Dimissioni Leonardo Maria Del Vecchio, cosa succede ora a EssilorLuxottica

Economia
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Introduzione

Leonardo Maria Del Vecchio lascia tutti gli incarichi operativi in EssilorLuxottica: dal 31 agosto non sarà più presidente di Ray-Ban né chief strategy officer del gruppo dell'occhialeria fondato dal padre. Nella lettera al consiglio, anticipata da Milano Finanza, il quartogenito del fondatore critica apertamente la gestione dell'amministratore delegato Francesco Milleri, definita "distante" e "impersonale". Ma la partita vera si gioca su Delfin, la holding lussemburghese della famiglia: senza più il doppio ruolo di manager e socio, secondo il Corriere della Sera Del Vecchio jr potrebbe muoversi con più libertà nel riassetto degli equilibri familiari. Sullo sfondo restano il tentativo di scalata fallito, il nodo del debito e un titolo che ha perso oltre metà del valore in Borsa.

Quello che devi sapere

Chi è Leonardo Maria Del Vecchio

Quartogenito del fondatore di Luxottica, Leonardo Maria Del Vecchio ha 31 anni ed è entrato nel gruppo partendo dalla responsabilità delle vendite, per poi assumere ruoli via via più strategici. Negli ultimi anni aveva lavorato a stretto contatto con Francesco Milleri, il manager scelto dal padre per guidare EssilorLuxottica dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 2022. Accanto all'attività nel gruppo dell'occhialeria ha costruito un proprio percorso imprenditoriale attraverso il family office Lmdv Capital.

 

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Le dimissioni: cosa lascia e da quando

Con una lettera indirizzata al presidente e amministratore delegato e all'intero consiglio di amministrazione, Del Vecchio ha annunciato l'uscita da tutti gli incarichi operativi. Dal 31 agosto non sarà più presidente del marchio Ray-Ban né chief strategy officer di EssilorLuxottica. La notizia, anticipata da Milano Finanza, è stata poi confermata da un portavoce del gruppo. Le dimissioni seguono quelle rassegnate lo scorso anno dal fratellastro Rocco Basilico: dopo questa uscita, nessuno degli eredi manterrà un ruolo operativo nel gruppo.

 

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Le critiche a Milleri nella lettera

Nel testo con cui comunica la decisione, Del Vecchio jr rivolge critiche dirette alla conduzione dell'azienda guidata da Milleri. Secondo quanto riportato da Milano Finanza, definisce la gestione "distante" e "impersonale", denunciando un indebolimento del legame con chi lavora nel gruppo. "Mio padre ha costruito Luxottica chiedendo moltissimo alle persone. Ma sapeva una cosa che oggi rischiamo di dimenticare: se chiedi alle persone lealtà, sacrificio e senso di appartenenza, devi essere disposto a restituirli", scrive. E aggiunge: "Non puoi mettere le persone al centro delle presentazioni e ai margini quando diventano scomode. Questa non è la Luxottica nella quale sono cresciuto. E non è la Luxottica che ricordo accanto a mio padre".

La conferma e il ringraziamento di EssilorLuxottica

Il gruppo ha confermato le dimissioni con una nota, ringraziando Del Vecchio "per il contributo alla crescita del gruppo e alla realizzazione della visione strategica voluta dal padre" e augurandogli "uguale successo nella sua nuova avventura". La società ha ribadito la continuità dei propri programmi industriali, segnalando che la governance del gruppo prosegue senza variazioni di rilievo. La linea aziendale, insomma, è tenere separata la gestione industriale dalle tensioni interne alla famiglia.

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Perché ora avrà più libertà nella holding

Secondo il Corriere della Sera, l'uscita dai ruoli operativi non equivale a un disimpegno, ma a un cambio di posizione. Fonti vicine a Lmdv Capital parlano di una "pulizia della governance": senza più la sovrapposizione tra il ruolo di manager e quello di socio, Del Vecchio jr potrebbe muoversi con maggiore libertà all'interno della holding di famiglia e lavorare al riassetto degli equilibri. "Continuerò a esercitare fino in fondo la mia responsabilità di azionista attraverso Delfin", scrive nella lettera, rivendicando l'impegno a difendere "l'indipendenza dell'azienda" e la necessità di "una proprietà stabile e una visione lunga".

Il nodo Delfin e la scalata fallita

Il vero terreno di confronto è Delfin, la cassaforte lussemburghese attraverso cui la famiglia controlla il 32,4% di EssilorLuxottica. Alla morte del fondatore, nel 2022, il capitale è stato diviso in otto quote uguali del 12,5%. Leonardo Maria aveva tentato di salire al 37,5% rilevando il 25% dei fratelli Luca e Paola, con un finanziamento bancario di circa 11 miliardi. Il progetto si è però arenato: gli istituti avevano chiesto una lettera di patronage della holding, e il consiglio di Delfin non ha autorizzato l'impegno. Del Vecchio jr aveva allora contestato la mancanza di una posizione "chiara, unitaria, trasparente".

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Gli otto eredi e le partecipazioni di Delfin

Oltre a controllare la quota in EssilorLuxottica, Delfin detiene partecipazioni rilevanti in alcuni tra i principali gruppi italiani: circa il 17,5% di Monte dei Paschi, il 10% di Generali, il 2,7% di UniCredit e il 28% di Covivio. Il capitale è ripartito tra gli otto eredi del fondatore, ognuno con il 12,5%. Proprio la difficoltà di trovare un'intesa tra i soci ha finora limitato la distribuzione dei dividendi della holding, alimentando le tensioni sulla governance.

Il debito e il rifinanziamento con Apollo

Sul fronte finanziario il nodo principale, secondo il Corriere della Sera, resta il debito personale di Del Vecchio jr, che supererebbe 1,3 miliardi: comprenderebbe 650 milioni verso UniCredit, circa 350 milioni riconducibili a Indosuez (Crédit Agricole) e altri 110 milioni di leasing. A fine luglio l'imprenditore avrebbe negoziato un rifinanziamento con il fondo americano Apollo, che avrebbe chiesto un interesse vicino all'8%. L'accordo sarebbe però condizionato all'approvazione della cosiddetta "transfer notice", necessaria per trasferire il suo 12,5% di Delfin alla propria società finanziaria, Lmdv Fin. Secondo fonti vicine a Lmdv, il tribunale del Lussemburgo avrebbe tempo fino al 30 ottobre per stabilire il valore delle partecipazioni.

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Il titolo in Borsa e le tensioni familiari

Le tensioni familiari e lo stallo in Delfin hanno pesato anche sull'andamento del titolo. Il 25 agosto EssilorLuxottica ha chiuso in calo dell'1,15% a 159,15 euro, vicino ai minimi dell'ultimo anno. Rispetto ai 323,80 euro toccati il 13 novembre 2025, la perdita supera il 50%. Il ridimensionamento delle quotazioni ha inciso anche sul riassetto interno: nell'operazione per rilevare il 25% da Paola e Luca, Del Vecchio jr aveva accettato di pagare 5 miliardi per ciascuna quota, e il mancato perfezionamento del passaggio gli costerebbe una penale di 500 milioni.

Chi è Francesco Milleri

Francesco Milleri non è soltanto amministratore delegato e presidente di EssilorLuxottica: è anche presidente di Delfin, la holding di famiglia. Scelto dallo stesso Leonardo Del Vecchio per guidare il gruppo dopo la sua morte, è stato uno degli uomini più vicini al fondatore negli ultimi anni della sua vita. Questa doppia posizione, al vertice sia dell'azienda quotata sia della cassaforte familiare, lo colloca al centro degli equilibri contesi tra gli eredi e spiega il peso delle critiche che Del Vecchio jr gli rivolge nella lettera.

Francesco Milleri
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Gli affari di Lmdv Capital

Fuori da EssilorLuxottica, Del Vecchio jr potrà dedicarsi alle attività costruite con il proprio family office, Lmdv Capital. Il veicolo controlla la maggioranza di Editoriale Nazionale, che pubblica QN, Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno, e possiede il 30% del Giornale. Al portafoglio si aggiungono le attività nell'ospitalità e nella ristorazione legate al marchio Twiga e il controllo di Acqua e Terme di Fiuggi. Un fronte imprenditoriale ampio, che l'uscita dagli incarichi operativi nel gruppo dell'occhialeria gli consentirà di seguire con maggiore continuità.

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