Coronavirus, Assolombarda: "3000 occupati in meno tra gennaio e marzo"

Lombardia

Considerata la flessione dell'occupazione, secondo lo studio la discesa del tasso di disoccupazione al 4,8% è un elemento negativo, in quanto riflette l'aumento degli 'inattivi', ossia di coloro che, scoraggiati dalla situazione economica e dall'emergenza sanitaria, hanno rinunciato alla ricerca di un lavoro

Nel periodo tra gennaio e marzo in Lombardia si è verificata una diminuzione di tremila occupati, indotta da un calo degli occupati indipendenti, meno 35mila, cui si contrappone un aumento dei dipendenti, più 32mila. Sono i dati riferiti da Asssolombarda, che traccia un quadro della situazione con Cgil, Cisl e Uil. Considerata la flessione dell'occupazione, secondo lo studio la discesa del tasso di disoccupazione al 4,8% è un elemento negativo, in quanto riflette l'aumento degli 'inattivi', ossia di coloro che, scoraggiati dalla situazione economica e dall'emergenza Coronavirus (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - LO SPECIALE), hanno rinunciato alla ricerca di un lavoro.

Le assunzioni

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Per quanto riguarda le assunzioni complessive in Italia, attivate dai datori di lavoro privati, i dati riferiti ai primi tre mesi del 2020 dimostrano che l'impatto è soprattutto sulle assunzioni con contratti di lavoro a tempo determinato, meno 25,2%, che trascinano il calo complessivo, meno 24,2%. Crollano anche le trasformazioni da tempo determinato, in calo del 26,2% rispetto al primo trimestre 2019.

"Preoccupante il dato sulla cassa integrazione"

Sono 117 milioni le ore totali di cassa integrazione richieste nelle province di Milano, Monza Brianza e Lodi nei soli due mesi di aprile e maggio, per fare fronte all'emergenza Covid-19. "Un dato preoccupante che mostra chiaramente come i territori di Milano, Monza Brianza e Lodi siano stati tra i più colpiti in Lombardia dal Covid e dal lockdown, con pesanti ripercussioni su produzione e occupazione" ha dichiarato Alessandro Scarabelli, direttore generale di Assolombarda. L'incremento registrato supera del 43% il monte ore dell'intero anno 2010, picco della crisi del 2008 (82 milioni). Sono state 53,7 milioni le ore autorizzate a maggio che, sommate ai 63,5 milioni richieste ad aprile, corrispondono alle ore lavorate in due mesi da circa 340.000 lavoratori: in pratica, un quinto della forza lavoro presente in tutte e tre le province considerate. In Lombardia, ad aprile e maggio, sono state autorizzate 295 milioni di ore di Cig, pari in soli due mesi al 95% di quelle riferite all'intero anno 2010.

"Soluzioni di emergenza non possono durare a lungo"

"L'attuale situazione del mercato del lavoro - ha aggiunto Scarabelli - è certamente influenzata dal blocco dei licenziamenti e dall'attivazione degli ammortizzatori sociali, ma si tratta di soluzioni di emergenza che non possono durare a lungo. Servono misure che producano crescita - ha sottolineato - e che rilancino la domanda interna, che è ancora ferma, investendo nella ripresa del sistema produttivo, quale elemento necessario per un rilancio dell'occupazione e dei consumi". Assolombarda, con Cgil, Cisl e Uil di Milano, ha da tempo attivato proprio sul tema dell'occupazione un monitoraggio che raccoglie i dati sul mercato del lavoro attraverso l'Osservatorio 'Il Lavoro a Milano'. "Già negli ultimi mesi del 2019 - hanno evidenziato i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Milano, Massimo Bonini, Carlo Gerla e Danilo Margaritella - anche nel milanese avevamo rilevato delle criticità sul mercato del lavoro e sull'andamento economico, ma la pandemia ha cambiato nettamente in peggio gli scenari".

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