San Donato Milanese, mise acido in bottiglia collega: assolta per "vizio di mente"

Lombardia
Foto di Archivio (ANSA)

La vicenda risale al 28 agosto 2018. Per la donna di 53 anni è stata disposta la misura di sicurezza per tre anni in una Rems, un ex ospedale psichiatrico giudiziario

La donna di 53 anni, ormai ex dipendente dell'Eni a San Donato Milanese, arrestata nell'agosto 2018 per aver messo dell'acido nella bottiglietta d'acqua di un collega (poi ricoverato in ospedale), è stata assolta per vizio totale di mente, ma è stata disposta per lei la misura di sicurezza per tre anni in una Rems, un ex ospedale psichiatrico giudiziario. Con la sentenza del Gup, Giusi Barbara, il tentato omicidio per la donna, accusata anche di stalking ai danni di una collega, è stato riqualificato in lesioni.

L'assoluzione per "vizio di mente"

L'episodio al centro dell'indagine era avvenuto lo scorso 28 agosto, quando un dipendente dell'Eni, tornando dalla mensa dopo la pausa pranzo, aveva bevuto da una bottiglietta che aveva lasciato aperta sulla scrivania. L'uomo, 41 anni, aveva avvertito subito un bruciore fortissimo in bocca ed era stato portato in ospedale con una prognosi di tre giorni.

L'accusa di stalking

La donna era anche accusata di stalking nei confronti del collega perché lo avrebbe molestato con telefonate continue. Stalking che avrebbe compiuto anche ai danni di una collega sempre con telefonate, scritti anonimi e danneggiandole, tra l'altro, la porta di casa e la macchina con uno spray. In più, avrebbe imbrattato anche i bagni dell'ufficio a San Donato in cui lavorava. Oggi la sentenza di assoluzione per vizio totale di mente con misura di sicurezza.

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