Milano, evasione fiscale: 92enne patteggia e fa rientrare 15 milioni dalla Svizzera

Lombardia
Foto di archivio (Agenzia Fotogramma)

È una cifra record per una persona fisica. Secondo i giudici aveva nascosto i soldi con un sistema di trust. La donna ha pagato il debito tributario e patteggiato 8 mesi

Ha patteggiato otto mesi per evasione, pagato il debito tributario e fatto rientrare dalla Svizzera 15 milioni di euro, cifra record per una persona fisica. La sentenza, emessa dal Gip Guido Salvini a seguito dell'inchiesta del Pm Paolo Storari, riguarda una 92enne milanese, ritenuta 'latitante fiscale' per almeno 5 anni per aver simulato di essere residente in Svizzera e nel Regno Unito, nonostante vivesse nel capoluogo lombardo. Negli anni '80 e '90 era stata la titolare dei negozi di lusso 'Gavazzi', in particolare di cravatte.

Il sistema di trust

Secondo gli inquirenti, i soldi erano stati nascosti al fisco con un sistema di trust. Il patrimonio finanziario della 92enne, anche grazie all'aiuto di un commercialista che, difeso dal legale Davide Steccanella, ha patteggiato una pena pecuniaria di 45mila euro, è stato "abilmente schermato dietro la continua predisposizione di trust residenti in Paesi esteri", scrive il Gip nella sentenza. Il professionista, stando alle indagini, avrebbe stilato per la donna anche "un vero e proprio 'vademecum' consigliandole le migliori strategie" per nascondere i soldi al fisco.

Le indagini

La 92enne, difesa dai legali Rosario e Gabriele Minniti, nel '94, secondo le indagini, ha ottenuto l'iscrizione all'anagrafe dei residenti all'estero, facendo finta di abitare prima in Svizzera e poi nel Regno Unito, mentre in realtà, almeno dal 2014, ha vissuto a Milano. Il capoluogo lombardo, sostiene il Gip, "è la città" dove la donna "vive abitualmente" in un appartamento "di famiglia ristrutturato secondo i propri desiderata che, come evidenziato dai dati delle utenze elettriche e del gas sopra riportate, la stessa risulta stabilmente occupare almeno dal gennaio 2011". Nell'inchiesta è emerso anche che l'anziana frequentava regolarmente una "palestra" a Milano. Inoltre, i "dati dello 'spesometro'" hanno evidenziato che la città lombarda è "il centro dei suoi affari e interessi personali", anche "alla luce dell'elevata età anagrafica" con "il costante ricorso a cure mediche e fisioterapiche" nel capoluogo lombardo.

Viveva a Milano, ma andava a prelevare in Svizzera

"Anche il ripetuto recarsi in Svizzera - si legge nella sentenza -, per poche ore, per effettuare dei prelievi sotto la soglia consentita dalle leggi doganali in materia, è sintomatico della necessità di doversi approvvigionare del denaro contante necessario alle spese quotidiane che la stessa sostiene in Italia".

Riconosciute le attenuanti

All'anziana sono state riconosciute sia le attenuanti generiche che quella per aver estinto i debiti tributari. La donna ha collaborato con i magistrati e "ha provveduto a eseguire il versamento della ingente somma" di oltre 14,5 milioni all'Agenzia delle Entrate "il 14 gennaio 2019". Ha versato poi un altro milione per le imposte del 2017 e oltre 3,6 milioni al figlio (da un suo esposto si è arrivati ad un sequestro di 40 milioni a carico della madre). In più, ricorda il Gip, l'anziana "devolve importi rilevanti in favore di istituzioni sanitarie" e "istituendo il Trust ('The Charlie Trust'), ha disposto che il suo ingente patrimonio sia devoluto in favore di enti di assistenza pubblica e privata".

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