Introduzione
Dai permessi per i caregiver nella Pubblica amministrazione alle nuove garanzie per il mutuo prima casa, fino all’esonero dai turni di notte: nelle ultime settimane sono arrivate diverse novità che riguardano le persone con disabilità e chi le assiste. Alcuni cambiamenti derivano da nuovi orientamenti interpretativi, altri da interventi normativi o da pronunce della Cassazione. Ecco cosa cambia e quali sono le regole attualmente previste.
Quello che devi sapere
Permessi 104 nella Pa, cosa cambia per i caregiver
Fino a poche settimane fa, due persone che assistevano lo stesso familiare con disabilità grave e lavoravano entrambe nella Pubblica amministrazione centrale dovevano organizzarsi per utilizzare i permessi in giorni diversi. L’alternanza non era prevista esplicitamente dalla legge in questi termini, ma questa era l’interpretazione seguita nella prassi. Ora le regole cambiano per effetto dell’orientamento applicativo n. 37654 del 16 luglio, con cui l’Aran, l’Agenzia per la Rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni, ha risposto a un quesito relativo al contratto collettivo delle Funzioni centrali. L’alternanza tra due caregiver non richiede più necessariamente l’utilizzo dei permessi in giornate differenti: è sufficiente che le rispettive ore di assenza non si sovrappongano.
A chi si applica la novità
Il nuovo orientamento riguarda esclusivamente i dipendenti del comparto Funzioni centrali che hanno diritto ai permessi orari previsti dall’articolo 33 del Ccnl del 12 febbraio 2018, fino a un massimo di 18 ore al mese. Per gli altri dipendenti pubblici e per i lavoratori del settore privato restano invece validi i criteri già applicati.
Mutuo prima casa, garanzia statale anche per le persone con disabilità
Un’altra novità riguarda il Fondo di garanzia per i mutui prima casa, gestito da Consap per conto del Ministero dell’Economia. Dal 3 agosto le persone con disabilità grave sono entrate tra le categorie prioritarie del Fondo. Lo stesso vale per chi vive da almeno due anni con un figlio, un fratello o una sorella con disabilità grave. Il Fondo, introdotto nel 2014, prevede una garanzia pubblica su una parte del finanziamento. Questo meccanismo può consentire alle banche di finanziare fino al 100% del valore dell’immobile anche quando il richiedente non dispone di risparmi sufficienti per versare un anticipo.
Garanzia fino all’80% con Isee entro 40mila euro
L’ampliamento delle categorie beneficiarie è stato introdotto dalla legge 116/2026, di conversione del decreto-legge 66/2026, collegato al Piano Casa. Per chi rientra nella nuova categoria, la garanzia statale copre il 50% della quota capitale del mutuo. La copertura può salire fino all’80% se il nucleo familiare ha un Isee non superiore a 40mila euro.
I requisiti per ottenere la garanzia
Il finanziamento non può superare i 250mila euro e non sono ammessi immobili di lusso o di pregio storico. Chi presenta la domanda, inoltre, non deve essere proprietario di altre case a uso abitativo. Fa eccezione il caso di immobili ricevuti in eredità e ceduti gratuitamente a genitori o fratelli.
Come presentare la domanda per il mutuo
La richiesta deve essere presentata direttamente alla banca e non all’Inps o al Comune. Prima di procedere è necessario verificare che l’istituto di credito scelto aderisca al Fondo. Occorre inoltre presentare l’Isee, la documentazione relativa al reddito e il compromesso per l’acquisto dell’abitazione. Consap ha già aggiornato il modulo per comprendere anche la nuova categoria di beneficiari. I tempi indicati per ottenere la garanzia sono di circa 20 giorni lavorativi. Dopo il via libera, il mutuo deve essere stipulato entro 90 giorni.
Lavoro notturno, l’esonero anche senza disabilità grave
Una recente ordinanza della Cassazione ha inoltre chiarito un altro aspetto importante per i caregiver. Con la pronuncia n. 20229 del 16 giugno, relativa al caso di un dipendente di Mercitalia Rail, la Suprema Corte ha ribadito che il diritto a non svolgere lavoro notturno per assistere una persona con disabilità a proprio carico non riguarda soltanto chi assiste un familiare con disabilità grave. È sufficiente che la persona assistita abbia un riconoscimento di disabilità ai sensi della Legge 104, anche senza il requisito della gravità, purché esista una relazione effettiva di assistenza, indicata dalla legge con l’espressione “a proprio carico”. La decisione non introduce comunque un principio completamente nuovo: la Cassazione aveva già espresso lo stesso orientamento con la sentenza n. 12649 del 2023.
La riforma dell’accertamento della disabilità
Le novità si inseriscono in un quadro più ampio di cambiamenti che riguardano l’accertamento della disabilità. La riforma che attribuisce all’Inps la valutazione attraverso le nuove Unità di valutazione di base ha esteso da marzo 2026 la sperimentazione a quaranta nuove province. Il nuovo sistema dovrebbe entrare a regime su tutto il territorio nazionale dal primo gennaio 2027. Chi deve presentare una nuova domanda di riconoscimento deve quindi verificare se la propria provincia rientra già nella sperimentazione, perché la procedura cambia fin dal primo certificato medico che va presentato.
Come presentare la domanda
Fino al 31 dicembre 2026 convivono due diverse procedure, a seconda del territorio. Nelle province che non partecipano ancora alla sperimentazione restano valide le modalità precedenti: il primo passo è il certificato medico introduttivo, a cui deve seguire la domanda amministrativa all’Inps, presentata online oppure con l’assistenza di un patronato. Nelle province coinvolte dalla sperimentazione, invece, il nuovo certificato medico introduttivo trasmesso telematicamente dal medico all’Inps avvia direttamente il procedimento di valutazione di base. In questi territori, quindi, non è necessaria una successiva domanda amministrativa separata.