Introduzione
Le tensioni in Medioriente fanno salire il costo del gas e, da più parti, arriva l’allarme sui rincari, anche in vista dell’arrivo della stagione autunnale e invernale. Aldo Chiarini, presidente di Gas Intensive che riunisce le filiere dei grandi consumatori di gas ed elettricità, ha evidenziato che gli aumenti dei prezzi energetici nelle ultime settimane sono “fonte di grandi preoccupazioni”. Intanto l’Osservatorio Confimprenditori ha lanciato un appello sulla tenuta economica delle imprese del turismo, chiedendo al Governo un intervento immediato.
Quello che devi sapere
I timori delle imprese
Il presidente di Gas Intensive ha affermato che nelle ultime settimane si stanno consolidando “i precedenti rincari che si traducono in un raddoppio dei costi energetici, considerando sia gli incrementi dei prezzi del gas che dell’energia elettrica”. Il timore delle imprese è che si passi da 9 a circa 18 miliardi di euro per le bollette, se proiettati su base annua. Il consorzio stima che, se i prezzi spot attuali si mantenessero costanti, tutto il comparto (tra cui acciaio, carta, chimica, ceramica, vetro, cemento) potrebbe trovarsi a pagare - a livello prospettico su base annua - il 133% in più per il gas e l’87% in più per l’elettricità. “Con il gas stabilmente sopra i 70 euro al MWh, per molte produzioni diventa molto difficile, se non impossibile, fare impresa in condizioni competitive”, ha spiegato Chiarini.
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Cosa succederà quest’inverno
Il presidente Gas Intensive ha fatto sapere che “alcune aziende stanno già valutando se riavviare la produzione dopo la pausa estiva o se, a questi livelli di prezzo, sia più conveniente rimanere ferme. Altre, che non possono spegnere gli impianti, saranno costrette a produrre in perdita, fin quando si potrà”. Gli occhi sono puntati alla stagione fredda. “Partiamo con stoccaggi europei appena al 65%, un livello più basso rispetto agli scorsi anni, e quindi con rischi potenzialmente maggiori nei prossimi mesi”, ha detto Chiarini al Sole 24 Ore.
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Come intervenire per sostenere i costi
Secondo Chiarini sarebbero urgenti misure come l’attuazione del servizio di liquidità del decreto Bollette, per eliminare il differenziale Psv-Ttf (tra l’hub italiano e quello di riferimento olandese), e un’interrompibilità (interruzione remunerata dei prelievi di gas da parte di un grande consumatore) “adeguata alle condizioni eccezionali di quest’anno”. Il presidente Gas Intensive ritiene anche che sia necessario adottare misure straordinarie, “sulla scia di quelle adottate durante la crisi energetica del 2022, insieme a un sistema di approvvigionamento long term per le imprese ad elevato utilizzo di gas che consenta di accedere a forniture a prezzi comparabili con quelli del Gnl sui mercati esteri”.
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I dati di Confimprenditori
L’Osservatorio Confimprenditori ha calcolato bollette energetiche più care fino al 48,5% per gli alberghi e al 47,6% per la ristorazione, con aumenti medi per il comparto turistico intorno al 40% e punte superiori al 50%. A pagare il conto più salato, secondo la federazione, sono gli alberghi: per una struttura tipo da 45 camere, la spesa energetica del trimestre estivo è passata da 8.250 a 12.250 euro, con un aggravio di 4.000 euro, pari al 48,5%. Non va meglio per la ristorazione, dove l’utilizzo continuo di cucine elettriche, celle frigorifere e impianti di climatizzazione ha fatto salire la spesa trimestrale da 2.100 a circa 3.100 euro: 1.000 euro in più, pari al 47,6%. Più contenuto, ma comunque significativo, l’impatto sugli stabilimenti balneari, con rincari compresi tra il 35% e il 40%.
La proposta di Confimprenditori
Per sollevare il settore del turismo dal peso dei costi emergetici, Confimprenditori ha proposto di introdurre un credito d’imposta sulle spese per l’energia delle imprese turistiche, pari ad almeno il 30% degli extracosti sostenuti nel trimestre giugno-agosto 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, sul modello dei crediti d’imposta energetici già utilizzati in passato. La misura dovrebbe scattare in presenza di un incremento del prezzo medio dell’energia superiore al 30% su base annua, una soglia che, secondo Confimprenditori, risulta ampiamente superata alla luce dei rincari registrati nei mesi estivi. L’impatto della proposta è immediatamente quantificabile. Nel caso dell’albergo da 45 camere, il credito d’imposta consentirebbe di recuperare attraverso l’F24 1.200 euro, riducendo l’aggravio effettivo da 4.000 a 2.800 euro. Il costo complessivo della misura per le sole imprese turistiche, con un’aliquota del 30%, è stimato da Confimprenditori in 156,6 milioni di euro.
I numeri di Assocarta e Federacciai
"Per il settore cartario, ipotizzando un prezzo costante tutto l’anno a 70 euro al MWh, la spesa per il gas aumenterebbe di un miliardo di euro, passando da 0,8 miliardi nel 2025 a 1,8 miliardi nel 2026: oltre il doppio", ha detto il presidente di Assocarta Lorenzo Poli. "Abbiamo stimato che da inizio anno la bolletta del gas sia aumentata di 90 milioni di euro per la produzione di vetro, cui si aggiungono quasi altri 20 milioni di euro di spread al Psv", ha osservato Vitaliano Torno, nuovo presidente di Assovetro. Per il presidente di Federacciai Antonio Gozzi "è necessario intervenire con politiche mirate a sostegno delle imprese energivore. Non si tratta di chiedere misure emergenziali senza una prospettiva, ma di creare condizioni strutturali che consentano alle nostre aziende di continuare a competere sui mercati internazionali, investire e mantenere il primato di siderurgia più decarbonizzata del mondo".
L’allarme del Codacons sugli aumenti per le famiglie
Il Codacons, commentando la nuova tariffa del gas comunicata da Arera, ha evidenziato che le bollette del gas “salgono del 6,9% per i vulnerabili rispetto al mese precedente, pari a una maggiore spesa su base annua, nell'ipotesi di prezzi costanti, da 102,6 euro a nucleo rispetto alle tariffe di luglio”. La bolletta media del gas sale così a 1.581 euro annui (con consumi pari a 1.100 metri cubi annui) che, sommata ai 632,6 della luce, porta il conto totale per un utente vulnerabile a 2.213,6 euro. Rispetto ad agosto 2025, le tariffe del gas per i vulnerabili risultano più elevate del 33,8%, pari ad un aggravio di spesa da 400 euro a utenza su base annua.
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