Tangenti in Lombardia, il Riesame: “Tatarella resti in carcere”

Lombardia

I giudici del tribunale di Milano hanno respinto la richiesta di revoca della misura cautelare avanzata dall’ex consigliere comunale milanese, coinvolto nella maxi inchiesta della Dda 

Deve rimanere in carcere l’ex consigliere comunale milanese Pietro Tatarella, candidato non eletto alle europee ed ex vicecoordinatore lombardo di Forza Italia. Lo ha deciso il tribunale del Riesame di Milano, che ha respinto la richiesta di revoca della misura cautelare avanzata da Tatarella, coinvolto nella maxi inchiesta della Dda milanese. Respinte anche le richieste di revoca di altri due indagati.

Le accuse

In particolare, il Riesame, col dispositivo della decisione (le motivazioni tra 45 giorni), ha confermato l'impianto accusatorio dei pm Silvia Bonardi, Luigi Furno e Adriano Scudieri, coordinati dall'aggiunto Alessandra Dolci, per il politico di Forza Italia, accusato di associazione per delinquere, corruzione e finanziamento illecito nella maxi indagine con al centro un sistema di mazzette, appalti e nomine pilotate e finanziamenti illeciti guidato, secondo le indagini, dal presunto 'burattinaio' Nino Caianiello. Un'inchiesta che vede oltre 100 indagati, tra cui anche Lara Comi, accusata di finanziamento illecito e corruzione. Tatarella, secondo l'accusa, sarebbe stato a libro paga dell'imprenditore Daniele D'Alfonso (per lui anche l'aggravante mafiosa), che gli avrebbe versato cinque mila euro al mese, gli avrebbe concesso l'uso di carta di credito e macchine, oltre a pagargli anche viaggi e vacanze.

Respinte altre due revoche di misure cautelari

Implicitamente, con queste prime tre decisioni da poco depositate, da quanto è stato spiegato, il Riesame ha anche confermato la competenza territoriale della Dda milanese a indagare, anche perché per le posizioni di Marcello Pedroni (ai domiciliari), ex manager di una società pubblica, e di Gian Maria Radaeli, accusato di false fatture, venivano contestati fatti commessi in gran parte nell'area di Varese. I giudici hanno respinto anche le loro richieste di revoca delle misure cautelari, senza trasmettere per competenza gli atti ai magistrati varesini e, dunque, confermando la competenza milanese. Formalmente le questioni di competenza territoriale sono state sollevate, comunque, dalle difese di altri indagati nei giorni scorsi e su queste posizioni il Riesame deve ancora esprimersi. Intanto, sono state fissate altre udienze al Riesame per domani (Caianiello, Antonio Capristo e Massimo Viganò) e per venerdì (per il consigliere lombardo Fabio Altitonante ai domiciliari, per Mauro Tolbar e per altre due posizioni).

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