Dry January, come cambia il consumo di alcol e le nuove tendenze

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©IPA/Fotogramma

Introduzione

Negli ultimi anni in Europa il rapporto con l’alcol sta cambiando profondamente: il 71% dei consumatori dichiara di aver ridotto l’acquisto o il consumo di bevande alcoliche. In contemporanea sempre più persone sperimentano il Dry January, iniziativa nata su volontà dell’ente benefico Alcohol Change Uk che nel 2011 invitò a sospendere il consumo di bevande alcoliche per tutto il mese di gennaio, promuovendo un approccio più consapevole e moderato al bere dopo le festività.

Quello che devi sapere

L’aumento delle bevande analcoliche

A confermare questo cambio di passo è l’aumento costante nel mercato delle bevande analcoliche, No-Low e funzionali, che cresce del +5,1%, raggiungendo 97 miliardi di euro, superando quello degli alcolici e confermando un cambiamento strutturale nelle abitudini di consumo, soprattutto tra Gen Z e Millennials, per i quali l’alcol è ormai un optional e non più una necessità sociale. 

 

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L’analisi

Nel quadro attuale SumUp, fintech globale specializzata nei pagamenti digitali, ha analizzato le nuove tendenze alcol-free legate al Dry January per supportare bar, caffetterie e ristoranti nell’adattare l’offerta alle nuove esigenze di consumo di inizio anno, caratterizzate da maggiore attenzione a benessere e consapevolezza, senza rinunciare all’esperienza e alla convivialità. “Il Dry January rappresenta un momento chiave per osservare come stanno evolvendo le aspettative dei consumatori nei confronti dei locali e delle esperienze di socialità. La richiesta di esperienze di consumo alternative, orientate al benessere e alla qualità del tempo condiviso, supera il semplice prodotto alcolico, privilegiando ambienti più rilassati e inclusivi. Caffetterie, bar e ristoranti diventano, così, protagonisti di questa trasformazione”, ha commentato Umberto Zola, direttore online sales EU di SumUp.

 

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Cambia l’aperitivo

In questo nuovo scenario si ridefiniscono anche i rituali della socialità. L’aperitivo, storicamente legato al consumo di alcol, lascia spazio a esperienze più lente, inclusive e spesso diurne: incontri in caffetteria, dj set pomeridiani, eventi culturali e momenti di condivisione accompagnati da caffè specialty e bevande analcoliche. Soprattutto in Italia questa evoluzione si innesta su una cultura del caffè storicamente radicata: il mercato ha raggiunto circa 986 mila tonnellate nel 2024 e, secondo le previsioni, è destinato a crescere fino a circa 1.344 mila tonnellate entro il 2033.

Si riscopre il caffè

Il Dry January diventa l’occasione perfetta per riscoprire il caffè come protagonista del rituale quotidiano - osserva SumUp -, ma anche per sperimentare drink alcol-free alternativi che completano l’offerta dei locali: infusi ai fiori, tè fermentati o estratti di frutta e verdura, dal caffè al cardamomo con latte d’avena, fino alle combinazioni più audaci, come l’Espresso Tonic a base di espresso e acqua tonica con note agrumate. La Coffee Mixology, ovvero l’arte di miscelare il caffè ad altri ingredienti, unita alla capacità di creare bevande innovative e personalizzate, permette di proporre alternative fantasiose e di tendenza, perfette per sviluppare un menù Dry January con una proposta diversa ogni giorno.

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Cresce il ruolo dello specialty coffee

Accanto ai drink alternativi, cresce il ruolo dello specialty coffee come risposta a un consumo più consapevole e orientato al benessere. Si tratta di caffè di qualità superiore, tracciabili e valutati secondo standard internazionali, che valorizzano origine, varietà botanica e metodo di lavorazione. Sempre più caffetterie scelgono di servire caffè preparato con metodi di estrazione che richiedono tempo, attenzione e precisione, e che restituiscono una bevanda più complessa sul piano aromatico, sottolinea SumUp. Anche in Italia stanno nascendo caffetterie specializzate, pensate come spazi dedicati a una pausa meno frettolosa, in cui il caffè non è più un consumo rapido, ma un rito strutturato, da vivere in luoghi designati. Una tendenza che si inserisce perfettamente nel contesto del Dry January: un’alternativa all’alcool che non rinuncia alla complessità del gusto e valorizza un’esperienza di consumo più lenta, intenzionale e sostenibile. 

Le bevande alternative al caffè

Accanto al caffè, crescono le bevande analcoliche pensate per offrire gusto ed energia. Trovano sempre più spazio il mate, servito caldo o freddo e apprezzato per il rilascio graduale di caffeina naturale, e il guaranà, spesso proposto in infusione o come base per soft drink artigianali dal profilo energizzante. A questi si affiancano bevande analcoliche a base di frutta, verdura, spezie ed erbe, come spremute e centrifughe, estratti con sedano, cetriolo e zenzero, succhi artigianali di mela, pera o melograno, fino alle versioni speziate come il succo di pomodoro in stile virgin (analcolico). Completano l’offerta tisane e infusi serviti anche freddi, acque aromatizzate con agrumi ed erbe mediterranee e latti caldi speziati a base di curcuma o cannella. ​​

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Il trend del soft clubbing

L’alcol non è più il centro della socialità e lo dimostra il trend del soft clubbing. I dj set diventano mattutini e si spostano nei locali da colazione: tra un croissant e un cappuccino specialty, i clienti possono godersi musica, socialità e relax. I merchant che adottano questo approccio - osserva SumUp - trasformano così la prima colazione in un momento di intrattenimento innovativo, con un’offerta alcol-free coerente con le tendenze contemporanee.

La riscoperta della colazione

Durante il Dry January la socialità si trasforma e anche il momento della colazione diventa un’occasione per incontrarsi con gli amici o per coltivare le proprie passioni, immersi in laboratori, presentazioni di libri, momenti di condivisione. Non è solo un pasto per iniziare la giornata - conclude SumUp - ma un vero e proprio rito esperienziale, dove il caffè e le brioche diventano il filo conduttore di nuove connessioni. Dalla pittura alla ceramica, sino a momenti di networking tra colleghi, la colazione è un’opportunità per vivere la socialità in chiave alcol-free, valorizzando il piacere del momento e la qualità del rituale del caffè.

 

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