Strage piazza Fontana, sindaco Sala si scusa con la famiglia Pinelli

Lombardia
Giuseppe Pinelli

Il primo cittadino ha chiesto perdono da parte di tutta la città alla famiglia del ferroviere anarchico, coinvolto ingiustamente nelle indagini sulla strage di piazza Fontana e morto dopo essere caduto da una finestra della questura di Milano

Il sindaco Giuseppe Sala ha chiesto "scusa e perdono" a nome di Milano alla famiglia di Giuseppe Pinelli, il ferroviere anarchico coinvolto ingiustamente nelle indagini sulla strage di piazza Fontana (FOTO) e morto dopo essere caduto da una finestra della questura di Milano alcuni giorni dopo l'esplosione. Il primo cittadino ha parlato durante la piantumazione di un albero dedicato a Pinelli nel quartiere di San Siro, a cui hanno partecipato le due figlie Silvia e Claudia.

L'albero in ricordo di Pinelli

In ricordo di Pinelli è stata piantata dal Comune una quercia rossa. Oltre all'albero è stata scoperta anche una targa con la scritta: "Albero dedicato a Giuseppe Pinelli. Ferroviere, anarchico, partigiano. 18esima vittima innocente in seguito alla strage di piazza Fontana. A 50 anni dalla tragica morte, in ricordo nel quartiere in cui abitò".
L'albero si trova in piazzale Segesta, a pochi passi da dove la famiglia Pinelli viveva in una casa popolare, come ha ricordato la figlia Silvia, presente alla cerimonia con la sorella Claudia. La moglie di Pinelli, Licia, che ha 91 anni, non se l'è sentita di presenziare. "Questa quercia è simbolo di pace, accoglienza, di vita", ha detto Silvia.
Il sindaco Sala ha aggiunto che "ricorderemo Pinelli anche domani", quando arriverà il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Gli ho chiesto di venire per questa occasione il 3 settembre, quando mi trovavo al Quirinale - ha sottolineato il primo cittadino -. Il nostro presidente ben ha compreso la richiesta e mi ha detto di sì, domani sarà qua". Alla cerimonia oggi ha preso parte anche il prefetto di Milano, Renato Saccone, che è stato ringraziato dalle figlie di Giuseppe Pinelli.

La figlia Silvia: "Milano è e resta antifascista"

"Dopo 50 anni arriva questo gesto che ci ricorda che Milano è e resta una città antifascista e ricorda Pino l'anarchico con un gesto importantissimo", ha affermato la figlia Silvia. "Mio padre era un anarchico, l'aveva sposata l'anarchia e ne aveva fatto il suo modo di vivere e di rapportarsi in famiglia e fuori - ha aggiunto -: era un pacifista che credeva nell'uomo e nei suoi valori. Si è sempre impegnato per questo".

Sala: "Scuse a nome di tutta la città"

"La mia presenza qua ha soprattutto il significato di chiedere scusa e il perdono della città per quello che è stato", ha spiegato Sala. "È qualcosa che credo sentiamo tutti profondamente e credo sia qualcosa che vada fatto. È la nostra richiesta di perdono alla famiglia e facciamo anche una promessa, cioè che come Milano continueremo a essere quello che siamo. Milano sta cercando di lasciare un segno profondo politico e sociale".
Sala ha poi dichiarato che "oggi siamo qui a ricordare una tragedia che non doveva succedere, anche perché Pinelli era uno dei cittadini che faceva il suo dovere e si impegnava politicamente".
"In noi milanesi deve sempre prevalere idea dell'impegno, che può portare a tragedie del genere ma è in noi comunque impegnarci e per questo a maggior ragione certe cose non dovrebbero avvenire - ha concluso il sindaco-. La Milano di oggi è anche figlia della figura di Pinelli, di quello che ci ha lasciato e di quello che abbiamo imparato. Non è mai tardi per imparare e io dalla sua storia penso di avere imparato molto".

Lo speciale di Sky TG24 sulla strage

Sky TG24 ricorda l'anniversario della strage con lo speciale “Sky TG24 Inside – L’Italia del 12 dicembre”, in onda e in streaming mercoledì 11 dicembre dalle 20.30 alle 22.30. Lo speciale, condotto da Helga Cossu e con la voce narrante di Roberto Inciocchi, racconta quel terribile giorno che ha dato il via alla stagione della strategia della tensione, ovvero il tentativo di destabilizzare le istituzioni. In studio ospiti gli scrittori Enrico Deaglio, Maurizio Dianese e Andrea Sceresini, che negli anni hanno studiato e raccontato l’evento. Al digiwall gli approfondimenti di Paolo Volterra sulla stagione delle stragi.

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