"Resistere per l’arte", il podcast della Fondazione CDSE sulle opere salvate dalla guerra
LifestyleIl progetto uscirà il 2 giugno, in concomitanza con l'anniversario della nascita della Repubblica, per celebrare la memoria di uomini e donne che hanno lottato per salvare il patrimonio artistico del nostro Paese. In cinque puntate si renderà omaggio ad altrettante opere d'arte protette dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale
“Resistere per l’arte – Il podcast” è il progetto della Fondazione CDSE (Centro di Documentazione storica etnografica Valdibisenzio, Prato) in uscita il 2 giugno per festeggiare, insieme alla nascita della Repubblica, come arte e resistenza siano profondamente intrecciate e legate al concetto di costruzione di una nuova Italia attraverso l’impegno etico di persone resistenti. Uomini e donne che sotto i bombardamenti e il nazifascismo hanno lottato per salvare il nostro patrimonio artistico e la nostra più profonda identità.
L'assessora Nardini: "Il progetto illumina le vicende di una Resistenza meno nota"
Il podcast si struttura in cinque episodi per altrettante storie di opere d’arte salvate durante la guerra: La primavera del Botticelli, le opere aretine di Piero della Francesca, il Camposanto di Pisa, il Fauno di Michelangelo perduto e il Ponte Santa Trinità. "L’iniziativa - ha dichiarato l’assessora all'istruzione e alla cultura della Memoria Alessandra Nardini – dà un contributo importantissimo affinché la Memoria della lotta di Liberazione dal nazifascismo, della conquista della democrazia, sia e resti viva e ci aiuti anche a comprendere quanto preziosa sia l'arte, da difendere, valorizzare, riscoprire. Un pò come la nostra Costituzione, ancora in larga parte da attuare, che resta un faro in tempi bui come questi, a partire dall'articolo 11”. “Questo progetto – ha continuato Nardini - illumina le vicende di una Resistenza meno nota, ci restituisce la forza di donne e uomini, resistenti silenziose e silenziosi, ci ricorda una verità universale: quando scoppia una guerra, porta con sé solo morte e distruzione e anche l'arte è a rischio, e con essa l'espressione più alta dell'ingegno e dei talenti umani”.
Vedi anche
I valori della Resistenza e gli anni di Mattarella al Colle
Il progetto è finanziato dalla Regione Toscana per valorizzare il "patrimonio dell'antifascismo"
La ricerca storica del progetto è curata dalla direttrice della Fondazione CDSE Alessia Cecconi che, grazie a una lunga indagine in decine di archivi italiani, ha portato alla luce una documentazione inedita sui monument man e woman toscani. Un patrimonio di storie, diari, lettere che diventa oggi un progetto di alta divulgazione. "Storie avvincenti di resistenza e coraggio che fanno da filo conduttore a un complesso quadro di personaggi e temi collaterali, come le strategie per proteggere il patrimonio, i bombardamenti e i monuments men americani, il rapporto con il Kunstschutz (un reparto della Wehrmach) e il desiderio di una nuova Italia democratica” ha affermato Cecconi. Il podcast è finanziato dalla Regione Toscana con lo scopo di valorizzare il "patrimonio storico, politico e culturale dell'antifascismo e della Resistenza". E struttura le puntate come un racconto storico con l’intervento di esperti e testimoni e letture teatrali tratte dalle memorie dei protagonisti. La voce narrante sarà Alessia Cecconi insieme alla storica e collega della Fondazione CDSE Luisa Ciardi. Mentre la voce delle memorie dei protagonisti è affidata all’attore Mario Spallino. Il regista del podcast è il giornalista e podcaster Lorenzo Tempestini.
Leggi anche
Perché rileggere le scrittrici antifasciste che raccontarono la guerra
Cinque episodi su altrettante opere d'arte salvate durante la guerra
Il primo episodio, dal titolo “La mia patria è la Primavera”, è incentrato sul salvataggio del capolavoro di Botticelli e la storia di Giusta Nicco e il marito Cesare Fasola, partigiani e intellettuali, con gli interventi di Matteo Mazzoni, direttore dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e di Valdo Spini, presidente Fondazione Fratelli Rosselli di Firenze. Il secondo racconta “La guerra di Piero”, ovvero le vicende delle opere di Piero della Francesca nell'aretino con la partecipazione, fra gli altri, di Giovanna Procacci, già docente universitaria e figlia del “monument man” antifascista Ugo Procacci. Prosegue poi con “Araba Fenice. Gli affreschi risorti”, sul Tabernacolo di Filippino Lippi a Prato e il Camposanto di Pisa con la storia del restauratore Leonetto Tintori e della moglie e collega Elena Berruti, con l’intervento anche di Sergio La Porta, responsabile del Museo Casa Tintori. Mentre le ultime due puntate sono dedicate al Fauno di Michelangelo, sequestrato dai tedeschi in ritirata nel castello di Poppi, in provincia di Arezzo, e mai più ritrovato, e alla distruzione di Ponte Santa Trinita a Firenze, con la conseguente ricostruzione del ponte ma anche della democrazia. Gli ultimi episodi vedono gli interventi anche del personale del Museo Casa Siviero, il già conservatore Attilio Tori e il conservatore attuale Gabriele Mazzi, e della Fondazione Memofonte di Firenze fondata da Paola Barocchi con la sua presidente Donata Levi.