Procura di Milano: “Corona ha violato programma, rientri in carcere”

Lombardia
Foto di archivio (Agenzia Fotogramma)

Deve tornare in carcere perché anche di recente avrebbe commesso una serie di reati e violazioni del programma terapeutico 

La Procura generale di Milano, tramite l'avvocato generale Nunzia Gatto, ha presentato una richiesta alla Sorveglianza di revoca dell'affidamento terapeutico per Fabrizio Corona. Secondo la Procura Corona deve tornare in carcere perché, anche di recente, avrebbe commesso in più occasioni reati e violazioni del programma terapeutico. Tra gli episodi contestati anche quello legato al ‘boschetto della droga’ di Rogoredo: il 10 dicembre Corona aveva finto di comprare la droga, nonostante abbia il divieto di frequentare tossicodipendenti.

Chiesta la revoca dell'affidamento terapeutico

Il 28 gennaio davanti ai giudici della Sorveglianza, il cui presidente è La Rocca e il relatore Calzolari, è stata discussa un'altra richiesta dell'Avvocato generale Nunzia Gatto. È stato chiesto di sospendere l'esecutività dell'ordinanza con cui i giudici, lo scorso 30 novembre, hanno confermato l'affidamento terapeutico concesso a Corona, difeso dal legale Antonella Calcaterra, malgrado una precedente richiesta di revoca della misura alternativa al carcere sempre della Procura generale. La Procura generale ha fatto ricorso in Cassazione contro quella decisione e nel frattempo ha chiesto di sospendere l'esecutività del provvedimento. Se il Tribunale dovesse accogliere la richiesta Corona resterebbe comunque in affidamento, anche se provvisorio. Diversa, invece, la nuova richiesta di revoca dell'affidamento che, se accolta riporterebbe l'ex agente fotografico in carcere. In entrambi i casi le date delle udienze sono ancora da fissare.

Contestati reati e violazioni

Nell'ultima richiesta l'avvocato generale Gatto ha messo individuato alcuni reati e violazioni accaduti dopo quelli già discussi nell'udienza che ha portato alla conferma dell'affidamento. Tra questi l'episodio del 'boschetto della droga' di dicembre, quando Corona ha affermato di essere stato aggredito mentre stava realizzando un servizio per una trasmissione televisiva. Secondo la Procura generale, Corona, avendo il divieto di frequentare tossicodipendenti, non poteva fingere di comprare droga, atto considerato una sorta di 'istigazione a delinquere'. Una relazione dei carabinieri sui fatti di Rogoredo è stata trasmessa in Procura e ai giudici della Sorveglianza. Tra i vari punti messi in rilievo dalla Procura nella richiesta di sospensiva ci sono le numerose violazioni dell'affidamento terapeutico, ma anche delle misure di prevenzione per 35mila euro incassati ma non dichiarati per un'ospitata, oltre alle presunte diffamazioni di un magistrato e di Ilary Blasi (non è stato però querelato). Inoltre secondo la Procura generale non avrebbe mai risarcito le parti offese dei reati commessi di estorsione e bancarotta.

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