Escursionista morto in Valmalenco: forse si è trattato di un incidente

Lombardia
Foto di archivio (ANSA)

Dopo il sopralluogo nei boschi della Valmalenco, disposto dalla procura, non sono emersi elementi che smentiscano l'ipotesi dell'incidente in montagna avanzata dopo l'esito dell'autopsia 

L'ipotesi dell'incidente è quella al momento più accreditata per la morte di Mattia Mingarelli, 30enne di Albavilla in provincia di Como, scomparso il 7 dicembre e trovato senza vita la vigilia di Natale, a non molta distanza da un pilone della seggiovia della ski-area del Palù.

Il sopralluogo

Dopo il sopralluogo nei boschi della Valmalenco dei periti, disposto dalla Procura diretta da Claudio Gittardi, non sono emersi elementi che smentiscano l'ipotesi iniziale dell'incidente in montagna, quella più accreditata e avanzata alla luce dell'esito dell'autopsia eseguita nei giorni scorsi. I tecnici, accompagnati dai carabinieri del Comando provinciale di Sondrio guidato dal colonnello Emanuele De Ciuceis, hanno effettuato il sopralluogo sul luogo del ritrovamento del corpo e ricostruito l'ipotetico percorso fatto da Mattia una volta uscito dal rifugio alpino Barchi, al momento ancora sotto sequestro. L'intervento dei periti Paolo Tricomi e Alessio Battistini, su incarico dei magistrati, e Umberto Genovese, per la famiglia del 30enne comasco, è iniziato alle 11 e si è concluso nel pomeriggio di venerdì 4 gennaio, e sono stati svolti rilievi fotografici e video, l'indagine però, non è conclusa.

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