In Evidenza
Altre sezioni
altro

Quanto costano pane, gas e trasporti? Confronta gli effetti dell'inflazione

Economia

Raffaele Mastrolonardo

Una serie di grafici interattivi per seguire l’andamento dei prezzi negli ultimi due anni

Condividi:

A Marzo, dice l’Istat, l’inflazione ha rialzato leggermente la testa: +1,2% su base annua. Si tratta di un piccolo aumento, superiore a quello registrato a gennaio e febbraio, ma decisamente più contenuto se paragonato ai ritmi raggiunti nel recente passato quando la crescita mensile dei prezzi al consumo aveva toccato quasi il 12%, sempre anno su anno. Il peggio è passato? Sì, forse. Ma attenzione al significato da dare a questo miglioramento. 

 

Quella “V” rovesciata

Per capire la differenza tra oggi e qualche tempo addietro - e magari tirare un sospiro di sollievo - basta guardare all’andamento mese dopo mese dell’inflazione dal 2020 (ogni valore percentuale è calcolato rispetto all’anno precedente). Quella che si disegna sul grafico è una “V” rovesciata, una curva che inizia a salire a partire dal 2021, si impenna nell’autunno del 2022 anche in conseguenza dell’invasione russa dell’Ucraina, raggiunge il picco nell’ottobre del 2022 e poi inizia la sua discesa. 

 

Se non visualizzi il grafico clicca qui

 

Ovviamente non tutti i beni e servizi hanno seguito la medesima traiettoria. Se per l’indice generale la vetta di crescita mensile dei prezzi anno su anno si è assestata poco sotto il 12% (11,8 per l’esattezza), per altri l’impatto è stato decisamente superiore. Lo si può notare selezionando, attraverso il menu del grafico pubblicato sopra, il relativo comparto. Eclatante il caso dell’energia, come ben sappiamo. Gas, elettricità e altri combustibili sono aumentati in un singolo mese anche del 57% rispetto all'anno precedente (il massimo è stato raggiunto sempre nell’autunno 2022). Decisamente più contenuta, invece, la crescita massima mensile dell’inflazione per l’abbigliamento e le calzature (+3,4%). In linea con l'indice generale quella dei trasporti, il cui aumento ha raggiunto il 14,9% rispetto all’anno prima. Negativo, infine, l’andamento dei prezzi per la maggior parte del periodo in questione per quanto riguarda la comunicazione.

 

Ma i prezzi scendono?

La progressione mensile dell’inflazione calcolata su base annuale disegna dunque una “V” rovesciata, ovvero un aumento prima e una discesa dopo. E’ importante però dare a questa linea il giusto significato. Un’inflazione che rallenta, infatti, non vuol dire che i prezzi scendano, semmai che i prezzi salgono più piano. Per avere una effettiva discesa è necessaria un’inflazione negativa, ovvero una percentuale preceduta dal segno meno. 

 

Per evitare confusioni, e per farsi un’idea corretta dell’impatto del costo della vita sui portafogli dei consumatori, si può guardare direttamente all’andamento dei prezzi attraverso l’indice messo a punto dall’Istat. In questo caso, per quanto riguarda l’indicatore generale, la linea mostra una crescita da inizio 2021 a marzo 2024. Complessivamente l’indice è aumentato del 20% circa. Vuol dire che, media, i beni di consumo e i servizi che acquistiamo oggi costano un quinto in più rispetto a gennaio 2021.  

Se non visualizzi il grafico clicca qui

 

Ovviamente, come abbiamo già visto, beni e servizi diversi hanno avuto andamenti differenti. Lampante, di nuovo, il caso dell'energia, che può essere visualizzato sempre attraverso il menu a tendina del grafico. Rispetto al dato di partenza (103 nel gennaio 2021) l’indice corrispondente è salito fino a 181 (un aumento del 75%) per poi scendere fino a 142 nel marzo del 2024. In questo caso, i prezzi sono poi effettivamente calati rispetto al picco dell’autunno 2022 ma restano il 37% più alti a confronto con l’inizio del 2021. Più costante, per fare un confronto, l’andamento dei trasporti il cui costo, ad oggi, risulta cresciuto circa del 20% e che ha seguito una traiettoria più regolare. Quanto agli alimentari, nello stesso periodo (gennaio 2021-marzo 2024) sono cresciuti complessivamente del 23%. 

 

Il Belpaese e il resto della Ue

Qualunque indicatore si scelga, la morale non cambia: negli ultimi tre anni, salvo qualche comparto isolato, i prezzi sono aumentati. E’ accaduto in Italia, come sappiamo per esperienza diretta, ma anche nel resto d’Europa, come si può vedere nel grafico successivo. Se scegliamo di confrontare le quattro maggiori economie della Ue, per esempio, troveremo infatti degli andamenti analoghi. Italia, Spagna, Francia e Germania hanno visto tutte aumentare il costo della vita in proporzioni e con ritmi del tutto simili.

Se non visualizzi il grafico clicca qui