Entrate fiscali, boom della Spagna, cresce l’Italia: ecco la situazione in Europa

Economia
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Introduzione

Nel primo semestre del 2026 il gettito tributario dei sette Paesi europei presi in esame dal ministero dell’Economia e delle Finanze mostra una dinamica complessivamente positiva rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il confronto riguarda Francia, Germania, Irlanda, Italia, Portogallo, Regno Unito e Spagna e si basa sulle variazioni tendenziali delle entrate, che risultano comparabili proprio perché riferite allo stesso arco temporale, anche se i dati non sono stati riclassificati e quindi non consentono un confronto diretto dei valori assoluti. 

Quello che devi sapere

I dati

A guidare la classifica è la Spagna, con un aumento del gettito del 10,4%, seguita dal Regno Unito (+8,4%). Più distanziate si trovano la Francia (+3,2%), l’Italia (+2,1%), il Portogallo (+1,9%) e l’Irlanda (+1,2%). La Germania, con un incremento dello 0,8%, registra invece la variazione più contenuta tra i Paesi monitorati.

 

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Spagna e Regno Unito in testa

Il risultato più marcato appartiene alla Spagna, dove la crescita delle entrate è sostenuta da entrambe le principali componenti del gettito. Le imposte dirette aumentano infatti del 14,8%, mentre quelle indirette segnano un incremento del 5,8%. All’interno delle imposte dirette spicca soprattutto il risultato dell’imposta sulle società, il cui gettito balza dell’80,2%. Di segno opposto la dinamica dell’imposta sull’energia elettrica, che registra una diminuzione del 30%. Il forte aumento complessivo delle entrate spagnole va quindi letto alla luce della particolare dinamica delle imposte sul reddito e, soprattutto, del gettito societario.

 

Anche il Regno Unito conferma una crescita robusta. Nel primo semestre le entrate tributarie aumentano dell’8,4%, grazie al contributo delle imposte dirette (+12,8%) e, in misura più contenuta, di quelle indirette (+2,9%). La distanza tra i primi due Paesi e gli altri Stati analizzati rimane quindi significativa.

 

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I risultati della Francia

In Francia il gettito tributario cresce del 3,2%. Tra le imposte dirette aumentano sia le entrate derivanti dall’imposta sui redditi da lavoro, che segnano un +2,6%, sia quelle relative all’imposta sulle società, in crescita dello 0,2%. Secondo l’analisi del ministero dell’Economia e delle Finanze, la dinamica positiva delle entrate francesi risente soprattutto degli interventi fiscali introdotti attraverso le Leggi di bilancio 2025 e 2026, caratterizzate da misure rivolte alla redistribuzione e da un maggiore prelievo nei confronti delle grandi imprese e dei patrimoni. 

E l’Italia?

L’Italia registra invece un incremento complessivo del 2,1% rispetto al primo semestre del 2025. Il risultato nasce dall’aumento sia delle imposte dirette (+1,4%) sia delle imposte indirette (+3%). Il dato italiano si colloca dunque al quarto posto nella graduatoria dei sette Paesi, sopra Portogallo, Irlanda e Germania, ma a distanza considerevole dalle performance di Spagna e Regno Unito. All’interno delle singole voci emergono alcune dinamiche particolarmente rilevanti. Il gettito delle accise sull’energia elettrica diminuisce del 14,9%, mentre quello relativo alle accise sugli oli minerali scende del 9,5%. Il rapporto riconduce queste contrazioni agli interventi normativi adottati per attenuare gli effetti dell'aumento dei costi energetici.

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Le imposte in Portogallo

In Portogallo l'incremento delle entrate si ferma all’1,9%. A pesare sul risultato è soprattutto la riduzione del gettito dell’imposta sui redditi delle società, diminuito del 16,7%. Tra le imposte indirette arretrano invece le accise sui prodotti petroliferi ed energetici, che perdono il 2,7%, e quelle sul tabacco, in calo del 5,2%.

Irlanda e Germania in coda

L’Irlanda registra una crescita più moderata, pari all’1,2%. Il quadro delle imposte dirette resta tuttavia favorevole: il gettito delle imposte sui redditi delle persone fisiche aumenta del 6,7%, mentre quello dell’imposta sulle società cresce del 4,7%. La componente indiretta presenta invece alcune criticità. Le accise diminuiscono del 6,5% e l’imposta di bollo del 3,6%. Il risultato complessivo del Paese rimane quindi positivo, ma la crescita risulta molto più contenuta rispetto a quella registrata nei mesi precedenti dai Paesi in testa alla graduatoria. La Germania chiude il confronto con un incremento del gettito di appena 0,8%. L'aumento delle entrate è sostenuto dall’imposta sui salari (+4,6%), mentre l’imposta sulle società arretra dell’8%. Anche tra le imposte indirette prevalgono le diminuzioni: il gettito dell’accisa sui prodotti alcolici scende del 18,8%, mentre quello dell’imposta sull’energia elettrica diminuisce del 23,3%. La Germania presenta quindi la combinazione meno favorevole tra crescita complessiva del gettito e andamento di alcune delle principali voci fiscali.

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L’IVA cresce in tutti i Paesi

Una delle indicazioni più uniformi del rapporto riguarda l’IVA. Nei primi sei mesi del 2026 il gettito dell’imposta sul valore aggiunto aumenta in tutti e sette i Paesi considerati rispetto allo stesso periodo del 2025. La graduatoria ricalca in parte quella delle entrate complessive, ma con incrementi positivi anche negli Stati che hanno registrato una crescita fiscale più debole. La Spagna è ancora una volta in testa, con un aumento dell’IVA dell’8,4%. Seguono il Portogallo (+7,9%), l’Irlanda (+7,5%), il Regno Unito (+3,9%), l’Italia (+3,7%), la Francia (+3%) e la Germania (+2,7%). Il divario tra il Paese con la crescita maggiore e quello con la variazione più contenuta raggiunge così 5,7 punti percentuali. Il dato mostra inoltre come la componente IVA rappresenti un elemento di sostegno generalizzato al gettito tributario nel primo semestre dell’anno.

Il quadro economico congiunturale dei sette Paesi

Il bollettino del Mef affianca al confronto delle entrate anche una lettura del quadro congiunturale dei sette Paesi. L’analisi considera, oltre al PIL, l’inflazione, il mercato del lavoro, i consumi finali, la spesa pubblica, la produzione industriale e il rapporto tra debito pubblico e PIL. Questi indicatori sono importanti per interpretare l'andamento delle entrate: la dinamica del gettito non dipende infatti soltanto dalle modifiche apportate ai sistemi fiscali, ma anche dall'evoluzione dell'attività economica, dei consumi, dei redditi e dell'occupazione. Il confronto tra i diversi Paesi permette quindi di collocare la crescita delle entrate all’interno di un quadro economico più ampio, distinguendo gli effetti delle politiche fiscali da quelli legati alla congiuntura. Nel caso italiano, il dato del primo semestre conferma una crescita del gettito che, pur essendo positiva, rimane più contenuta rispetto a quella delle principali economie che guidano la classifica. Nel complesso, emerge un quadro europeo caratterizzato da una crescita delle entrate in tutti i Paesi osservati, con differenze particolarmente ampie tra Spagna e Regno Unito da una parte e Germania, Irlanda e Portogallo dall’altra.

 

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