Prezzo benzina e diesel, Italia tra i Paesi con i carburanti più cari in Europa

Economia
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Introduzione

Non si fermano i rincari dei carburanti con la benzina che venerdì 21 agosto, secondo i dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, segna un nuovo picco dopo i 2,002 euro al litro raggiunti giovedì e sale a 2,005 in modalità self sulla rete stradale, il prezzo più alto da circa tre anni. In autostrada è a 2,080 mentre giovedì era 2,077. Ancora più alto il prezzo del gasolio che raggiunge 2,122 al litro sulla rete stradale (il 20 agosto era 2,116) e 2,194 in autostrada (giovedì era 2,186). Per la benzina, i dati settimanali del ministero dell'Ambiente mostrano che il prezzo non superava i 2 euro al litro dal 2023 (2,001 nella media settimanale dal 18 al 24 settembre 2023). Nonostante l'Italia sia tra i Paesi europei in cui il costo del carburante è più caro, gli aumenti del gasolio sono inferiori alla media Ue. 

Quello che devi sapere

Italia al 23° posto per i rincari sul gasolio

Secondo l’ultima rilevazione del bollettino della Commissione europea, il costo del gasolio in Italia è aumentato del 22,2% in sei mesi. L’aumento è consistente ma inferiore a quello medio dell’Unione, dove il gasolio è passato da 1,594 a 2,033 euro al litro, segnando un balzo del 27,5%, oltre cinque punti sopra quello italiano. Tra i 27 Paesi Ue, l’incremento italiano si colloca al 23° posto su 27 per intensità, lontano dai rincari record di Bulgaria (+44%), Repubblica Ceca (+35,3%) ed Estonia (+35,2%), i mercati più esposti allo shock innescato dalle tensioni in Medio Oriente.

 

Per approfondire: Acqua nella benzina, come accorgersene e farsi risarcire i danni

L’Italia tra i Paesi più cari per il gasolio

Nonostante l’aumento del prezzo del gasolio sia inferiore rispetto alla maggior parte delle altre nazioni dell’Ue, lo Stivale resta nella parte alta della classifica europea dei costi. Al 17 agosto il gasolio italiano era al settimo posto su 27 per livello assoluto, dietro Paesi Bassi (2,383), Finlandia (2,318), Germania (2,266), Danimarca (2,250), Francia (2,199) e Belgio (2,174).

 

Per approfondire: Carburanti, in 30 anni prezzo della benzina raddoppiato e diesel triplicato: il confronto

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Rincari sulla benzina oltre la media

Riguardo alla benzina, invece, i rincari sono leggermente sopra la media Ue e anche a livello generale l’Italia è tra le nazioni in cui si spende di più per un pieno di verde. Dal 23 febbraio, in cui il costo della benzina era di 1,655 euro, al 17 agosto in cui è passato a 1,988 euro, il prezzo italiano è salito del 20,2%, un ritmo leggermente superiore alla media Ue, ferma al 17,5% (da 1,637 a 1,924 euro). Lo Stivale resta al settimo posto tra i listini più cari anche per la benzina, superato solo da Danimarca (2,445), Paesi Bassi (2,329), Germania (2,239), Finlandia (2,140), Francia (2,038) e Grecia (2,002).

 

Per approfondire: Prezzi carburanti, rincari rischiano di pesare sugli italiani per 13,6 miliardi in un anno

Il taglio delle accise sul gasolio

Per cercare di contenere gli aumenti, come è noto, il Governo ha predisposto il taglio delle accise di 17 centesimi sul costo del gasolio, attualmente fino al 25 agosto. Se Palazzo Chigi decidesse di non prorogare la misura, il prezzo salirebbe ulteriormente. Il presidente dell'Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona, in una nota, punta l’attenzione sull’impennata dei prezzi e chiede interventi immediati “prima del primo vero controesodo dell’estate". “Ovviamente serve che il taglio delle accise sul gasolio raddoppi e che il governo non faccia come Ponzio Pilato sulla benzina”, si legge nel messaggio dell’Unc.

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Gli interventi per ridurre i costi negli altri Paesi

Come riporta il Sole 24 ore, interventi fiscali per calmierare i prezzi sono stati predisposti anche da altre nazioni europee. Per esempio la Germania ha scelto un taglio in stile italiano. La Francia ha evitato interventi fiscali, puntando su controlli anti-speculazione e pressioni sui distributori. La Spagna ha tagliato l’Iva da marzo a fine giugno, misura contestata da Bruxelles come incompatibile con le norme Ue. Con il ritorno all’aliquota ordinaria dal 1° luglio, i rincari spagnoli sono quindi tornati tra i più marcati d’Europa.

I calcoli del Codacons

Il Codacons segnala che l'escalation dei listini alla pompa "sta avendo effetti devastanti sulle tasche degli italiani”. “Solo a luglio gli italiani hanno speso per i rifornimenti di benzina e gasolio 782 milioni di euro in più rispetto allo stesso mese del 2025, e il conto rischia di aggravarsi: con i listini ai livelli attuali la stangata complessiva per il bimestre luglio-agosto rischia di raggiungere quota 1,8 miliardi di euro solo a titolo di maggiore spesa ai distributori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”, denuncia l’associazione. 

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La richiesta di interventi immediati del Codacons

Come l’Unc, anche il Codacond chiede al governo di “intervenire immediatamente con un ulteriore taglio delle accise esteso anche alla verde”. L’intervento urgente, secondo l’associazione, non dovrebbe essere solo una proroga “fino alla prima settimana di settembre” del taglio delle accise sul gasolio in scadenza il prossimo 25 agosto, ma bisognerebbe estendere la misura “alla benzina considerando che oltre 17 milioni di automobili in Italia sono alimentate con tale tipologia di carburante” e che “in assenza di misure il controesodo estivo si trasformerà in un massacro per i portafogli delle famiglie”.

 

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