Comprare casa, la Gen Z acquista con gli amici per aggirare la crisi: cos'è il co-buying

Lifestyle

La Generazione Z dei nati tra il 1997 e il 2012 cerca di aggirare la crisi immobiliare acquistando la propria abitazione insieme ad amici e parenti. Secondo una ricerca del 2025, un terzo di loro è disposto a mettere in comune i propri fondi con amici per acquistare un immobile, a differenza del 18% dei Millennials 

ascolta articolo

Se Carrie Bradshaw avesse vent’anni nel 2026 non potrebbe permettersi di vivere nell’iconico appartamento dell’Upper East Side e così, molto probabilmente, vivrebbe insieme alle sue tre amiche, Samantha, Charlotte e Miranda, in una casa comprata assieme. Il co-buying è il nuovo fenomeno immobiliare spinto dai giovani della Generazione Z, che, secondo i dati, preferiscono unire le forze economiche con amici per acquistare un’abitazione che accendere un proprio mutuo da soli. Secondo una ricerca del 2025, riportata dal New York Times, un terzo dei giovani nati tra il 1997 e il 2012 è disposto a mettere in comune i propri fondi con amici per acquistare un immobile, a differenza del 18% dei Millennials che dichiara di essere aperto a questa strategia.

Il co-buying

Non più simbolo di indipendenza o di rifugio d’amore, la casa ha perso la sua simbolicità da quando il mercato immobiliare è diventato quasi inaccessibile alla maggior parte dei giovani: mentre i costi al metro quadro aumentano (secondo i dati Eurostat, nel quarto trimestre del 2025 i prezzi delle case sono saliti del 5,5% su base annua e gli affitti del 3,2%), gli stipendi rimangono precari.

I co-acquirenti sono in genere amici, familiari o partner sentimentali; per gli acquirenti della Generazione Z si tratta spesso di una questione di famiglia. Secondo un rapporto della Bank of America pubblicato a giugno scorso, circa un quarto dei proprietari di case della Generazione Z ha acquistato la propria abitazione con i genitori, mentre il 22% l'ha acquistata con i fratelli. Un aumento rispetto al 12% del 2024 e al 4% del 2023.

Le criticità e i rischi del co-buying

Secondo quanto riportato dal 94% degli intervistati, chi ha adottato la strategia della “coabitazione” ha dichiarato di aver avuto bisogno di assistenza per la stesura degli accordi di comproprietà. Infatti, per quanto attiri tanti giovani, la soluzione può essere complessa. Una delle prime valutazioni da fare, se si prende in considerazione il co-buying, è la struttura stessa del finanziamento e in che situazione sono tutti i coacquirenti: se le condizioni economiche sono simmetriche è meglio. Questo perché se uno non riesce più a pagare il proprio mutuo, le conseguenze si trasferiscono sugli altri soggetti coinvolti.

Un secondo elemento da considerare è la definizione delle quote di proprietà: il punto centrale è il legame tra investimento economico e intestazione dell’immobile. Senza considerare, infine, le regole di utilizzo dell’immobile, che riguarda i risvolti più pratici della convivenza. Non si è solo coinquilini di una casa in affitto ma comproprietari e per, questo, anche l’uscita dall’immobile è più complicato che nel caso di altri contratti. 

Lifestyle: I più letti