificate nei siti web sei singoli uffici giudiziari". Per chi entra, ovviamente, sono obbligatori mascherine, "puntuale disinfezione" delle mani o uso dei guanti, distanziamento e misurazione della temperatura agli ingressi. E comunque, ribadisce il documento, si raccomanda di evitare assembramenti negli atri e nei corridoi del palazzo.

18:22 - Ats Milano: “Test rapidi per scuole con l'aiuto dell'Esercito”

"La prossima settimana avvieremo un'attività con test antigenici rapidi soprattutto orientati al mondo della scuola e dell'offerta socio sanitaria, ma il contributo di questo test sarà modesto perché non permette di avere un'indicazione diagnostica definitiva e richiede la conferma con il tampone". Lo ha spiegato il direttore genarle di Ats Milano, Walter Bergamaschi, in commissione al Comune di Milano. "Sui test rapidi la gara è stata conclusa la Lombardia ha acquistato circa 1 milione e 200 mila test rapidi quindi 400 mila test saranno a disposizione di Ats della Città metropolitana. Noi stiamo già lavorando con l'esercito per realizzare dei grandi drive through per il mondo della scuola - ha aggiunto Bergamaschi - a cui prioritariamente sottoporre il test antigenico. Uno ormai è stato definito come localizzazione, sarà nel grande parcheggio vicino al Parco di Trenno e stiamo ragionando di farne almeno un altro nella città di Milano. Per dare anche un po' di supporto ai drive through esistenti negli ospedali milanesi".

17:59 - In Lombardia 8.960 casi su 46.892

Sono 8.960 i positivi in Lombardia, cifra mai raggiunta prima, su 46.892 tamponi effettuati per una percentuale pari al 19,1%, in crescita rispetto a ieri (17,1%). I nuovi decessi sono 48 per un totale di 17.462 morti in regione dall'inizio della pandemia. Crescono sia i ricoverati in terapia intensiva, che sono 370, che quelli negli altri reparti che diventano 3.698. Nuovo record anche per i contagiati nella città di metropolitana di Milano che sono 3.979, di cui 1.607 a Milano città. Le altre province più colpite sono quelle di Monza e Brianza (988) Como (890) e Varese (804).

17:24 - Ats Milano: “Rt sceso sotto 2”

Nel territorio dell'Ats Milano città Metropolitana " l'indice Rt è sceso sotto la soglia del famoso 2 da qualche giorno ma è ancora molto lontano dall'essere vicino all'1, sotto a cui avviene la riduzione di casi". Lo ha detto il direttore generale di Ats Milano Città metropolitana, Walter Bergamaschi, in audizione in commissione consiliare del Comune di Milano, parlando dell'epidemia in corso sul territorio milanese. "Già al ritorno dalle ferie c'è stato un forte picco, un incremento dell'Rt, è stato di fatto l'inizio di un allargamento del numero di soggetti positivi che, con la ripartenza delle scuole, ha portato ad una crescita esponenziale del numero di casi", ha aggiunto. "Non è il sistema di tracciamento ma l'aumento dei contatti sociali che determina l'esplosione di casi, c'è stata anche una certa rimozione delle misure di attenzione da parte della popolazione rispetto al contenimento che hanno determinato la situazione attuale. Abbiamo gli ultra 65enni che hanno una forte riduzione del numero di casi mentre la fascia 0-18 cresce e ha avuto una crescita particolare dalla riapertura delle scuole", ha concluso Bergamaschi.

17:11 - Ats Milano: “Arriveremo a 20mila casi questa settimana”

"La nostra stima sui contagi di questa settimana è che arriveremo a 20mila casi" nel territorio di Ats Milano Città metropolitana, lo ha detto il direttore generale di Ats Milano Città metropolitana, Walter Bergamaschi, in audizione in commissione consiliare del Comune di Milano, parlando dell'epidemia in corso sul territorio milanese. "Nella settimana dal 4 al 10 ottobre abbiamo avuto 2 mila casi, a fine luglio avevamo 200 casi in una settimana - ha aggiunto - dal 4-10 ottobre 2 mila quindi erano 10 volte quelli di fine luglio, la settimana successiva abbiamo avuto 6 mila casi, sono triplicati, e quella che si è appena conclusa ne abbiamo avuto 12 mila quindi sono raddoppiati, la nostra stima di questa settimana è che arriveremo a 20 mila casi".

16:58 – Capogruppo Pd in Regione: “Pressioni su personale per trasferirsi in Fiera”

Proseguono le polemiche in Lombardia sul personale sanitario destinato all'Ospedale allestito nella Fiera di Milano. "La delibera con cui si riapre, di fatto, la struttura prevede il coinvolgimento di ben undici ospedali della regione, con precisazione riguardo la necessità di reperire personale qualificato a fronte di una disponibilità, preferibilmente, in forma volontaria. Ci sembra che ci sia stata una grande sottovalutazione del possibile impatto di questa scelta sugli ospedali chiamati in causa. Ci risulta anche che la volontarietà del coinvolgimento sia solo sulla carta e che ci siano forti pressioni sul personale e sulle strutture che non contribuiscono certo a creare i presupposti per una buona gestione dell'emergenza" afferma il capogruppo del Pd in Regione, Fabio Pizzul. "Siamo molto preoccupati - aggiunge Pizzul - per le segnalazioni che ci stanno arrivando e per una modalità di gestione dell'intera operazione ospedale in fiera che pare più funzionale a giustificare l'intero progetto che a fornire un reale e decisivo contributo all'emergenza. Se la struttura in Fiera era stata individuata come parte del sistema di emergenza della Protezione Civile Nazionale, perché non ci si è attivati per chiedere che da lì arrivasse un contributo decisivo a livello di personale?"

16:13 - Avvocato con figlia down chiede rinvio dell'udienza, 'no' dei giudici

Teme che con la sua trasferta per partecipare ad un'udienza in Tribunale a Milano potrebbe mettere in pericolo la salute di sua figlia affetta da sindrome di Down, perché le persone con questa sindrome hanno, stando ad uno studio dell'Istituto superiore di sanità, per contagi da Covid un rischio di "mortalità fino a 10 volte" più elevato. Per questo un'avvocatessa veneta ha presentato ai giudici un'istanza di legittimo impedimento per chiedere il rinvio dell'udienza. Richiesta, però, respinta perché, scrive il presidente del collegio, non è stato "prospettato un impedimento giuridicamente apprezzabile". L'avvocatessa (di cui non si riporta il nome per non rendere identificabile la figlia minorenne) nella sua istanza ha fatto riferimento alla "condizione di incremento dei contagi nella città di Milano". E al fatto che la sua presenza in udienza (fissata per il 4 novembre per un processo per bancarotta a carico di tre imputati) potrebbe farla diventare "veicolo di infezione" per la sua bambina, che ha "fragilità alla vie respiratorie superiori". Ha allegato anche un certificato del pediatra, oltre allo studio scientifico dell'Iss, ma non è bastato.

15:44 - Palestre lombarde organizzano un flash mob al Cimitero Monumentale

"Per la nostra manifestazione abbiamo scelto il Cimitero Monumentale di Milano non per macabra ironia, ma per meglio rappresentare quello che, con le chiusure Covid, accadrà al nostro comparto, non nelle prossime settimane, ma nei prossimi giorni": così Marco Contardi, presidente di Arisa (l'Associazione regionale imprese dello sport e delle arti del benessere fisico aderente alla Confcommercio milanese) parla del flash mob organizzato per domani mattina alle 9.30 da palestre e centri sportivi. Questo, spiega Contardi, è "l'ennesimo difficile momento che lo sport dilettantistico sta attraversando dopo l'ultimo lockdown" con il rischio di "mettere in ginocchio un intero comparto che, in Italia, esprime 100mila centri sportivi, 1 milione di tecnici istruttori, 20 milioni di praticanti". La Lombardia - rileva Arisa - pesa per il 20%. "Abbiamo impianti in sicurezza, eppure - sottolinea Contardi - chiusi. Tutto questo dopo i grandi sforzi che gli operatori hanno messo in campo per far sì che gli atleti potessero praticare le proprie discipline in modo sicuro e secondo i vari protocolli che si sono via via susseguiti. Protocolli che hanno retto la recente verifica delle Forze dell'Ordine, ma inutilmente". "Oltretutto - aggiunge Contardi - il continuo allarmismo mette in confusione atleti, praticanti, genitori aumentando la sfiducia. Danno su danno che affossa il comparto".

15:20 - Ai Navigli 'book's guerrilla' contro la dad

Una bambina intenta a lanciare libri conto un poliziotto è protagonista dell'opera di street art comparsa nella notte a Milano, in zona Navigli, firmata dall'artivista Cristina Donati Meyer e dedicata alla "didattica a distanza". Alle opere di "Didattica a distanza, book's guerrilla", sono stati affiancati interventi artistici riferiti all'"Esplosione del femminismo" e al "Black and female life matter". "L'arte, lo studio e la cultura sono i luoghi dell'anima e della crescita, della costruzione del nostro futuro. Se chiusure o lock down devono farsi, si tengano per ultimi questi luoghi sacri, dove si sono verificati molti meno contagi rispetto a catene di montaggio e macelli", afferma l'artivista.

13:24 - Il mondo dello sport protesta in Duomo a ritmo di musica

Una sessione di allenamento sotto la Madonnina del Duomo di Milano, accompagnati dalla musica. Così il mondo dello sport, gestori di palestre e piscine, personal trainer ma anche frequentatori e appassionati di sport, hanno protestato a Milano contro il decreto del governo che ha portato alla chiusura degli impianti. I lavoratori sportivi "sono spesso inquadrati con contratti di collaborazione e non hanno ammortizzatori sociali - ha spiegato Matteo Bovi, personal trainer che ha guidato la sessione di ginnastica in piazza Duomo -. La nuova chiusura rappresenta la fine per molti centri che stavano in piedi per miracolo e nello stesso tempo pensiamo che si comprometta la salute e il benessere delle persone". Quella di chiudere palestre e piscine inoltre "è una scelta che non si giustifica con nessun dato scientifico concreto e anche il ministro Spadafora - ha proseguito - ha evidenziato che non ci sono evidenze su focolai nati nelle palestre e nelle piscine".

12:26 - Anticipo di laurea per 183 infermieri Statale

Anticipo di laurea, in videoconferenza per 183 infermieri dell'università Statale di Milano, pronti a lavorare già da lunedì 2 novembre. A spiegare i dettagli è lo stesso ateneo. Sulla spinta della nuova emergenza, la Statale ha organizzato in tempi rapidissimi, con tre commissioni che hanno lavorato in contemporanea il 26, 28 e 29 ottobre, le sessioni di laurea per gli studenti di Infermieristica, abitualmente previste per novembre. "Come a marzo scorso l'Ordine ha consentito l'iscrizione all'albo professionale online, via mail, per velocizzare il processo - dice Anne Destrebecq, presidente del corso di laurea in Infermieristica della Statale di Milano - e la riposta è stata immediata: i neolaureati saranno iscritti entro 24 ore dalla presentazione della domanda". Avendo ultimato ieri le sedute di tesi "possiamo asserire che da lunedì i nostri diplomati possono tutti esercitare la professione - continua - I nostri studenti sono incredibilmente motivati e ansiosi di poter darsi da fare". I 183 diplomati si sono laureati in videoconferenza e hanno sostenuto individualmente l'esame di Stato di abilitazione all'esercizio della professione mediante una prova orale su casi clinici. Una volta superato, hanno presentato la tesi di laurea. "E' con un misto di orgoglio e preoccupazione che guardo a questi diplomati che porteranno certamente un contributo fondamentale ai nostri ospedali - commenta Gianvincenzo Zuccotti, preside della Facoltà di Medicina della Statale - Insieme agli specializzandi, le varie centinaia tra medici e personale sanitario e i nostri ricercatori, rappresentano in queste ore difficilissime la mobilitazione e l'impegno di tutto il nostro ateneo". 

12:14 - Dpcm: in piazza a Milano concerto muto per crisi spettacolo

Un concerto muto in piazza Scala a Milano per testimoniare la crisi in cui versa il mondo dello spettacolo dopo le chiusure decise dal governo per contenere i contagi da Coronavirus. A dirigerlo, nell'ambito della manifestazione di protesta promossa dai lavoratori del mondo dello spettacolo e dai sindacati confederali, è stato il pianista e direttore d'orchestra Enrico Intra. I musicisti hanno solo fatto il gesto di suonare i loro strumenti, i cantanti hanno aperto la bocca per essere afoni in questa occasione e così il silenzio ha accompagnato l'esibizione che è stata spezzata sul finale solo dal ritmare degli applausi dei manifestanti. "Noi siamo produttori di suoni, immagini e rappresentazioni ma oggi simuleremo il silenzio che è parte integrante della musica, un momento di attesa dove il pubblico pensa 'adesso cosa succederà'? - ha premesso Intra prima di dirigere il concerto muto -. Dirigere il silenzio oggi è importante non solo per la musica ,ma anche per i rapporti con le persone e per questa piazza che protesta in modo civile e viva la musica". Alla protesta in piazza hanno partecipato anche i cantanti de La bohème che sarebbe dovuta andare in scena alla Scala dal 4 novembre ma che è stata sospesa a causa dell'epidemia. "Noi siamo per non chiudere il teatro che è un luogo sicuro - ha detto Simone Piazzola, baritono - chi si è ammalato lo ha fatto fuori dal teatro. Dovevamo fare la Boheme ma è saltata, un lavoro da otto mesi è saltato. Vogliamo poter lavorare e, se la situazione non lo permette, come artisti chiediamo di essere tutelati in modo consono, non come stanno facendo ora. Tutti devono avere un sostegno economico e il governo da quando c'è il virus con noi è stato presente zero".

11:39 - Giuseppe Sala al mondo dello spettacolo: "Indebiterei il Comune per aiutarvi"

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, è arrivato in piazza Scala per portare la sua solidarietà ai lavoratori del mondo dello spettacolo in protesta contro il decreto del governo che ha imposto le chiusure ai luoghi della cultura e dello spettacolo. Sala ha tenuto un breve discorso in cui ha espresso il suo sostegno alla categoria. "I Comuni possono indebitarsi per fare investimenti, non possono indebitarsi per la spesa, per sostenere la spesa corrente. Questa è la regola generale. Io dico che oggi è una regola sbagliata perché per me oggi la spesa è un investimento - ha spiegato -. Se io potessi indebitare un Comune solido come quello di Milano per, attraverso la spesa, sostenere voi, io lo farei perché in questo momento c'è un problema di sopravvivenza, di tirare avanti non per sei giorni ma per sei mesi presumibilmente, perché di vaccini si parla tanto ma c'è poca certezza su quando arriveranno". La cosa che non funziona secondo Sala "è che qualcuno è penalizzato e qualcuno d'altro no. Io non sono solidale con voi solo a parole, al di là di questo voglio sentirmi responsabile della vostra situazione - ha concluso - nel ritornare a chiedere al nostro governo un intervento più deciso". 

11:38 - Giuseppe Sala: "Non voglio essere paladino 'non si chiude' ma buonsenso"

"Non va bene andare da 100 a zero ed è quello che si sta facendo oggi. Non voglio passare per il paladino del 'non si chiude' , mi stanno ributtando addosso la frase del 'Milano non si ferma' di alcuni mesi fa". Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha parlato dell'ipotesi di un eventuale lockdown della città intervenendo alla protesta dei lavoratori del mondo dello spettacolo in piazza Scala. "Voglio che venga fatto con buon senso, chiudere si può - ha concluso - ma prima di decidere di chiudere bisogna dire a chi viene chiuso come lo aiutiamo. Io mi batterò su questo".

11:27 - Giuseppe Sala: "Se lockdown dal governo, dica come aiuterà chi chiude"

 "Tanti cittadini mi scrivono e mi chiedono 'perché non chiudi tutto'? In tanti chiedono che si faccia il lockdown, per come la vedo io il governo deve avere un ruolo importante in tutto ciò". Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha parlato ai lavoratori dello spettacolo riuniti in piazza Scala per protestare contro le chiusure dei luoghi della cultura decisi dal governo. "Non è che voglio scaricare tutte le responsabilità sul governo, ma il punto fondamentale è che si può chiudere, ma prima di chiudere bisogna dire a chi subirà le chiusure - ha concluso - come verrà aiutato. Questo è il punto di partenza". 

11:14 - Giuseppe Sala in piazza della Scala con gli artisti in protesta

"Siamo tutto convinto del fatto che non sarà una cosa da tre settimane o un mese ma ci attende un lungo inverno di grande difficoltà". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando ai lavoratori del mondo dello spettacolo che sono scesi in piazza per protestare contro le chiusure davanti al Comune. Il sindaco è sceso dal suo ufficio per portare un saluto ai manifestanti. "Chi fa il mio mestiere e si occupa di politica deve cercare di programmare le cose ed essere più razionale possibile", ha aggiunto.

10:52 - A Milano lavoratori spettacolo riempiono piazza Scala

Sono centinaia i lavoratori del mondo dello spettacolo, cantanti, musicisti, attori, ballerini, maestranze di ogni tipo, che sono scesi in piazza anche a Milano davanti al teatro alla Scala per chiedere "diritti, dignità, reddito e cultura", come recita un grande striscione. I manifestanti hanno riempito la piazza, mantenendo le distanze di sicurezza e secondo gli organizzatori sono circa un migliaio. Ognuno porta al collo dei cartelli rossi con le richieste che portano avanti con questa protesta: "Abbiamo diritto al rispetto dei nostri contratti', 'I teatri sono luoghi sicuri', 'La danza non contagia'. Nel corso di un flashmob hanno diretto tutto insieme i cartelli verso il teatro alla Scala e poi verso il Comune. In piazza Scala risuona la musica durante la protesta. Da molti arriva la richiesta di riaprire i luoghi della cultura che "sono sicuri perché vengono rispettate tutte le regole". Dopo la chiusura dei luoghi della cultura, in seguito al decreto del governo, i lavoratori chiedono "sostegno - come ha spiegato Francesco Aufieri, segretario generale della Slc Cgil Milano -. Il mondo dello spettacolo deve essere sostenuto dal governo, dopo le ennesime chiusure bisogna garantite un reddito ai lavoratori, una copertura previdenziale, e chiediamo un tavolo di trattativa nazionale per lo stanziamento dei fondi e sulle regole della riapertura". "Si riprenda il lavoro con le giuste misure di sicurezza e che ci sia una garanzia per questo lavoratori - ha commentato Bruno Bifronte della Uil Milano - . È il settore che ha chiuso prima e riaperto dopo e paga prezzo pesante". 

7:16 - Nella provincia di Milano 3.211 casi

Con 42.684 tamponi eseguiti è di 7.339 il numero di positivi registrato in Lombardia, una percentuale del 17,1%. Sono 345 le persone ricoverate in terapia intensiva (+53) e 3.355 negli altri reparti, mentre il numero dei morti è di 57, il che porta il totale complessivo dei decessi a 17.414. Per quanto riguarda le province, a Milano sono stati segnalati 3.211 casi di cui 1.393 in città, a Varese sono stati 920, a Monza 930, a Como 573, a Brescia 382, a Pavia 317, a Sondrio 176, a Lecco 141, Cremona 138, a Bergamo 135, a Mantova 105 e 93 a Lodi.

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