Stretta Ue sugli affitti brevi, quante sono le case usate per le locazioni in Italia

Economia
©Ansa

Introduzione

L’Unione europea si prepara a dare una stretta al fenomeno degli affitti brevi a uso turistico: la Commissione europea ha infatti presentato la proposta di regolamento "Affordable Housing Act”, che prevede la possibilità per le autorità locali di introdurre limitazioni a questa pratica nelle "aree sotto pressione abitativa”.

 

La proposta prevede alcuni criteri che gli amministratori saranno chiamati a rispettare per poter intervenire: dovranno infatti verificare se il rapporto prezzo medio di vendita è pari ad almeno otto anni di reddito disponibile pro capite; se il rapporto tra prezzi e redditi è aumentato negli ultimi dieci anni; e se, senza l'intervento previsto, è improbabile che la situazione migliori nei tre anni successivi.

Quello che devi sapere

Perché l’Ue vuole intervenire

Dietro alla proposta dell’Ue c’è la volontà di aiutare le autorità competenti a individuare le "aree caratterizzate da tensione abitativa”, avvalendosi di una metodologia comune, e offrendo criteri da rispettare prima di limitare gli affitti brevi. Un intervento resosi necessario poiché in alcune città e località turistiche molto frequentate - dove la pressione sul mercato immobiliare è più forte - l’uso crescente di abitazioni per finalità diverse dalla residenza principale può aggravare i problemi di disponibilità e accessibilità economica a livello locale.

 

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I numeri delle case in affitto in Italia

Qual è, però, la situazione degli immobili in Italia? Secondo i dati forniti dal Centro Studi Aigab - l’Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi - nel Paese ci sono 35,6 milioni di abitazioni residenziali. Di queste 4,3 milioni, cioè il 12,1%, sono in affitto 4+4 mentre le seconde case "non utilizzate" sono 9,6 milioni, circa il 27% del totale. Dunque quelle attualmente messe a reddito per affitti brevi e per le quali esiste un annuncio online sono 510mila, con 2,5 milioni di posti letto.

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Dove si trovano le case in affitto breve

Stando ai dati del Centro Studi Aigab , dunque, le case utilizzate per affitti brevi rappresentano l'1,4% del totale delle case esistenti in Italia e il 5,3% delle "seconde case inutilizzate”. Questi immobili si trovano in maggioranza nelle località di campagna oppure di mare, così come nei borghi. Dall’analisi emerge poi un’altra informazione: nelle grandi città quasi il 15% degli immobili è vuoto.

Quanti italiani vivono di affitti brevi

Inoltre, dall’analisi emerge come il 96% delle case messe online per gli affitti brevi appartenga a proprietari singoli. In totale sono più di 700mila le famiglie italiane, composte da circa 2,8 milioni di individui, per le quali la locazione breve rappresenta spesso la principale fonte di sostentamento o il mezzo per mantenere il patrimonio immobiliare di proprietà.    

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Gli immobili acquistati per investimento

Per il Centro studi solo il 2,2% degli immobili che vengono attualmente destinati agli affitti brevi era precedentemente locata a lungo termine, mentre la maggior parte era già nella disponibilità della famiglia. Le case di solito provengono da eredità, oppure erano sfitti o abitati in precedenza da proprietari che se ne privano solo temporaneamente, magari per trasferimenti temporanei per motivi di lavoro. La quota di immobili acquistati per investimento è del 12,6%.    

Quanto si guadagna dagli affitti brevi

Per quanto concerne invece i guadagni, ammonta a circa 17mila euro il valore medio incassato per ogni casa online dal proprietario nel 2023. Ci sono comunque differenze importanti: la ‘forchetta’ delle entrata varia da Milano, con circa 31mila euro, e Roma, 39mila euro, a destinazioni di mare o montagna che fanno incassare circa 6mila euro l'anno.    

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I dati delle grandi città

Concentrandosi poi sulle grandi città in Italia, il numero complessivo delle abitazioni a Milano è pari a 827.648, di cui 183.227 (22,1%) affittate 4+4 e 105.375 (12,7%) non occupate. In tutto il Comune, gli annunci online ad agosto 2026 sono 16.303 (dati AirDna), pari al 2% del totale delle abitazioni complessive, il 15,5% di quelle sfitte. Il numero complessivo delle abitazioni a Firenze è pari a 207.026, di cui 38.505 (18,6%) affittate 4+4 e 25.364 (12,3%) non occupate. In tutto il comune di Firenze, gli annunci online ad agosto 2026 sono 8.947 (fonte AirDna) pari al 4,3%. Secondo dati Istat, Roma ha un numero di abitazioni di 1.454.511, di cui 234.699 (16,1%) affittate 4+4 e 152.852 (10,5%) non occupate. In tutto il Comune di Roma gli annunci online ad agosto 2026 sono 20.718 (fonte AirDna), pari all'1,4% del totale.

L’Affordable Housing Act

Tornando alla decisione dell’Ue di provare a intervenire sugli affitti brevi, per le autorità di Bruxelles la carenza di alloggi a prezzi accessibili è diventata una delle preoccupazioni più urgenti per gli europei. Oltre il 50% degli abitanti delle città considera la questione abitativa un problema immediato e urgente nel proprio luogo di residenza. La crisi abitativa indebolisce inoltre la nostra competitività, limitando la mobilità lavorativa e formativa: e dunque per questo la Commissione ha deciso di proporre l’Affordable Housing Act.

 

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