Mozzate, morto l'uomo accoltellato: fermato fa ammissioni

Lombardia
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Si chiamava Lorenzo Borsani e abitava in paese: era stato trasportato all'ospedale di Varese in condizioni disperate. Il presunto omicida è stato fermato dai carabinieri in un paese vicino: è un uomo di 49 anni, anche lui residente a Mozzate

Avrebbe fatto delle ammissioni F.B., 49 anni,  l'uomo che alle 18.30, in via Turati, ha accoltellato a morte Lorenzo Borsani, meccanico 36 anni, al termine di una violenta lite scoppiata per strada a Mozzate, nel Comasco. Il 49enne è stato fermato ieri sera per omicidio volontario a casa della fidanzata a Locate Varesino.

La ricostruzione dei fatti

Stando alla ricostruzione dei fatti, Borsani sarebbe stato in procinto di separarsi dalla moglie in maniera piuttosto turbolenta e ci sarebbero stati di mezzo anche i figli. L'uomo pare che fosse convinto che lei avesse un altro. Così, quando ieri pomeriggio è passato davanti a casa e ha visto parcheggiata davanti una Mercedes classe A, ha pensato fosse quella dell'amante e non ci ha visto più. L'auto era di F.B., tuttofare al momento disoccupato che nella casa della donna stava facendo delle riparazioni.
Il succedersi dei fatti, da questo momento si fa velocissimo: Borsani buca le gomme dell'auto, la moglie da casa lo vede, F.B. esce infuriato. Tra i due, in mezzo alla strada, partono insulti. I due non si calmano, anzi. Poi spunta un coltello. Inizialmente sembrava che il serramanico con lama da 23 centimetri fosse quello con cui Borsani ha forato le gomme della Mercedes, ma non è così. Il coltello era di F.B., l'aveva già con sé e l'ha estratto durante la lite e con quello ha ferito mortalmente il rivale al torace. Uno solo è stato il colpo fatale, ma altre sarebbero state le coltellate inferte. Mentre Borsani era a terra, ormai privo di conoscenza, e la moglie e i passanti chiamavano i soccorsi, l'omicida si è allontanato a piedi. Nel frattempo, il ferito è stato trasportato in elicottero all'ospedale di Varese: era partito in codice rosso, con poche speranze, ed è morto subito dopo il ricovero.

L'arresto e la confessione

L'omicida è stato arrestato alcuni minuti più tardi a casa della compagna, a Locate Varesino, un paese limitrofo, a un paio di chilometri dal luogo del delitto. Durante il tragitto a piedi, ha buttato il coltello nel giardino di una casa disabitata. Alla fine ha confessato tutto: nell'appartamento c'erano ancora i vestiti sporchi di sangue, ha ammesso che il coltello era suo, e ha indicato ai militari il luogo in cui l'aveva gettato, e dove infatti è stato ritrovato. Ai carabinieri ha negato però di avere una relazione con la moglie della vittima, per quanto ormai questo possa contare. 

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