Esplosione a Milano in piazzale Libia, il racconto del primo soccorritore: "Non sono eroe"

Lombardia

L'uomo, 61enne di origini egiziane, è stato applaudito da polizia e vigili del fuoco: "E' stato molto bello - dice -. I pompieri mi hanno anche detto che cercheranno il cellulare che ho perso per soccorrere il ragazzo e se non dovessero trovarlo me ne regaleranno uno"

"Non sono un eroe, per l'amor di Dio, ma quale eroe". Così Aly H., il 61enne di origini egiziane che questa mattina è entrato per primo nel palazzo al civico 20 di piazzale Libia, a Milano, dove una violenta esplosione (LE FOTO) ha distrutto tre piani e ferito 6 persone, tra cui un 30enne ucraino che deve la vita al 61enne.

Il racconto dell'esplosione

"Alle 7.15 ero fermo col mio furgone Ford Transit all'angolo tra piazza Libia 20 e viale Cirene 1 - racconta l'uomo all'ANSA -. Ho una ditta di manutenzione ed ero fermo a parlare col custode di un altro condominio quando abbiamo sentito un'esplosione fortissima. Ero appoggiato al furgone, che quasi si è spostato. In quel momento ho visto il portone volare, tutte le finestre per aria e i motorini parcheggiati tutti abbattuti sulla sinistra. Un casino, non si capiva niente. A quel punto ho visto le fiamme uscire dall'appartamento al piano terra, c'era un ragazzo come una torcia. Sono andato subito al furgone a prendere due grosse coperte. Sa, - spiega il 61enne - noi facciamo anche traslochi...". L'uomo infatti, docente universitario di Economia e Commercio, è arrivato in Italia nel 1979 dove ha avviato un'attività di manutenzione condomini. Tra gli stabili di cui si è occupato c'è anche quello dove è avvenuta l'esplosione.

"All'ingresso c'era un tubo dell'acqua rotto che ho usato per bagnare le coperte e mi sono avvolto in una di queste. Il ragazzo ferito non scappava, era in confusione totale. Per prima cosa gli ho buttato addosso la coperta e l'ho spostato da un armadio di plastica che gli si stava sciogliendo addosso. Quando si è sentito al sicuro è crollato a terra. Non riuscivo a portarlo fuori, è un ragazzo alto, allora sono uscito e urlando ho chiesto aiuto. Avevo i pantaloni tutti sporchi del suo sangue. Un uomo e una donna sono arrivati a darmi una mano e lo abbiamo disteso all'esterno". "Ho collegato il tubo dell'idrante - continua Aly - e ho iniziato a spegnere le fiamme, so come fare queste cose perché ho diversi service. Poi ho chiesto all'uomo di coprirmi mentre rientravo per controllare se ci fosse qualcun altro ma non c'era nessuno. Il vero eroe è quel signore che mi ha aiutato, non come tutti quegli stupidi che sono stati lì fermi a filmare e a non fare niente", sottolinea.

 

L'applauso di polizia e vigili del fuoco

Tornato all'interno il 61enne, come ha raccontato anche alla polizia, ha chiuso il gas. "E' colpa del gas, lì c'è una cucina. Ma non ho girato la manopola, ho abbassato la leva di un rubinetto. Davvero non so come sia accaduto. Una donna della Protezione Civile mi ha detto che probabilmente se non l'avessi fatto sarebbe esploso l'intero palazzo". Polizia e vigili del fuoco gli hanno tributato un applauso per quello che ha fatto. "E' stato molto bello - ammette -. I pompieri mi hanno anche detto che cercheranno il cellulare che ho perso per soccorrere il ragazzo e se non dovessero trovarlo me ne regaleranno uno. Per ora uso quello di mia moglie. E' italiana, precisamente napoletana", conclude.

Police and firefighters at the site where there was an explosion in an apartment this morning in Milan, Italy, 12 September 2020. 
Five people were slightly injured and one more seriously the first balance of the explosion that occurred this morning in a building in Piazzale Libia in Milan.
 ANSA/Andrea Fasani
Esplosione appartamento in Piazzale Libia a MIlano - ©Ansa

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