Giornata mondiale dell'imprenditore, "le Pmi trascurano finanza e persone": il rapporto

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Secondo un'analisi effettuata da Partner d’Impresa in occasione della Giornata mondiale dell’Imprenditore, quando la liquidità è insufficiente e gli utili non corrispondono alle aspettative molti imprenditori attribuirebbero le difficoltà principalmente alle tasse. Inoltre, stando ancora all'analisi, le Pmi trascurerebbero finanza, patrimonio e lavoratori

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Nelle piccole e medie imprese le fragilità finanziarie iniziano nella gestione dell’azienda. A dirlo è l’analisi effettuata da Partner d’Impresa in occasione della Giornata mondiale dell’Imprenditore che si celebra ogni anno il 21 agosto. Secondo il report, quando la liquidità è insufficiente e gli utili non corrispondono alle aspettative molti imprenditori attribuirebbero le difficoltà principalmente alle tasse. Inoltre, stando ancora all'analisi, le Pmi trascurerebbero finanza, patrimonio e lavoratori.

L'analisi di Partner d'Impresa

L'analisi di Partner d’Impresa, il network professionale che riunisce commercialisti, consulenti del lavoro, avvocati e specialisti, è stata ottenuta attraverso più di 3mila test scena attuale, chiamati Tsa, compilati da imprenditori e manager. Il Tsa attribuisce a ciascuna macroarea un punteggio compreso tra -100 e +100, ottenuto aggregando le risposte fornite dall’imprenditore a una serie di domande sulla gestione della propria attività.

La gestione dell'impresa

Dall’analisi emergono sei macroaree della gestione d’impresa. Il tratto fiscale registra il valore medio più alto (+15,29), seguito da lavoro (+5,74), finanziario (+3,78) e legale (+2,03). Patrimonio (-7,85) e gestione delle risorse umane (-7,42) sono invece le uniche aree con punteggio negativo e risultano quindi le più fragili e sottovalutate. Il processo parte dalla capacità finanziaria dell’impresa di creare denaro, mentre la fiscalità deve permettere di trattenerlo attraverso una pianificazione corretta. Infine, la gestione patrimoniale deve poi farlo fruttare e l’area legale deve proteggerlo.

Sul fronte delle persone, la gestione del lavoro punta a garantire che i collaboratori possano guadagnare, mentre l’organizzazione delle risorse umane è finalizzata a metterli nelle condizioni di creare nuovo valore per l’azienda. “Molti imprenditori percepiscono le tasse come il principale ostacolo alla crescita, ma spesso il problema nasce prima. Se l’azienda non conosce con precisione i propri margini, non pianifica la liquidità e non controlla dove viene assorbito il denaro, la pressione fiscale diventa il punto su cui si concentra tutta l’attenzione”, spiega Sonia Canal, ceo di Partner d’Impresa. I dati “mostrano inoltre che costruire patrimonio e organizzare le persone sono ancora due aspetti fortemente sottovalutati”, aggiunge. Secondo Canal, “un’azienda sana non deve soltanto fatturare: deve creare denaro, trattenerlo, farlo fruttare, proteggerlo e costruire un’organizzazione capace di produrre risultati anche oltre il contributo diretto dell’imprenditore”.

Le tasse

Con un punteggio medio di +15,29, il tratto fiscale registra il risultato migliore. Nello specifico, il dato evidenzia che la pianificazione fiscale riceve più attenzione rispetto ad altre componenti fondamentali della gestione aziendale. La situazione cambia osservando l’area finanziaria, che si ferma a +3,78. Secondo il report, il confronto tra i due punteggi mette in evidenza una dinamica frequente nelle pmi: l’imprenditore percepisce le imposte come la principale causa della mancanza di liquidità, ma spesso non dispone a monte di strumenti adeguati per comprendere come l’azienda stia realmente producendo, assorbendo e utilizzando il denaro. In assenza di budget, controllo di gestione, analisi della marginalità e pianificazione finanziaria, il rischio è “confondere il fatturato con la disponibilità economica effettiva”, riferisce il rapporto.

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La gestione patrimoniale

Il punteggio più basso dell’analisi riguarda il tratto patrimoniale, con un valore medio di -7,85. si tratta della macroarea che misura la capacità dell’imprenditore di far fruttare il denaro prodotto dall’attività, trasformando progressivamente i risultati aziendali in un patrimonio personale e familiare diversificato, protetto e capace di generare valore nel tempo. Il risultato negativo mostra che questo passaggio è ancora sottovalutato: se l'attività di impresa non produce liquidità reale presente sul conto corrente e disponibile non è possibile che vi sia un incremento di guadagno. Come evidenzia il report, molti imprenditori concentrano energie e risorse sulla crescita dell’azienda, ma non costruiscono parallelamente una strategia per la propria sicurezza economica futura. La ricchezza rimane così all’interno dell’impresa, esposta ai rischi dell’attività e spesso non separata in modo adeguato dal patrimonio personale.

La gestione delle risorse umane

La seconda area più fragile riguarda la gestione delle risorse umane, con un punteggio medio di -7,42. Stando all'analisi, le imprese dedicherebbero maggiore attenzione alla gestione formale del rapporto di lavoro, cioè contratti, retribuzioni, adempimenti e inquadramenti, rispetto all’organizzazione strategica delle persone. La gestione delle risorse umane ha l'obiettivo di condizioni affinché siano i collaboratori stessi a generare denaro e valore per l’impresa.

Il rapporto evidenzia invece una serie di criticità: ruoli non definiti, responsabilità poco chiare, obiettivi non misurabili, assenza di sistemi premianti e difficoltà nel valutare le performance, che possono ridurre la produttività anche in aziende che rispettano correttamente gli adempimenti contrattuali.

La tutela legale

Anche il tratto legale presenta un valore contenuto, pari a +2,03. Tale macroarea ha la funzione di proteggere il denaro e il valore costruito dall’impresa, attraverso contratti, accordi tra soci, procedure, tutela del know-how e gestione preventiva dei rischi. Secondo l'analisi, il punteggio basso suggerisce che la consulenza legale viene ancora utilizzata prevalentemente quando la criticità è già emersa, anziché essere integrata in modo preventivo nelle decisioni aziendali.

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