Assolto per i presunti abusi su Sara Tommasi, la procura fa ricorso

Lombardia
Foto di archivio (Fotogramma)

Fabrizio Chinaglia è stato prosciolto da tutti i capi di imputazione, con formula piena, dal Tribunale milanese, ma ora la procura ha impugnato la sentenza in appello 

La Procura di Milano ha presentato ricorso alla Corte d'Appello contro l'assoluzione dell'agente dello spettacolo Fabrizio Chinaglia che era stato accusato di aver approfittato delle condizioni di "inferiorità psichica" della showgirl Sara Tommasi, causate da un disturbo della personalità e da psicosi dovute alla cocaina, per indurla ad avere rapporti sessuali anche con minacce e percosse. Chinaglia è stato prosciolto da tutti i capi di imputazione, con formula piena "perché il fatto non sussiste" dal Tribunale milanese. La sentenza di assoluzione è stata emessa dalla quinta sezione penale lo scorso luglio, dopo che la procura aveva chiesto per l'imputato, difeso dal legale Giuliana Casti, una condanna a 8 anni di carcere per una serie di reati, tra cui violenza sessuale, cessione di droga ed estorsione. Accuse contestate nell'inchiesta nata da una denuncia della stessa Tommasi, assistita come parte civile dal legale Marco De Giorgio. Per i giudici di primo grado, però, anche se l'uomo potrebbe aver abusato "delle condizioni di scarsa lucidità mentale" della showgirl, le cui "condizioni psico-fisiche" erano nel 2013 "palesemente alterate" anche dall'uso di cocaina, il quadro probatorio è risultato "fragile e indimostrato" perché le dichiarazioni della donna, ha scritto il Tribunale, sono "prive di precisione e costanza" e a tratti inverosimili. Ora la procura ha impugnato la sentenza in appello. 

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