In due picchiarono dipendenti Atm a Milano, condanne fino a tre anni

Lombardia
Foto di Archivio
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Si tratta di due ragazzi: Leon Wisem Mohamed Touil, 25 anni, e Lorenzo Pierre Lablache, 22 anni. Sono stati condannati per lesioni gravi, interruzione di pubblico servizio e violenza a incaricati di pubblico servizio

Sono stati condannati a tre anni e quattro mesi e a due anni e otto mesi di reclusione due giovani che lo scorso 13 maggio, a Milano, avevano aggredito a calci e pugni due dipendenti Atm che erano intervenuti quando un loro collega, autista di un bus, si era dovuto fermare a causa di atti vandalici compiuti dai due e da un loro amico minorenne. Lo ha deciso, al termine del processo con rito abbreviato, il Gup Sofia Fioretta, a seguito delle indagini della polizia, coordinate dal PM Stefano Ammendola, che lo scorso luglio avevano portato all'arresto dei due ventenni. In particolare, il giudice ha condannato Leon Wisem Mohamed Touil, 25 anni, a tre anni e quattro mesi e Lorenzo Pierre Lablache, 22 anni, a due anni e otto mesi per lesioni gravi, interruzione di pubblico servizio e violenza a incaricati di pubblico servizio. I due, cugini italiani di origine marocchina, erano stati arrestati perché i loro volti erano stati ripresi nelle immagini delle telecamere di piazzale Cadorna.

I fatti del 13 maggio

I due quella notte, ubriachi e assieme a un 17enne (indagato in un procedimento davanti al Tribunale per i minorenni), erano prima saliti sul bus a Porta Genova, ma erano dovuti scendere perché non c'era posto e a quel punto avevano cercato di scagliarsi contro l'autista che era, però, rimasto al sicuro all'interno della cabina di guida. Così si erano lasciati andare a una serie di atti vandalici. Avevano preso, poi, la corsa successiva e avevano raggiunto il bus in piazzale Cadorna, dove l'autista era sceso per valutare i danni al mezzo. Gli altri due dipendenti Atm, nel frattempo, erano arrivati per difendere il collega e hanno avuto la peggio: uno aveva riportato fratture al volto e al naso e l'altro una distorsione al ginocchio. In aula i due giovani hanno chiesto scusa e si sono detti pronti a risarcire le vittime del pestaggio anche se al momento, hanno spiegato, non hanno disponibilità economiche.

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