Coronavirus, il sindaco di Nembro: “Dovevano fare la zona rossa a fine febbraio”

Lombardia

“A marzo, quando l'Istituto Superiore di Sanità con una nota ha ritenuto ci fossero le condizioni per attuare misure restrittive come a Codogno e nel Lodigiano, la situazione era già fuori controllo”, ha affermato Claudio Cancelli parlando della mancata istituzione della zona rossa nella Bergamasca

"Credo che la zona rossa avrebbe dovuto essere istituita alla fine di febbraio. A marzo, quando l'Istituto Superiore di Sanità con una nota ha ritenuto ci fossero le condizioni per attuare misure restrittive come a Codogno e nel Lodigiano, la situazione era già fuori controllo. L'epidemia non era più confinata nei nostri due comuni ma era già ampiamente diffusa e quindi il provvedimento da prendere doveva essere più drastico", ha affermato Claudio Cancelli, sindaco di Nembro, comune che assieme ad Alzano Lombardo è al centro della questione della mancata istituzione della zona rossa nella Bergamasca. (DIRETTA - GLI AGGIORNAMENTI IN LOMBARDIA)

La decisione di Conte

Il primo cittadino ritiene "coerente" la decisione presa da Giuseppe Conte riferita ieri ai magistrati di Bergamo che lo hanno sentito. Il sindaco ha precisato che i suoi commenti si riferiscono a quanto riportato in merito dalla stampa e ha aggiunto che quella del capo del Governo, che il 7 marzo ha disposto la trasformazione in zona rossa di tutta la Lombardia, "è una assunzione di responsabilità rispetto a una scelta che lui ha ritenuto la più coerente".

Cancelli: "Il quadro regionale sfuggiva"

"Noi come sindaci non avevamo i dati dell'andamento epidemiologico generale dei contagi ma solo quello dei nostri comuni. Nel mio indicavano un andamento deciso, ma il quadro regionale sfuggiva", ha spiegato Cancelli ricordando i giorni, tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo, prima del lockdown dell'intera Lombardia. Questo anche perché "uno degli elementi di criticità è che la prefettura non ha mai convocato un tavolo con noi. Se lo avesse fatto - prosegue il sindaco al telefono con l'ANSA - avremmo avuto una consapevolezza completa di come si stava evolvendo la situazione e quali erano le decisioni da prendere". Ma quando il 6 marzo è stata trasmessa la nota dell'Iss "anche alcuni dei sindaci dei paesi vicini mi dicevano che era tardi perché i numeri anche da loro erano cresciuti". Quindi se si doveva procedere con la 'cinturazione' della zona, "andava fatto a fine febbraio. Poi si è lasciato passare il tempo con il risultato che l'intervento" su Nembro e Alzano "non era più sufficiente". Infine, Cancelli ritiene "sia stato un grave errore" quello commesso dal Governo e da Regione Lombardia: "Non hanno saputo superare gli schieramenti politici. Non c'è stata una scelta di coesione istituzionale su un problema che non era legato ai singoli partiti ma era trasversale".

Striscioni a Nembro

A Nembro, intanto, monta la rabbia tra i cittadini. Ieri, proprio mentre i pm di Bergamo erano a Roma per ascoltare il premier Giuseppe Conte e i ministri Roberto Speranza e Luciana Lamorgese, un gruppo di ragazzi ha appeso uno striscione davanti al municipio con scritto: “I nostri morti non li abbiamo salutati. Ci avete preso in giro e non tutelati. Abbiamo dovuto piangere e lavorare ma se c'è giustizia qualcuno dovrà pagare”. Oltre a questo, rimosso dai vigili, un altro era apparso nei pressi del cimitero: “Il vuoto senza voi è immenso... dolore, fiori e lacrime hanno senso se ogni giorno mi alzo e vi penso. Giustizia per tutti”, il messaggio riportato.

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