Milano, passo indietro sulla cittadinanza onoraria a Juan Guaidò

Lombardia

Dopo le polemiche scoppiate in aula tra i consiglieri a favore e contro la mozione, il documento è stato rivisto tramite un emendamento che ha eliminato la proposta di conferimento della cittadinanza onoraria

Passo indietro del Consiglio comunale di Milano sulla cittadinanza onoraria a Juan Guaidò, autoproclamatosi presidente del Venezuela in opposizione a Maduro. Dopo le polemiche scoppiate in aula tra i consiglieri a favore e contro la mozione, presentata dal consigliere Enrico Marcora della lista civica del sindaco Giuseppe Sala, il documento è stato rivisto tramite un emendamento che ha eliminato la proposta di conferimento della cittadinanza onoraria.

Mozione approvata

L'aula ha approvato la mozione che impegna il Consiglio comunale e il sindaco ad "attivarsi per creare un corridoio umanitario a Milano per accogliere e assistere i cittadini venezuelani, per creare un punto di raccolta di medicinali provvedendo per l'invio in Venezuela, e a riconoscere il processo avviato da Guaidò come democratico, elettivo ed auspicabile per il Venezuela". La sinistra di Milano Progressista è uscita dall'aula al momento del voto, così come Basilio Rizzo di Milano in Comune, mentre il Movimento 5 stelle non ha partecipato al voto.

I commenti

"Si tratta di una mozione molto breve, succinta, ideologica fatta di slogan, che poco o niente articola rispetto alla crisi che vive da anni un Paese molto lontano", ha commentato la capogruppo di Milano Progressista, Anita Pirovano. La Lega ha invece polemizzato con il sindaco Sala: "Avremmo votato anche per la cittadinanza onoraria. Il sindaco chieda scusa ai cittadini e ai nuovi milanesi venezuelani, perché, sempre pronto a indire marce per la pace, la bontà e l'amore, si dissocia dal forte sostegno di Milano all'unica figura istituzionale riconosciuta nella tragedia che il Venezuela sta vivendo nel sangue", ha detto il capogruppo Alessandro Morelli. "Pisapia sul tema della cittadinanza onoraria al Dalai Lama fu più coraggioso, ci mise la faccia e venne in aula - ha commentato Matteo Forte di Milano Popolare -. Sala oggi, a mezzo stampa, scarica i consiglieri eletti con la lista che porta il suo stesso nome e come un Di Battista qualunque non prende parte per il processo di democratizzazione del Venezuela". Per il capogruppo del Pd, Filippo Barberis, invece "il cuore della mozione approvata in aula è il sostegno umanitario al popolo venezuelano e il riconoscimento della figura di Guaidò come presidente legittimato ad accompagnare il Paese alle elezioni".

Le dichiarazioni del sindaco Giuseppe Sala

Qualche ora prima, il sindaco Giuseppe Sala aveva commentato la mozione presentata dal consigliere della sua lista Enrico Marcora: "Mi dissocio dalla cosa. Ho molti amici che vivono in Venezuela, conosco il Paese, credo che sia veramente esecrabile quello che Maduro ha fatto . Ma da qui a dare la cittadinanza a Guaidò e capire quanto sia una vera alternativa, ce ne passa".

"Mi dissocio dalla cosa". Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, 

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