Chef morto a New York, la madre: "Non ci credo, non sono cose vere"

Lombardia

In manette una prostituta con l'accusa di aver ceduto ad Andrea Zamperoni dosi mortali di fentanyl, un potente analgesico oppioide sintetico. Secondo quanto fa sapere un parente del 33enne, la salma dovrebbe rientrare in Italia giovedì 29 agosto

"Non ci credo. Non sono cose vere, quindi a me non interessano". Questo è quanto ripete Oriella Ave Dosi, la madre di Andrea Zamperoni, lo chef trovato morto a New York. La polizia ha arrestato la prostituta Angelina Barini con l'accusa di aver ceduto al 33enne dosi mortali di fentanyl, un potente analgesico oppioide sintetico. "In queste ore hanno detto che noi genitori eravamo andati a New York e invece siamo qui: non sono cose vere", ha proseguito la madre dalla sua casa di Casalpusterlengo, in provincia di Lodi. Nel frattempo la Procura di Lodi ha reso noto che l'indagine conoscitiva aperta sulla morte di Zamperoni non potrà avere sviluppi perché "non esistono le le condizioni minime per procedere".

L'amico di famiglia

La televisione è spenta a casa Zamperoni oggi come nei giorni scorsi, spiega un amico di famiglia che aggiunge: "Questo è proprio come ha indicato di fare ai genitori il figlio Stefano dall'America, cioè di lasciar stare quanto avrebbero detto i notiziari". Inoltre, secondo quanto fa sapere un parente del 33enne, la salma potrebbe rientrare in Italia giovedì 29 agosto. Il parroco della chiesa nella frazione di Zorlesco, don Nunzio Rosi, ha spiegato che giovedì alle 21 si terrà una veglia di preghiera. "Spero che in moltissimi arrivino a pregare per l'anima del nostro compianto parrocchiano. In questi giorni ho già visto molta gente in chiesa spontaneamente proprio a pregare per lui. Ne ha bisogno, visti anche gli ultimi sviluppi della vicenda".

L’amica della madre

"Quello che la gente dice e pensa qui in paese, anche dopo che si è saputo come è morto, è che Andrea sia una vittima. Ma, soprattutto, così come alla madre, anche a noi, tuttora, tutto questo sembra incredibile. La gente, qui, si rifiuta di credere sia accaduto". Marzia, amica di Oriella Ave Dosi, lo spiega ripetendo che era "un bravo ragazzo". E racconta che, quando Andrea e il fratello gemello Stefano a 19 anni avevano deciso di andarsene dall'Italia, la madre li aveva pregati di stare insieme, aveva detto loro: "se andate via dall'Italia mi dovete promettere che starete sempre insieme, lavorerete insieme e abiterete vicini. Così, in caso di bisogno, potrete proteggervi, aiutarvi. Questo - aggiunge Marzia - era un imperativo per la mamma. E certamente adesso lo starà pensando. Starà pensando che, forse, se i suoi figli fossero stati insieme, come lei gli aveva fatto promettere, allora magari Andrea ora sarebbe ancora vivo".

La procura di Lodi: "Non ci sono le condizioni per procedere"

Il procuratore della Repubblica di Lodi, Domenico Chiaro, ha reso noto che l'indagine conoscitiva aperta sulla morte di Zamperoni non potrà avere sviluppi. "Abbiamo verificato - ha affermato Chiari - che non esistono le condizioni minime richieste dalla normativa per la procedibilità, per procedere quindi anche in Italia. In ogni caso non abbiamo intenzione di chiudere questo modello 45 in modo che il nostro ufficiale di collegamento possa continuare a partecipare anche per i prossimi giorni alle riunioni informative che si terranno via via con la polizia di New York", ha concluso il procuratore.

Si cerca il protettore di Barini

Intanto, oltreoceano proseguono le indagini dopo l’arresto di Angelina Barini. Gli investigatori stanno cercando il suo protettore, che secondo la versione della donna le avrebbe impedito di chiamare la polizia dopo lo svenimento dello chef, ed altre persone che occasionalmente derubavano i clienti della prostituta dopo che erano stati drogati. Barini ha riferito che era stata discussa anche l'ipotesi di tagliare il cadavere, ritrovato avvolto in un lenzuolo dentro una pattumiera. Nella stanza sono stati ritrovati un liquido rosa, tubicini di vetro, bottiglie di candeggina, una sega elettrica e una valigia vuota.

La vicenda

Irrintracciabile nella notte tra il 17 e 18 agosto, Zamperoni era stato trovato morto giovedì 22 agosto, avvolto in una coperta in un ostello di New York, nel Queens sulla 77esima strada. Era originario di Zorlesco, una frazione di Casalpusterlengo, in provincia di Lodi. Lavorava nella sede del Grand Central Terminal di Cipriani da poco più di un anno, ma era nell'azienda da oltre un decennio. Per un lungo periodo aveva fatto lo chef in uno dei ristoranti Cipriani di Londra. Zamperoni era stato visto per l'ultima volta dai suoi compagni di appartamento alle due e mezza di mattino di domenica 18. I suoi amici hanno avvertito la polizia lunedì 19, quando non si è presentato al lavoro. Il suo fratello gemello Stefano, che lavora in un ristorante londinese del gruppo Cipriani, si era recato a New York per aiutare nelle ricerche.

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