Fondi Lega-Russia, l’avvocato Meranda non risponde ai pm

Lombardia
Foto di archivio (Fotogramma)

Meranda è rimasto per circa un’ora e mezza nella caserma della Guardia di Finanza di via Fabio Filzi, a Milano 

L'avvocato Gianluca Meranda, convocato oggi dai pm milanesi che si occupano della presunta trattativa per fare avere fondi russi alla Lega, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Meranda, indagato per corruzione internzionale, è rimasto per circa un'ora e mezza nella caserma della Guardia di Finanza di via Fabio Filzi, a Milano. 

Perquisita l’abitazione e un deposito di Meranda

Ieri, 17 luglio, le Fiamme Gialle hanno perquisito l’abitazione di Meranda e quella dell’ex banchiere Francesco Vannucci. Quest’ultimo ha rivelato di essere stato presente, insieme al legale, al colloquio nell'albergo moscovita tra i russi e Gianluca Savoini, il leghista presidente dell'associazione LombardiaRussia e indagato anch’egli per corruzione internazionale. Dal canto suo, l’avvocato ha precisato di aver avuto con Savoini "incontri precedenti" anche in Italia. "Durante il nostro incontro a Mosca, dove si è trattato di una normale operazione professionale - ha aggiunto - non era presente Matteo Salvini ed escluderei che lui sapesse qualcosa di questo incontro”.
Oltre alla sua abitazione, la guardia di finanza ha perquisito, su delega dei pm Sergio Spadaro e Gaetano Ruta e del procuratore aggiunto Fabio De Pasquale, anche un deposito dove Meranda aveva trasferito una serie di scatoloni dopo aver dovuto lasciare lo studio, dal quale è stato sfrattato perché da mesi non pagava l’affitto.  

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