Milano, incendio in via Cogne: chiesta l'archiviazione per 11 persone

Lombardia
Foto di archivio (Fotogramma)

Dalle indagini è emerso che lo stabile e l'impianto elettrico erano a norma, l'ipotesi è che l'incendio sia stato causato da un corto circuito nell'appartamento al piano inferiore 

Il Pubblico Ministero, Ilaria Perinu, ha chiesto l'archiviazione dell'inchiesta per omicidio colposo e incendio colposo a carico di 11 persone, tra cui alcuni tecnici del Comune di Milano, per la morte del 13enne Haitam Errafi per. Il ragazzino era morto a seguito del rogo divampato il 14 febbraio in una palazzina in via Cogne. Dalle indagini è emerso che lo stabile e l'impianto elettrico erano a norma. L'ipotesi è che l'incendio sia stato causato da un corto circuito nell'appartamento al piano inferiore rispetto a quello in cui viveva il ragazzo. 

La richiesta di archiviazione

Tra gli undici indagati nell'inchiesta per la morte per intossicazione del piccolo Haitam Errafi, figurano una coppia di ecuadoriani, intestatari del contratto di affitto dell'appartamento al piano inferiore rispetto a quello in cui viveva il ragazzo, e alcuni dipendenti di Palazzo Marino e della sua controllata Metropolitana Milanese, gestore della palazzina popolare. Oggi la richiesta di archiviazione, vistata dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, è stata inoltrata al Gip di Milano, che dovrà ora decidere se disporre l'archiviazione dell'indagine o se ordinare nuovi accertamenti o l'imputazione coatta.

Le indagini

Dalle indagini effettuate in questi mesi dalla procura è emerso che lo stabile era a norma dal punto di vista strutturale e che l'impianto elettrico era in regola. Gli inquirenti e gli investigatori hanno ipotizzato che la causa del rogo sia stata un corto circuito avvenuto nell'appartamento al decimo piano del palazzo e che le fiamme si siano propagate fino alla casa del ragazzo che viveva solo con la madre, in quel momento fuori per lavoro.

La ricostruzione

Il ragazzino, nato in Italia da genitori marocchini, è stato ritrovato dai soccorritori rannicchiato nella vasca da bagno, dove si era buttato ancora vestito per salvarsi dalle fiamme. Il 13enne era a casa perché era in attesa di iniziare a frequentare un nuovo istituto scolastico per via di un disturbo emotivo di cui soffriva. "Vedo solo fumo", aveva detto il 13enne nell'ultima telefonata alla madre che era al lavoro, quando è divampato l'incendio. E ancora: "Aiuto, ho paura...". Queste le sue ultime parole. Quando i soccorritori lo hanno raggiunto, il cuore del 13enne non batteva più. Rianimato, è stato trasportato in condizioni disperate all'ospedale Sacco, dove la mattina successiva è morto.

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