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Processo Expo, i giudici: "Sala firmò i verbali per evitare ritardi"

Lombardia
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala

Depositate le motivazioni della sentenza con le quali il sindaco di Milano è stato condannato a sei mesi convertiti in multa con l'attenuante dell'aver "agito per motivi di particolare valore morale o sociale"

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Sono state rese note le motivazioni della sentenza con le quali il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, è stato condannato a sei mesi convertiti in una pena pecuniaria di 45mila euro con l'attenuante dell'aver "agito per motivi di particolare valore morale o sociale".

Le motivazioni

Secondo i giudici, Sala ha sottoscritto i due verbali "consapevole delle illecite retrodatazioni" ma con "l'obiettivo (...) di evitare che la questione della paventata incompatibilità dei due" componenti della commissione di gara per la Piastra potesse comportare il "rischio di ulteriori ritardi nell'espletamento della procedura" e quindi dell'apertura di Expo. Non è "emersa alcuna volontà di avvantaggiare taluno dei concorrenti alla gara o danneggiarne altri, ma solo quella di assicurare la realizzazione in tempo utile delle infrastrutture" necessarie per l'Esposizione Universale, evento di "preminente interesse nazionale" al quale lo Stato italiano ha dedicato attenzione per via della sua "rilevanza internazionale (...) e degli interessi, economici e non, in gioco".  L'unico scopo, ad avviso dei giudici, era quello di "assicurare la realizzazione" e il "successo" della manifestazione, "risultato poi effettivamente conseguito ed unanimemente riconosciuto". Il reato contestato a novembre andrà in prescrizione.