World Pasta Day 2026, si celebra uno dei cibi più amati nel mondo. Numeri e curiosità
Non si arresta la passione globale della pasta: la produzione mondiale ha superato i 17 milioni di tonnellate, con l'Italia che mantiene la leadership con quasi 4,2 milioni di tonnellate prodotte nel 2025 (+0,8%). Un primato di cui gli italiani sono consapevoli, visto che per quasi 9 su 10 senza pasta mancherebbero cultura e identità gastronomica
PASSIONE PASTA: SUPERATI I 17 MILIONI DI TONNELLATE
- Oggi 25 ottobre si celebra il World Pasta Day, e di motivi per festeggiare uno degli alimenti più amati e celebri al mondo ce ne sono diversi. Non si arresta infatti la passione globale della pasta nonostante lo scenario di incertezza: la produzione mondiale ha raggiunto i 17,3 milioni di tonnellate, con l'Italia che mantiene la leadership con 4,2 milioni di tonnellate prodotte nel 2025. Un primato di cui gli italiani sono consapevoli, visto che per l'85,2% la pasta è simbolo del Made in Italy nel mondo.
LA PASTA COME PIACERE ED EMOZIONE
- Sono alcuni dati resi noti in occasione del World Pasta Day 2026, l'evento voluto da Unione Italiana Food insieme all'International Pasta Organisation (Ipo) che ogni anno il 25 ottobre celebra il piatto simbolo della condivisione e della convivialità. Per quasi 9 italiani su 10 senza pasta mancherebbero cultura e identità gastronomica e oltre 3 su 4 la associano a piacere ed emozione (76,2%). Per il 43,4% è anche una soluzione al carovita, grazie al suo prezzo accessibile.
ITALIA IN VETTA PER L'EXPORT DELLA PASTA
- L'Italia è al vertice canche come Paese esportatore, con 2.456.940 tonnellate esportate, sempre nel 2025. L'export inoltre ha registrato un +2,7% nel primo semestre del 2026 rispetto all'analogo periodo del 2025. Complessivamente l'Italia rappresenta il 48,3% del commercio mondiale di pasta, con 4 miliardi di euro di esportazioni, pari al 5,4% dell'intero export agroalimentare italiano.
ITALIANI GRANDI CONSUMATORI DI PASTA
- Gli italiani sono anche i più grandi consumatori di pasta con 23,1 kg annui pro-capite davanti a Tunisia (18,8 kg), Ungheria (17,1), Germania (16,8) e Turchia e Austria (12,5).
IL VALORE DELLA FILIERA
- E la filiera estesa della pasta, secondo uno studio di The European House - Ambrosetti-Teha Group per Unione Italiana Food, mette a segno un fatturato nel 2025 di 13,5 miliardi di euro e un valore aggiunto per il Paese di 3 miliardi di euro.
"BENZINA BUONA" PER L'ORGANISMO
- Amata ma spesso demonizzata, la pasta è fonte di energia, "benzina 'buona' per il nostro organismo". Ma anche cibo che "rasserena e libera endorfine, gli ormoni della felicità", perfetto quindi "per la cena", ha spiegato il nutrizionista e fitoterapeuta Ciro Vestita, interpellato dall'Adnkronos Salute.
MEGLIO SE CON LE VERDURE
- La "sera un piatto di pasta tranquillizza e concilia il sonno". Per esempio: una pietanza tradizionale e saporita come "le orecchiette con le cime di rapa sono un perfetto nutriceutico, ovvero un alimento che nutre e cura. Aumentando le dosi di verdura (che sono brassicacee, note per le virtù benefiche), inoltre, si può ridurre la quantità di pasta saziandosi comunque, e il piatto diventa così ancora più leggero", è il consiglio del nutrizionista.
L'IMPORTANZA DEI CARBOIDRATI
- Nonostante i "troppi tentativi di demonizzarli", i carboidrati "sono importantissimi - precisa Vestita - Il nostro organismo, infatti, va avanti con una benzina chiamata glucosio. E la principale stazione di rifornimento è proprio il carboidrato. Non possiamo rinunciarci, vanno mangiati perché ci danno energia, salute e anche serenità". Il fatto che la pasta metta a rischio la linea è un pregiudizio radicato, ma da sfatare. "Non è la pasta che fa ingrassare, sono i condimenti che incidono", chiarisce l'esperto.
LA PASTA COME IDENTITÀ
- "Per gli italiani la pasta - afferma Margherita Mastromauro, presidente dei Pastai Italiani di Unione Italiana Food - è una questione di appartenenza e di identità nazionale. E le ricerche presentate confermano la sua natura di preziosa alleata delle famiglie italiane, alle prese con l'aumento dei costi della vita".
SERVONO RICERCA E TECNOLOGIE
- "La leadership italiana della pasta - spiega Paolo Barilla, presidente di Unione Italiana Food - va ben oltre i risultati commerciali, ma il contesto globale sta cambiando rapidamente e impone alle imprese di continuare a innovare e adattarsi a scenari sempre più complessi. La sfida è quindi preservare ciò che rende unica la pasta italiana, investendo al tempo stesso in ricerca, sostenibilità, tecnologie e nuove competenze".