Coccaglio, tentò di uccidere a martellate la moglie: patteggia e va a vivere vicino a lei

Lombardia
Foto di archivio (ANSA)

Lascerà il carcere per poter tornare ad abitare nella palazzina teatro della tragedia sfiorata, non nello stesso appartamento di moglie e figlia, che potrà comunque liberamente incontrare, ma in un'abitazione al piano inferiore

Ha patteggiato una condanna a quattro anni e sei mesi il 59enne che il 16 luglio aveva colpito a martellate moglie e figlia a Coccaglio, in provincia di Brescia. "Volevo uccidere la mia famiglia e poi dare fuoco a casa e farla finita, l'ho vista come l'unica soluzione per i miei problemi economici", aveva affermato in carcere durante l'interrogatorio di convalida dell'arresto, spiegando di essere alle prese con debiti per circa 100mila euro. Oggi lascerà il carcere per poter tornare ad abitare nella palazzina teatro della tragedia sfiorata, non nello stesso appartamento di moglie e figlia, che potrà comunque liberamente incontrare, ma in un'abitazione al piano inferiore. La famiglia dell'uomo ha infatti dato il proprio parere favorevole a far tornare a casa il 59enne, che in carcere è stato dichiarato capace di intendere e volere.

La vicenda

L'uomo aveva tentato di uccidere a martellate la moglie e la figlia ed era stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio dai carabinieri. La moglie, di 51 anni, e la figlia, di 21, avevano riportato ferite lievi ed erano state trasportate in ospedale. A lanciare l'allarme era stato il figlio della coppia, che abita al piano inferiore. Nell'udienza davanti al gip che ha accolto il patteggiamento il 59enne ha pianto, così come tutta la sua famiglia presente in aula e che poco dopo lo ha aspettato fuori dal carcere per riportarlo a casa.

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