Mattel lancia la nuova bambola in versione autistica realizzata in collaborazione con Asan

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L'azienda statunitense leader nella produzione e commercializzazione di giocattoli, prosegue nel suo percorso di inclusività e lancia la sua prima Barbie autistica. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con ASAN, l’Autistic Self Advocacy Network.

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Mattel ha presentato, al pubblico di piccole e piccoli, la sua prima Barbie autistica. Il progetto durato 18 mesi, e il prodotto ora pronto per il mercato, è stato realizzato in collaborazione con ASAN (Autistic Self Advocacy Network), organizzazione per i diritti delle persone autistiche. L’obiettivo è quello di offrire una rappresentazione più fedele di alcuni modi in cui le persone nello spettro possono vivere, elaborare e comunicare il mondo che le circonda. 

I progetti inclusivi di Mattel

Barbie autistica arriva appena sei mesi dopo la prima bambola con diabete di tipo 1, questa ultima aggiunta alla gamma Fashionistas di Barbie pensate affinchè i bambini possano giocare tenendo conto di tutte le tipologie di persone e di coetanei con i quali possono entrare a contatto quotidianamente. L'autismo è una forma di neurodivergenza che influenza il modo in cui le persone vivono e interagiscono con la società. Sebbene le caratteristiche dell'autismo varino da individuo a individuo, secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità si ritiene che più di un bambino su cento sia autistico.

Le caratteristiche della nuova Barbie

Gli occhi della bambola sono leggermente rivolti da un lato, a simboleggiare il modo in cui alcune persone autistiche evitano il contatto visivo diretto. Ha gomiti e polsi completamente pieghevoli, che consentono movimenti fisici ripetitivi come lo stimming e il battito delle mani, che aiutano alcune persone con autismo a elaborare le informazioni sensoriali o a esprimere eccitazione.

Ha uno spinner (rosa, ovviamente) al dito che la aiuta a ridurre lo stress, indossa delle cuffie (rosa) con cancellazione del rumore per ridurre il sovraccarico sensoriale e porta con sé un tablet, uno strumento che spesso aiuta le persone autistiche a comunicare e interagire con il mondo circostante.

Barbie indossa anche un ampio abito viola gessato a trapezio, con maniche corte e una gonna fluida per ridurre al minimo il contatto tra tessuto e pelle. Completano l'outfit delle scarpe viola, con suole piatte per favorire stabilità e facilità di movimento.

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L’evoluzione di Barbie

Non tutti lo sanno, ma la storia del mondo di Barbie è lunghissima. Le prime bellissime bambole della Mattel risalgono al 1959 e fino al 2019 non esistevano bambole con disabilità. Ora invece ci sono bambole cieche, così come Barbie in sedia a rotelle, con sindrome di Down, protesi, vitiligine e apparecchi acustici. C'è anche un Ken con una gamba protesica, un altro che usa una sedia a rotelle con rampa e uno con apparecchi acustici.

"Barbie ha sempre cercato di riflettere il mondo che i bambini vedono e le possibilità che immaginano, e siamo orgogliosi di presentare la nostra prima Barbie autistica come parte di questo lavoro continuo", ha affermato Jamie Cygielman, responsabile globale delle bambole della Mattel. La bambola "contribuisce ad ampliare il significato dell'inclusione nel reparto giocattoli e oltre, perché ogni bambino merita di vedersi in Barbie", ha aggiunto.

"Abbiamo interagito con la comunità autistica durante tutto il processo di progettazione, tenendo sempre presente che l'autismo è vissuto in modo diverso da ogni individuo e non è sempre visibile. Gli elementi di questa bambola riflettono il modo in cui alcune persone con autismo possono vivere ed esprimere il mondo, e speriamo che, collaborando con voci influenti all'interno della comunità, Barbie possa continuare a mostrare una gamma più ampia di esperienze autentiche".

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