Condizionatori, la detrazione al 50% per installarli scade a fine anno: come ottenerla
EconomiaIntroduzione
Con l'aumento delle temperature e la prospettiva di estati sempre più calde, l'installazione di un impianto di climatizzazione può diventare una scelta utile non soltanto per affrontare i mesi estivi, ma anche per migliorare l'efficienza energetica dell'abitazione. Nel 2026 chi acquista e installa un nuovo condizionatore può, in presenza dei requisiti previsti, ridurre il costo dell'intervento attraverso diverse forme di incentivi.
Quello che devi sapere
Il bonus ristrutturazioni
La misura dell'agevolazione dipende innanzitutto dal tipo di immobile e dalle caratteristiche dell'intervento. Per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2026, la detrazione prevista dal bonus ristrutturazioni può arrivare al 50% per l'abitazione principale, mentre negli altri casi si applica l'aliquota del 36%. In determinate circostanze è inoltre possibile ricorrere al Conto termico, che prevede un contributo differente e può arrivare fino al 65% della spesa.
Per approfondire: Bonus condizionatori: a chi spetta e a quanto ammonta
Quando spetta il 50%
L'agevolazione del bonus ristrutturazioni comprende l'installazione di sistemi destinati alla climatizzazione estiva dotati di pompa di calore, anche quando l'apparecchio non rientra tra quelli ad alta efficienza. Il beneficio riguarda gli interventi eseguiti su unità immobiliari residenziali e non richiede necessariamente la sostituzione di un precedente impianto di riscaldamento. La spesa massima considerata ai fini della detrazione è di 96 mila euro. L'aliquota cambia in base alla destinazione dell'immobile: per i proprietari e gli altri titolari di diritti reali che intervengono sulla propria abitazione principale la detrazione è del 50% fino alla fine del 2026; negli altri casi scende al 36%. L'installazione può inoltre rientrare tra gli interventi di manutenzione straordinaria. Se vengono rispettate tutte le condizioni richieste, ciò può aprire anche la strada al bonus mobili, possibilità che non è invece collegata all'ecobonus.
Per approfondire: Condizionatori, quanto costano e quanto tempo serve per installarli?
L’ecobonus
Il secondo canale è proprio l'ecobonus, che presenta la stessa percentuale di detrazione ma condizioni tecniche più selettive. Anche in questo caso, per le spese sostenute nel 2026, l'aliquota è del 50% sull'abitazione principale e del 36% negli altri casi. Il vantaggio è che l'agevolazione può essere utilizzata anche per immobili non residenziali. Di contro, l'intervento deve consistere nella sostituzione, totale o parziale, di un impianto di climatizzazione invernale già esistente con una pompa di calore ad alta efficienza. L'apparecchio deve quindi poter svolgere anche una funzione di riscaldamento e non essere destinato esclusivamente al raffrescamento estivo. Devono inoltre essere rispettati i parametri tecnici stabiliti dalla normativa. Il limite massimo della detrazione è pari a 30mila euro, corrispondente a una spesa agevolabile di 60mila euro con l'aliquota del 50%.
Bonifico parlante e comunicazione all'Enea
Qualunque sia il canale utilizzato, gli adempimenti rappresentano un passaggio essenziale. Per le detrazioni fiscali è necessario effettuare il pagamento attraverso un bonifico bancario o postale parlante, indicando gli estremi della norma che consente di usufruire dell'agevolazione, il codice fiscale del beneficiario, la partita Iva o il codice fiscale dell'impresa e i riferimenti della fattura. Non sono quindi sufficienti modalità di pagamento come contanti, assegni o carte utilizzate al di fuori delle procedure previste. Per gli interventi che rientrano tra quelli soggetti alla comunicazione, la documentazione tecnica deve essere trasmessa all'Enea entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori. L'obbligo riguarda sia gli interventi agevolati con l'ecobonus sia quelli che rientrano nel bonus ristrutturazioni. In quest'ultimo caso, tuttavia, la comunicazione ha principalmente una finalità statistica e la sua omissione non determina una sanzione equivalente alla perdita automatica della detrazione.
Contributo fino al 65% con il Conto termico
Esiste poi un'opzione distinta dai bonus fiscali: il Conto termico. In questo caso non viene incentivato semplicemente l'acquisto di un condizionatore, ma la sostituzione di un apparecchio destinato al riscaldamento con una pompa di calore. Per un sistema aria-aria, come quello dei comuni split domestici, il caso tipico è la sostituzione di una vecchia caldaia con una pompa di calore che possa essere utilizzata anche per il riscaldamento. Per ottenere il contributo occorre documentare anche il corretto smaltimento del vecchio apparecchio. È prevista inoltre la formula "add on", che consente di affiancare una pompa di calore a una caldaia già presente, realizzando così una sostituzione parziale. In questa situazione deve essere dimostrata la compatibilità tra i due sistemi. L'integrazione con una pompa di calore aria-aria è però ammessa soltanto negli edifici sottoposti a vincoli architettonici. Negli altri casi è necessario utilizzare una pompa di calore idronica, cioè aria-acqua oppure acqua-acqua. Il contributo del Conto termico può raggiungere il 65%, ma la somma effettivamente riconosciuta varia in funzione della zona climatica e delle caratteristiche tecniche dell'apparecchio. Per importi fino a 15mila euro, l'erogazione avviene in un'unica soluzione.
Quale incentivo scegliere?
Non esiste quindi una percentuale da applicare indistintamente a ogni acquisto. La scelta dipende soprattutto dal tipo di immobile, dalla presenza di un impianto preesistente, dalla funzione svolta dal nuovo apparecchio e dai requisiti tecnici. Per chi vuole semplicemente installare un sistema di climatizzazione in un'abitazione residenziale, il bonus ristrutturazioni può risultare particolarmente flessibile, anche perché non impone la sostituzione dell'impianto invernale. L'ecobonus richiede invece un intervento più specifico, ma può essere utilizzato anche su immobili non residenziali. Il Conto termico, infine, può offrire una percentuale potenzialmente più elevata, fino al 65%, ma è accessibile soltanto in situazioni ben definite.
Per approfondire: Condizionatori in Italia, in che regioni sono più diffusi