I dolci italiani più amati al mondo secondo la Guida Michelin: quali sono e dove mangiarli
Tiramisù, cannolo siciliano, cassata, sfogliatella, babà e gelato. Sono tanti i dolci della tradizione culinaria italiana apprezzati nel mondo, secondo la Guida Michelin. Eccone una carrellata, con le versioni rivisitate da provare in giro per lo Stivale
IL TIRAMISU'
- Quali sono i dolci classici della tradizione italiana maggiormente apprezzati nel mondo? A rispondere a questa domanda ci hanno pensato gli esperti della Guida Michelin che hanno segnalato anche alcuni ristoranti in cui apprezzare gli stessi dolci, ma preparati in maniera rivisitata. A cominciare dal tiramisù. "Nato tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia nella seconda metà del XIX secolo, il cremoso dessert è composto da savoiardi, mascarpone, uova, zucchero, caffè e cacao".
LA VERSIONE RIVISITATA DEL TIRAMISU'
- A Roma, scegliendo il Bib Gourmand 53 Untitled, si può assaporare la versione del dolce preparato con savoiardo morbido, ganache fondente al caffé, crema montata al mascarpone e tuille al cacao amaro. Un dolce che evoca "sapori familiari dell’infanzia, perché il cuore del tiramisù resta intatto".
LA CASSATA SICILIANA
- Zucchero di canna, agrumi e frutta secca. Tutti ingredienti che, nel corso dei secoli, uniti a gelatina e mandorle, hanno portato in Sicilia alla nascita dellla cassata. Il termine deriva "dalla parola araba quasʿat (bacinella) e con il passare dei secoli, il raffinato dolce a base di frutta candita, pan di spagna, ricotta di pecora con cioccolato fondente a gocce, pistacchi e pasta di mandorle, è diventato un orgoglio regionale".
UNA CASSATA DA NON PERDERE
- Tra le tante diverse versioni della cassata siciliana presenti in commercio, una di quelle da provare almeno una volta è quella proposta da "La Foresteria Planeta Estate", struttura Michelin situata a Menfi (Agrigento).
IL CANNOLO SICILIANO
- Nato in epoca araba (IX–XI secolo), il nome deriva dal latino "canna" visto che l’impasto veniva arrotolato attorno a piccole canne prima della frittura. "A contendersi l’origine del dolce, ci sono le città di Caltanissetta – dove la leggenda narra che le donne di un harem avessero inventato un dolce a forma di tubo ripieno di crema di ricotta, simbolo di fertilità e vitalità - e Palermo", racconta Michelin.
UN CANNOLO IN CHIAVE MODERNA
- Una versione rivisitata del cannolo la propone Michelangelo Mammoliti, chef del tre stelle "La Rei Natura" che si trova a Serralunga d'Alba, in Piemonte. Il dolce proposto "è un elaborato twist sul cannolo a base di pasta soffiata e quindi farcita con spuma di pecora". Il ripieno presenta "sentori di vaniglia, pistacchi sabbiati, acqua di fiori d’arancio" accompagnato da un gelato al cannolo siciliano.
LA SFOGLIATELLA NAPOLETANA
- Tra i dolci italiani più amati al mondo c'è anche la sfogliatella, nata grazie all'estro dei cuochi napoletani, abili "nell’estrapolare il massimo gusto dagli ingredienti quotidiani" e che trova espressione anche nel carrello di dolci del golfo quali pastiera, torta caprese e babà al rum
LA SFOGLIATELLA SANTA ROSA
- Per non farsi mancare nulla, gli esperti consigliano la sfogliatella Santa Rosa, con "ripieno di semolino, ricotta e canditi ricoperto da uno strato di sfoglia e crema pasticciera", inventata nel XVI secolo dalle suore del Monastero di Santa Rosa di Conca dei Marini, diventato uno degli alberghi (una chiave Michelin) più particolari presenti nella Costiera Amalfitana.
BABA' AL RUM
- Si tratta del dessert partenopeo "con il maggior apprezzamento internazionale". Una curiosità: è nato in Polonia quando il goloso Re Stanislao Leszczyński avrebbe battezzato il dolce in onore del personaggio delle Mille e una notta Ali Babà, racconta Michelin.
IL PAN di BABA' E GLI ALTRI
- Tra le rivisitazioni speciali di questo dolce, Michelin consiglia "Il Pan di babà" di Max Alajmo (Le Calandre - in foto), ma anche le proposte di Niko Romito (Reale) ed Antonino Cannavacciuolo (Villa Crespi).
IL GELATO
- Le prime preparazioni rislagono al periodo degli Arabi in Sicilia, anche se le origini del gelato possono "essere individuate nella Firenze rinascimentale quando il cuoco di corte Ruggeri presentò un dolce freddo a base di ghiaccio e frutta". In seguito, "l’inventore Bernardo Buontalenti porta in tavola la Crema Fiorentina, aggiungendo latte e uova alla ricetta ed un altro evento spartiacque nella diffusione del prodotto, è l'introduzione del cono gelato nel 1903 per mano di Italo Marchioni".
LE VERSIONI STELLATE
- Anche i ristoranti scelti dalla Guida Michelin ne propongono diverse versioni, tutte studiate e particolari. Tra queste sono da provare quelle proposte da "Local" di Venezia (in foto), "Miramonti l'Altro" a Concesio (Brescia) oppure ancora quella della "Trattoria Ai Due Platani" a Coloreto (Parma).