Fisco, si finge collezionista d’arte per emersione capitali

Lombardia
Foto di Archivio (ANSA)
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Un imprenditore bergamasco è stato arrestato dalla Guardia di Finanza, che ha sequestrato quasi 300 opere d’arte per un valore complessivo stimato in oltre 25 milioni di euro 

Un imprenditore bergamasco si era finto un collezionista privato per pagare meno la voluntary disclosure, l’emersione di capitali all’estero, e aveva fornito i soldi, 11 milioni di euro, a una prestanome per cedere una parte delle sue opere d’arte. Per questo motivo l’uomo è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Bergamo che ha sequestrato quasi 300 importanti opere d’arte e disponibilità finanziarie per un valore complessivo stimato in oltre 25 milioni di euro.

Le indagini

“I sospetti sono nati quando, dopo pochi giorni dall’avvio di una verifica fiscale, nell’ottobre 2015, l’uomo ha deciso di ricorrere alla voluntary, per regolarizzare un ingente patrimonio in opere d’arte. Secondo le accuse si sarebbe definito collezionista per versare al fisco un importo ridotto, nascondendo la sua reale posizione di imprenditore nel settore delle opere d’arte e deve rispondere del reato di autoriciclaggio, per aver ceduto ad una sua cliente, la cui posizione è attualmente al vaglio, parte delle opere, per un valore complessivo di oltre 11 milioni di euro, mettendole a disposizione i soldi per l’acquisto”.

Le opere sequestrate

Tra i beni sequestrati e rimpatriati 77 pezzi tra i quali dipinti di noti artisti come Hayez, Brueghel, Vanvitelli, Manzoni, Fontana e Boldini. I finanzieri hanno anche bloccato, proprio per l’ipotesi di autoriciclaggio, i conti correnti dell’imprenditore e cautelato ulteriori 200 tra quadri e sculture di autori del calibro Canaletto, Modigliani, Burri, Arcimboldi, Cerruti, Pomodoro, Baschenis. C'è anche un famoso "Bacio" di Hayez tra le opere sequestrate. Esistono 4 versioni documentate del celebre "Bacio" di Francesco Hayez (1791-1882), icona del Risorgimento italiano e uno dei più conosciuti dipinti tra il grande pubblico: un quadro alla Pinacoteca di Brera, la versione più famosa, del 1859, a Milano; un altro battuto all'asta da Christie's nel 2016 per 1 milione e 800 mila euro; una versione che si trova in una collezione privata, appunto, quella sequestrata, e una quarta versione che mostra un drappo bianco sui gradini, ai piedi della coppia. Il quadro sequestrato la settimana scorsa è la versione "1861", che misura 122 per 94 centimetri.

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