Dal 6 ottobre accise sul gasolio più alte, nessun decreto in Gazzetta ufficiale

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Scade a mezzanotte l'ultimo sconto fiscale sui carburanti, deciso dal governo Meloni il 16 settembre scorso. E così, da martedì 6 ottobre, le accise sul gasolio rincarano di 6,1 centesimi, senza che il meccanismo delle accise mobili compensi la fine dello sconto fiscale applicato fino ad ora

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Scade a mezzanotte l'ultimo sconto fiscale sui carburanti, deciso dal governo Meloni il 16 settembre scorso. E così, da domani, martedì 6 ottobre, le accise sul gasolio rincarano di 6,1 centesimi, senza che il meccanismo delle accise mobili compensi la fine dello sconto fiscale applicato fino ad oggi. In Gazzetta Ufficiale non compare infatti il decreto interministeriale Mase-Mef che sarebbe stato necessario per utilizzare l'extragettito Iva per ridurre le accise. Questa è la prima volta che i tagli fiscali sui carburanti scompaiono del tutto da marzo, da quando cioè era stato approvato il primo decreto legge pensato per far fronte alle conseguenze della guerra tra Usa e Iran. 

L’effetto del price cap

Intanto, nelle ultime settimane, le quotazioni alla pompa hanno iniziato a diminuire anche grazie al price cap adottato direttamente dalle compagnie petrolifere. Il governo aveva scelto la strada della moral suasion, invitando gli operatori a intervenire per attenuare l'impatto del caro-carburante, e i risultati si sono tradotti in una discesa dei prezzi. A contribuire alla discesa sono state soprattutto le principali società petrolifere. Eni ha introdotto sulla propria rete un price cap fissando a 1,99 euro al litro il prezzo della benzina e a 2,19 euro quello del gasolio, con una validità iniziale di 30 giorni e la possibilità di proroga. Alla stessa iniziativa si sono aggiunte Ip, Q8 e Tamoil, che hanno progressivamente esteso gli sconti ai propri distributori. 

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