Coronavirus, Istat: i morti in Lombardia, il confronto con i dati degli ultimi anni

Lombardia

L’analisi è stata condotta su un campione di 1.450 paesi: a Bergamo si è registrato un aumento dei decessi quattro volte superiore alla media, mentre a Brescia sono raddoppiati. L’Istituto: “Incremento deceduti di uomini e persone over 74” 

Salgono i morti al Nord e non solo nelle grandi città, ma anche nei centri di dimensioni più ridotte. Lo rileva l’Istat, aggiornando i dati alle prime quattro settimane di marzo. Prendendo in considerazione 1.450 paesi nella propria analisi, l’ente ha dichiarato: "In 33 comuni di piccole dimensioni della Lombardia i decessi nel mese di marzo sono aumentati di oltre dieci volte rispetto alla media dello stesso periodo 2015-2019". L'Istituto ha inoltre segnalato che a Bergamo sono quasi quasi quadruplica i decessi, Brescia, che segna più che un raddoppio. Incrementi oltre il 200% anche a Piacenza e Pesaro (LA DIRETTA - LA SITUAZIONE A MILANO E IN LOMBARDIA).

L’analisi dei dati

L'Istat ha spiegato di aver concentrato “l'attenzione sui Comuni presenti in Anpr (l'Anagrafe nazionale della popolazione residente), con dati affidabili che presentano almeno dieci decessi da gennaio al 28 marzo 2020 (perché meno esposti a eccessive variazioni nei dati giornalieri) e che hanno fatto registrare un aumento dei morti pari o superiore al 20% nei primi 21 o 28 giorni di marzo 2020, rispetto al dato medio dello stesso periodo degli anni 2015-2019". L’Istituto ha sottolineato che si tratta dei paesi "che presentano un importante eccesso di mortalità rispetto agli anni precedenti". L’obiettivo è quello "di contribuire alla diffusione di informazioni utili alla comprensione della situazione legata all'emergenza sanitaria da Covid-19".  

L’Istat: “Incremento decessi di uomini e persone over 74”

Considerando il genere e la classe di età dei deceduti, l’Istat conferma "il maggiore incremento dei decessi degli uomini e delle persone maggiori di 74 anni di età. Le differenze tra i due generi sono particolarmente accentuale nei più anziani residenti al Nord, per gli uomini infatti si osserva un incremento dei decessi del 163% a fronte del 102% per le donne, nella classe di età 75 e più". L'Istituto rimarca, poi, come "l'incremento della mortalità complessiva osservato nel mese di marzo rappresenti una brusca inversione di tendenza dell'andamento della mortalità giornaliera dei mesi di gennaio e febbraio 2020".

“A gennaio e febbraio morti inferiori a media stesso periodo 2015-2019”

A gennaio e febbraio del 2020, ha spiegato l’Istituto, "i decessi erano stati inferiori al numero medio osservato nello stesso periodo nel 2015-2019. Un fenomeno che può ritenersi attribuibile al ridotto impatto, nei primi due mesi dell'anno, dei fattori di rischio stagionali (condizioni climatiche ed epidemie influenzali)". Ciò spiega - si legge nella nota - "come mai, se si considera il complesso dei decessi dal primo gennaio al 28 marzo 2020, in diversi Comuni non si ravvisa un aumento, ma piuttosto una diminuzione del numero dei morti, rispetto al dato medio dello stesso periodo degli anni 2015-2019".

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