Appalti truccati e corruzione, dieci ordinanze cautelari nel Milanese

Lombardia
Foto di archivio (ANSA)

I fatti sarebbero stati commessi tra il 2015 e il 2016. Coinvolti due dipendenti comunali di Pieve Emanuele, diversi imprenditori e due architetti dell’Humanitas. Indagato anche il gruppo ospedaliero 

Il Nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Milano ha eseguito dieci ordinanze cautelari nell’ambito di un’inchiesta, coordinata dal pm di Milano Luca Poniz, che vede al centro una serie di episodi di corruzione e nove turbative di gare d'appalto per un importo totale di oltre 8,6 milioni di euro. I fatti sarebbero stati commessi tra il 2015 e il 2016. I militari hanno anche eseguito dodici decreti di perquisizione.

Le misure

Agli arresti domiciliari è finito un dipendente del Comune di Pieve Emanuele ed ex responsabile del servizio edilizia e urbanistica del Comune di Basiglio, Arturo Guadagnolo, mentre una misura sospensiva dall'esercizio dai pubblici uffici per sei mesi è stata emessa nei confronti di Piero Angelo Riffaldi, dipendente del settore tecnico di Pieve Emanuele. Sono invece otto gli obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria per una serie di imprenditori e per due dipendenti del gruppo ospedaliero Humanitas di Rozzano, gli architetti Marco Gaiazzi e Renato Restelli. Lo stesso gruppo Humanitas risulta indagato per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti.

Il 'Campus della Pieve'

Al centro delle indagini c’è, in particolare, la realizzazione del 'Campus della Pieve' a Pieve Emanuele, un polo sanitario e universitario dell’Humanitas. Secondo l’accusa, i due professionisti Gaiazzi e Restelli, che erano in rapporti stretti con Guadagnolo, avrebbero garantito sulla carta lavori di urbanizzazione per circa 3,2 milioni di euro effettuandone, in realtà, molti meno. In cambio, il dipendente comunale avrebbe ottenuto un incarico per il figlio della compagna alla Fondazione Humanitas, la promessa di altre assunzioni per suoi parenti e anche la possibilità di saltare le liste d'attesa in ospedale.
In un altro dei molti capi di imputazione dell'inchiesta, Guadagnolo è accusato sempre di corruzione per aver ottenuto un incarico a favore del cognato, la promessa di una casa e di 100mila euro come tangente per favorire con varianti e modifiche del piano di governo del territorio di Basiglio (una presunta turbativa d'asta), dove era all'epoca responsabile per l'edilizia in Comune, la società Green Oasis interessata ad ottenere un permesso a costruire.

Le intercettazioni

Nella conversazione ambientale intercettata del 21 marzo 2016, Guadagnolo e Riffaldi "discutono -annota il Gip Sara Cipolla nell'ordinanza di custodia cautelare -, tra l'altro, dell'impiego di materiali scadenti per l'effettuazione" dei lavori. "Tre centimetri di asfalto buoni e tre centimetri di asfalto scadenti eh", diceva Guadagnolo a Riffaldi. E ancora: "Metti meno catrame dentro e sono scadenti ... anche se sono tre centimetri o no?". L'altro replicava: "basta che non ne mettono dentro di più". Stando all'inchiesta del pm Luca Poniz, la conversazione si riferisce alla presunta truffa sulla realizzazione del 'Campus della Pieve'. In particolare, come annota il gip Sara Cipolla, Guadagnolo e Riffaldi avrebbero suggerito alla società "l'esecuzione di lavori con materiali e modalità inferiori a quelle stabilite" così da "consentire un risparmio illecito". 

Il sindaco di Basiglio: "Non sono coinvolti dipendenti del Comune"

"Non mi risulta che attuali dipendenti del Comune di Basiglio siano coinvolti nella vicenda", spiega il sindaco di Basiglio, Lidia Reale. "Naturalmente siamo a completa disposizione della magistratura e della Guardia di finanza e forniremo tutte le informazioni in possesso dell'ente relative alle azioni compiute dall'ing. Arturo Guadagnolo. La mia Amministrazione - evidenzia il sindaco - è improntata alla massima trasparenza e alla piena attuazione del principio di legalità, come dovere etico e morale. Nel fondamentale e indiscutibile rispetto delle leggi". Guadagnolo, si legge in una nota del Comune, aveva ricevuto l'incarico di responsabile del settore urbanistica ed edilizia privata nel marzo 2015, in convenzione con il Comune di Pieve Emanuele, del quale è dipendente. L'accordo prevedeva che il 25% del suo tempo fosse dedicato a Basiglio. Il tecnico avrebbe dovuto tutelare gli interessi dell'Amministrazione comunale che, prosegue la nota, aveva assunto delle decisioni radicalmente opposte a quelle prese dalla precedente Giunta, che aveva proposto e fatto approvare il PGT con migliaia di metri cubi di nuova edificazione.

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