Concorso Ripam Coesione 2026, bando per 882 specialisti tecnici: i requisiti

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

C’è un’importante opportunità per chi possiede una laurea in ambito tecnico e punta a un impiego stabile nella pubblica amministrazione. La Commissione RIPAM ha indetto un concorso per conto del Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri e ha messo a disposizione 882 posti a tempo indeterminato per il profilo di Specialista tecnico, da inquadrare nel livello iniziale dell’Area dei funzionari del comparto Funzioni locali. Una caratteristica importante della selezione è che il personale assunto sarà destinato esclusivamente ad attività direttamente afferenti alle politiche di coesione europee.

Quello che devi sapere

Dove sono i posti

Le assunzioni interessano Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, oltre a Regioni, Città metropolitane, Province, unioni di Comuni e Comuni appartenenti ai rispettivi territori. La distribuzione territoriale è la seguente: 35 posti in Basilicata, 104 in Calabria, 237 in Campania, 8 in Molise, 168 in Puglia, 61 in Sardegna e 269 in Sicilia. Il candidato può concorrere per uno solo dei codici di concorso previsti dal bando, corrispondenti ai diversi ambiti territoriali. Sono inoltre previste specifiche riserve di posti. In particolare, il 10% dei posti di ciascun ambito territoriale è riservato alle persone con disabilità ai sensi della legge 68/1999, mentre il 30% è destinato, secondo le condizioni previste dalla normativa, ai volontari delle Forze armate. È prevista inoltre una riserva del 15% per gli operatori volontari che abbiano concluso senza demerito il servizio civile universale o nazionale e una quota non superiore al 40% per il personale che abbia maturato almeno 36 mesi di servizio nei rapporti di lavoro a tempo determinato indicati dal bando. Le riserve complessive non possono comunque superare la metà dei posti disponibili.

 

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I requisiti

Oltre ai requisiti generali per l'accesso ai concorsi pubblici, tra cui la maggiore età, il godimento dei diritti civili e politici, l'idoneità fisica e l'assenza delle condizioni che impediscono l'assunzione nella pubblica amministrazione, è richiesto il possesso di uno specifico titolo di studio

 

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Le lauree ammesse

Sono ammesse diverse lauree magistrali oltre ai titoli equiparati:

  • LM-3 Architettura del paesaggio;
  • LM-4 Architettura e ingegneria edile-architettura;
  • LM-22 Ingegneria chimica;
  • LM-23 Ingegneria civile;
  • LM-24 Ingegneria dei sistemi edilizi;
  • LM-26 Ingegneria della sicurezza;
  • LM-27 Ingegneria delle Telecomunicazioni;
  • LM-28 Ingegneria elettrica;
  • LM-30 Ingegneria energetica e nucleare;
  • LM-35 Ingegneria per l’ambiente e il territorio;
  • LM-48 Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale;
  • LM-75 Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio.

Il bando consente però di partecipare anche con alcune lauree triennali e con i titoli equiparati:

  • L-7 Ingegneria civile e ambientale;
  • L-17 Scienze dell’architettura;
  • L-21 Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale, L-23 Scienze e tecniche dell’edilizia;
  • L-32 Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura.

Una sola prova scritta

La selezione è particolarmente snella: non sono previste né una prova preselettiva né una prova orale. Il concorso si basa infatti su un'unica prova scritta, comune ai diversi codici territoriali, che si svolge attraverso strumenti informatici e piattaforme digitali, anche in sedi decentrate e in più sessioni. Il test comprende 40 quesiti a risposta multipla da risolvere in 60 minuti, per un punteggio massimo di 30 punti. Le domande sono suddivise in tre gruppi:

  • 25 quesiti sulle materie tecnico-professionali, 
  • 8 di capacità logico-deduttiva e ragionamento critico-verbale,
  • 7 quesiti situazionali, relativi a problematiche organizzative e gestionali.

La prova è superata con un punteggio di almeno 21/30. Per i primi 33 quesiti, ogni risposta corretta vale 0,75 punti, quella errata comporta una penalizzazione di 0,25 punti, mentre la mancata risposta vale zero. Per i sette quesiti situazionali non sono invece previste penalizzazioni: la risposta più efficace vale 0,75 punti, quella neutra 0,375 e quella meno efficace zero.

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Le materie d'esame

La parte tecnico-professionale comprende un programma piuttosto ampio. Tra gli argomenti figurano i regolamenti europei sui fondi strutturali, con particolare riferimento ai regolamenti Ue 2021/1057, 2021/1058 e 2021/1060, oltre alla normativa sul rischio idrogeologico e sismico, sulla valutazione ambientale, sui lavori pubblici e sulla gestione del territorio. Sono inoltre previste domande su sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro, progettazione e manutenzione delle infrastrutture viarie, tecnica delle costruzioni, pianificazione urbanistica, sistemi di realizzazione dei lavori pubblici, tutela e valorizzazione dei beni culturali, legislazione nazionale e regionale in materia di edilizia e urbanistica, estimo, catasto, topografia, occupazione ed espropriazione per pubblica utilità. Completano il programma la lingua inglese a livello B1 e le competenze informatiche e digitali.

Come presentare la domanda

La candidatura deve essere presentata esclusivamente online attraverso il Portale inPA, utilizzando SPID, CIE, CNS o eIDAS. Il candidato deve inoltre disporre di una PEC intestata a sé o di un domicilio digitale. È possibile concorrere per un solo codice territoriale. Le domande sono aperte dal 24 agosto 2026 alle ore 18 e devono essere inviate entro le 23.59 del 23 settembre 2026. Per partecipare è necessario anche versare una quota di 10 euro, non rimborsabile, entro la scadenza prevista per la candidatura. Il termine è perentorio e il Portale non consentirà più l'invio delle domande una volta scaduto. Tutte le comunicazioni relative alla procedura, compresi calendario, sede ed esito della prova, saranno pubblicate su inPA e avranno valore di notifica. Data e luogo dell'esame saranno comunicati almeno 15 giorni prima della prova.

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Assunzione e corso di formazione

I vincitori saranno inseriti a tempo indeterminato nell'Area dei funzionari delle amministrazioni destinatarie. L'assegnazione avverrà sulla base delle preferenze espresse dai candidati secondo l'ordine della graduatoria; in caso di mancata scelta, il candidato potrà essere assegnato d'ufficio a una sede vacante. Dopo la selezione è previsto inoltre un corso di formazione sulle politiche di coesione, della durata massima di tre mesi. Per la partecipazione è riconosciuta una borsa di studio di 1.000 euro lordi al mese, corrisposta dalle amministrazioni di assegnazione successivamente all'assunzione.

 

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