Fondi Lega, Maroni: “Nessun regalo a Film Commission”

Lombardia

"Nella seduta del novembre 2015 la giunta regionale deliberò (in modo assolutamente trasparente e regolare, come sempre) l'assegnazione di contributi straordinari agli enti di spettacolo partecipati dalla Regione", ha affermato l'ex governatore lombardo

"Non c'è stato alcun regalo alla Lombardia Film Commission da parte della Regione Lombardia", ha scritto su Facebook l'ex governatore lombardo Roberto Maroni a proposito dell'inchiesta su Fondazione Lombardia Film Commission. "Nella seduta del novembre 2015 – ricorda Maroni – la giunta regionale deliberò (in modo assolutamente trasparente e regolare, come sempre) l'assegnazione di contributi straordinari agli enti di spettacolo partecipati dalla Regione". Con la delibera di giunta, vennero assegnati contributi straordinari alla "Scala, il Piccolo Teatro, la Fondazione Pomeriggi Musicali e la Lfc".

Le accuse della Procura

L'inchiesta della procura di Milano sulla presunta vendita gonfiata di un immobile per la Lombardia Film Commission, punta a capire perché la Regione, allora guidata da Maroni, ha finanziato con 1 milione di euro l'acquisto di quell'immobile, pagato poi 800mila euro. Uno stanziamento che, secondo gli inquirenti, potrebbe essere stato un 'regalo' a favore dell'allora presidente di Lombardia Film Commission (Lfc) Alberto Di Rubba, per altro ex revisore contabile del Carroccio e degli altri due commercialisti vicini alla Lega, Michele Scillieri e Andrea Manzoni. I tre professionisti sono indagati assieme al "prestanome" Luca Sostegni che è ora in carcere.

Il Pd presenta un'interrogazione in Senato

Sull'inchiesta in corso il Pd al Senato ha presentato una interrogazione al Ministro per gli affari regionali e le autonomie. Nel testo, che vede come prima firma quella del senatore Franco Mirabelli, vice presidente dei senatori dem, una serie di premesse ricostruiscono, attraverso le notizie dei media, le tappe dell'inchiesta. Il dispositivo dell'interrogazione, firmata anche dai senatori Dario Parrini, Alessandro Alfieri e Alan Ferrari , chiede al governo di sapere "quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo sui fatti esposti e quali iniziative intenda adottare al fine di contribuire a fare al più presto chiarezza sui fatti sopra riportati, che, al di là delle loro eventuali implicazioni penali, rivelano un utilizzo personale e fraudolento di un ente regionale e dei fondi pubblici di sua pertinenza, tale da inficiare la trasparenza e la correttezza che dovrebbero improntare l'azione degli enti regionali".

Assessore di Milano, Del Corno chiede le dimissioni di Scilieri

Scillieri dovrebbe dimettersi dalla stessa Film Commission. A chiederlo è Filippo Del Corno, assessore alla Cultura del Comune di Milano, socio insieme alla Regione della LFC. "Tra gli aspetti non chiari di tutta la vicenda che riguarda l'acquisizione, finanziata da Regione Lombardia, di un capannone a Cormano per la Fondazione Lombardia Film Commission, c'è l'esistenza, più volte rimarcata dal Comune di Milano, di un presunto conflitto di interessi riguardante la posizione di Scillieri - spiega Del Corno - , consulente a libro paga della Fondazione e al tempo stesso connesso alla società venditrice dell'immobile. Sarà ora l'autorità giudiziaria a stabilire se quel conflitto di interessi è presunto o reale; ma ora il buon senso, e anche semplicemente un po' di buon gusto, suggeriscono che Scillieri interrompa ogni rapporto professionale con la Fondazione in attesa dell'esito dell'inchiesta". "Sono stupefatto che vi sia qualcuno che evidentemente continua a pensare che il commercialista fiduciario di Salvini premier possa essere una garanzia per le istituzioni; al contrario, l'unica garanzia per le istituzioni - ha concluso - è che non vi sia alcun rapporto professionale in essere tra la Fondazione Lombardia Film Commission e chi risulta indagato per un reato perpetrato ai danni delle istituzioni stesse e della comunità delle cittadine e dei cittadini lombardi".

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