Coronavirus, ricorso sindacati al Tar della Lombardia su e-commerce

Lombardia

Secondo Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt è stato "di fatto liberalizzato il commercio online", andando contro i decreti del Governo e del presidente del Consiglio che limitano le attività produttive per contrastare il contagio

I sindacati hanno presentato un ricorso al Tar della Lombardia contro le ordinanze regionali sull'e-commerce. Secondo Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt è stato "di fatto liberalizzato il commercio on-line", andando contro i decreti del Governo e del presidente del Consiglio che limitano le attività produttive per contrastare il contagio da Coronavirus (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - L'EMERGENZA IN LOMBARDIA).

"C'è il rischio che i magazzini si trasformino in focolai"

"È da settimane - scrivono in un comunicato i segretari regionali Lica Stanzione (Filt Cgil), Giovanni Abimelech (Fit Cisl) e Alberto Albrizio (Uil trasporti) - che denunciamo in tutte le sedi il rischio che i magazzini della Logistica si trasformino in veri e propri focolai di diffusione del virus, contro il quale le nostre comunità si stanno battendo. La permanenza nelle abitazioni ha aumentato fino a raddoppiare le consegne dei fattorini e dei drivers". Questo incremento a sua volta "intasa i magazzini di pacchi e rende l'attività dei lavoratori frenetica in una condizione in cui non si riesce a rispettare il metro di distanza". Inoltre, spiegano i sindacati "spesso non vi sono i dispositivi di protezione individuale e in alcuni casi aziende e sindacati non hanno condiviso le azioni di contrasto alla diffusione del virus".

"Il virus non ha confini"

In questa situazione, continua il comunicato dei sindacati, "il rischio è quello di compromettere tutti gli sforzi fatti finora da tutti i cittadini. È di qualche giorno fa la notizia che il Tribunale di Nanterre è intervenuto esattamente sullo stesso argomento limitando ad Amazon la possibilità di agire al di fuori delle filiere essenziali, una scelta che in Francia ora è diventata esecutiva. Purtroppo - conclude la nota - abbiamo imparato che il virus non ha confini e per contrastarlo sono necessarie misure omogenee almeno su tutto il territorio nazionale".

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